Domenica 2 novembre 2008 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 1-0


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2 novembre 2008 - 3.300 - Campionato di Serie A 2008/09 - X giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Carrizo, Lichtsteiner, Siviglia, Rozehnal, Radu, Brocchi (70' Foggia), Ledesma, Mauri, Zarate, Pandev (83' S.Inzaghi), Rocchi (46' Meghni). A disposizione: Muslera, Kolarov, Diakite, Dabo. Allenatore: D.Rossi.

CATANIA: Bizzarri, Sardo, Silvestre, Stovini, Sabato, Izco (87' Martinez), P.Ledesma, Carboni, Biagianti (85' Baiocco), Mascara, Plasmati (69' Morimoto). A disposizione: Kosicky, Paolucci, Silvestri, Terlizzi. Allenatore: Zenga.

Arