Domenica 27 settembre 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 1-1


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27 settembre 2009 - 3.343 - Campionato di Serie A 2009/10 - VI giornata - ore 15.00

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Cribari, Radu, Del Nero (67' Diakitè), Dabo, Baronio, Mauri, Foggia (73' Matuzalem), Cruz (58' Rocchi), Zarate. A disposizione: Bizzarri, Eliseu, Meghni, S.Inzaghi. Allenatore: Ballardini.

PALERMO: Sirigu, Cassani, Kjaer (73' Mchelidze), Bovo, Balzaretti, Nocerino, Migliaccio, Bresciano, Simplicio (89' Blasi), Budan (57' Cavani), Miccoli. A disposizione: Rubinho, Goian, Pastore, Bertolo. Allenatore: Zenga.

Arbitro: Sig. Bergonzi (Genova) - Guardalinee Sigg. Lanciani e Pugiotto - Quarto uomo Sig. Pinzani.

Marcatori: 75' Cavani, 85' Zarate.

Note: giornata calda, terreno in perfette condizioni. Ammoniti Cribari, Dabo, Zarate e Bovo per gioco scorretto, Simplicio e Michedlidze per comportamento non regolamentare. Angoli: 13-0 per la Lazio. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 25.000 circa.


Difesa biancazzurra su Miccoli (Foto Ap)
Pasquale Foggia in azione (Foto Ansa)
Mauro Zarate contrastato da un avversario (Foto Ansa)
Un'azione della gara (Foto Onorati)
Mauro Matias Zarate al tiro (Foto Lapresse)
Tommaso Rocchi abbraccia Mauro Zarate (Foto Lapresse)

Zarate a 5' dalla fine tira fuori la Lazio dall'incubo della quarta sconfitta casalinga, Europa League compresa. La prodezza dell'argentino, protagonista di una partita di raro egoismo e quindi troppo individualista, ha placato i contestatori più accesi del presidente Lotito, che nel secondo tempo avevano intonato più volti cori d'insulti contro il presidente colpevole di non aver rinforzato la squadra e di non volere in formazione Pandev e Ledesma, due giocatori che a questa Lazio farebbero molto comodo. Dopo un primo tempo decisamente brutto, che aveva dato ragione agli assenti, il Palermo era passato in vantaggio al 30' della ripresa, quando Muslera si era fatto colpevolmente sorprendere da un tiro da fuori area del connazionale Cavani. L'esatto contrario del collega Sirigu, che con i suoi interventi nel finale, quando la Lazio è andata in forcing, ha salvato il pari del Palermo, festeggiando nel migliore dei modi l'esordio in serie A a 22 anni.

Nel primo tempo la Lazio si era fatta notare per le giocate di Foggia ed un tiro dello stesso n. 17 al 20'. Poi c'era stata la bella parata di Sirigu su Zarate al 24'. I padroni di casa, nei primi 21' di gioco, erano stati capaci anche di collezionare tre ammonizioni da parte del severo Bergonzi. L'occasione migliore la Lazio l'aveva avuta al 39', quando su tiro di Foggia rimpallato, Kjaer aveva salvato precedendo Cruz che stava per battere a rete. In apertura di ripresa ancora Sirigu protagonista all'11', quando aveva respinto di piede una conclusione di Zarate, poi al 20' ancora il portiere del Palermo era stato decisivo su conclusione di Foggia. Un minuto dopo i siciliani avevano replicato con Cavani che esitava nel servire la più semplice delle occasioni-gol a Simplicio e si faceva togliere il pallone da Muslera. Era questa l'unica occasione del Palermo, mentre la Lazio si batteva con maggiore sprint rispetto ai 45' iniziali, grazie all'innesto di Rocchi. Proprio l'attaccante veneto serviva a Zarate un ottimo assist ma l'argentino calciava alto. A sorpresa al 30' arrivava il gol del Palermo con Cavani e la complicità di Muslera, ma dieci minuti dopo ancora Rocchi interveniva di testa su uno spiovente in area: la palla arrivava a Zarate che stoppava di petto e realizzava di destro scacciando l'incubo della sconfitta dall'Olimpico biancoceleste. Due minuti dopo doppio intervento di Sirigu su Rocchi, poi forcing finale della Lazio con gol mancato da Diakitè (colpo di testa su corner) al 93'. Lampi finali di un match che la Lazio avrebbe meritato di vincere per il gioco e le occasioni prodotte.

Ognuno vede il calcio a modo suo: così mentre in casa della Lazio si recrimina sulla vittoria mancata ("l'avremmo meritata", dice il tecnico Ballardini), da parte del Palermo si respinge questa tesi, perché secondo Zenga "Ballardini diceva sempre così anche l'anno scorso, ma alla fine ciò che conta è il risultato sul tabellone". "La Lazio ha disputato una grande partita - sostiene Ballardini per respingere le tesi del collega - contro una buona squadra: siamo arrivati sei volte davanti al loro portiere, che è stato uno dei migliori in campo, e in tutto abbiamo fatto 22 tiri in porta contro l'unico del Palermo, che ci è costato il gol. Nel primo tempo abbiamo avuto poca profondità, nella ripresa l'abbiamo trovata e infatti le cose sono migliorate". Sulla rete palermitana c'è la responsabilità di Muslera? "È stato bravo Cavani - risponde Ballardini per difendere il suo portiere - perché il pallone si è abbassato". Dopo aver paragonato il suo Del Nero a Zambrotta, come lui nato ala e poi arretrato a terzino, Ballardini parla poi di Zarate per rispondere a chi gli fa notare che anche oggi l'argentino, pur mostrando lampi di grande classe, è stato troppo individualista. "Fa parte del suo percorso di crescita - dice Ballardini -. Mauro è un giocatore straordinario, e lo diventerà a livello mondiale. Oggi avrebbe dovuto stare molto più vicino a Cruz nel primo tempo e non defilarsi sulla sinistra: non è questo ciò che gli chiedo, perché è meno pericoloso se prende palla lontano dalla porta".

Anche il presidente Claudio Lotito, che parla mentre alcuni tifosi lo insultano, ritiene che la sua squadra avrebbe meritato di vincere. "Il Palermo doveva perdere - dice Lotito -. Avremmo dovuto segnargli quattro gol, ma questo purtroppo è il calcio. Loro hanno fatto 1-1 tirando solo una volta in porta. Le contestazioni contro di me? È solo una piccola minoranza". Ora la società potrebbe rivedere la posizione di alcuni dissidenti e esclusi illustri? "Ledesma è infortunato, come Firmani - puntualizza il presidente -. Quando sarà guarito, il tecnico valuterà ciò che riterrà opportuno fare". Ai commenti dei laziali replica l'allenatore del Palermo Zenga. "Non posso essere d'accordo con quanto dicono alla Lazio, per me conta ciò che c'è scritto sul tabellone, e qui ho visto 1-1. Nel secondo tempo abbiamo avuto tre palle gol, non ci siamo solo difesi. E poi è normale che una squadra forte come la Lazio, che giocava in casa, abbia spinto per recuperare. Forse abbiamo risentito della gran fatica fatta mercoledì scorso contro la Roma, quando abbiamo giocato sotto un nubifragio e su un campo ai limiti della praticabilità. Stanca la Lazio? Ma se negli ultimi venti minuti hanno spinto come dannati...".

Fonte: Il Messaggero


La Gazzetta dello Sport titola: "Cavani-Zarate, botta e risposta. La Lazio agguanta il Palermo. Finisce 1-1 tra biancocelesti e rosanero: tutto nel secondo tempo. Alla rete dell'uruguaiano (Muslera così così) risponde l'indemoniato argentino a 5' dalla fine. Dominio territoriale abbastanza sterile degli uomini di Ballardini, che hanno trovato un muro quasi invalicabile in Sirigu".

Continua la "rosea": Tra due squadre convalescenti non ci si poteva aspettare granché. E in effetti è stato così, almeno in termini di spettacolo, per tre quarti di partita. Poi, un finale incandescente, due gol e tante emozioni, a compensare il resto, tutt'altro che esaltante. Lazio-Palermo si chiude in parità, 1-1, con le reti degli uomini più dotati tecnicamente: Cavani e Zarate. Un risultato che almeno muove la classifica di due squadre non in un grande periodo di forma. Il pareggio nel complesso è giusto, anche se conquistato dalla Lazio solo a 5' dalla fine. Il Palermo era passato in vantaggio solo grazie a un lampo di Cavani (entrato nella ripresa al posto di Budan), favorito da un Muslera in versione vecchia maniera. Il tiro dell'uruguaiano è, sì, violento, ma abbastanza centrale: eppure il portiere suo connazionale ci va molle e la palla finisce in rete. E' il 75', e la Lazio comincia ad avere i sudori freddi. Perché fin lì, a dire il vero, i biancocelesti avevano giocato meglio. Un dominio piuttosto sterile, a dire il vero. Un numero inquadra piuttosto bene questo concetto, ed è il numero degli angoli: 13-0 per i ragazzi di Ballardini.

Non è tutto, certo, ma se c'è una squadra che ha provato a vincere la partita più dell'altra è senz'altro la Lazio. E ritrovarsi sotto così non è stato bello. Per fortuna i tifosi di casa possono contare su Zarate. Sarà anche fumoso, accentratore e poco altruista, l'argentino: ma nessuno crea pericoli come Maurito. Gli basta un rimpallo, sugli sviluppi di una punizione, per trovare il pareggio. Ma già prima aveva fatto venire il mal di testa ai difensori del Palermo, che pur raddoppiandolo in continuazione, ci hanno sempre capito poco. E meno male che Cruz, per una volta, non è stato risolutore: meglio con Rocchi, al rientro (anche un palo per lui). E il Palermo? Zero corner, ma un portiere super. Non Rubinho, in compenso. Zenga a sorpresa lancia Sirigu e ne ricava fior di dividendi. Al debutto in A l'ex dell'Ancona è decisivo in almeno tre occasioni, specie nel finale quando nega proprio a Rocchi, due volte, il gol del sorpasso. Ma già prima aveva dimostrato grande sicurezza. Cavani e Sirigu: qualcosa da cui ripartire, in attesa di subire meno. Intanto un punto fa morale. Per entrambe le squadre.

Momenti di tensione all'uscita dallo stadio del Presidente Lotito che nonostante il pareggio è stato pesantemente contestato dai tifosi. Lui risponde e si difende: "Non è il Presidente ad andare in campo. I giocatori oggi hanno dato il massimo, il portiere avversario è stato il migliore in campo. Il gol che abbiamo preso è stato realizzato in modo rocambolesco e non siamo stati fortunati sotto porta. E' comunque arrivato un pareggio contro una squadra al nostro pari che punta ad un piazzamento in Europa. Gli esclusi? Nessuno è stato escluso, Ledesma e Firmani non stanno bene, questo tipo di scelte poi spettano all'allenatore".


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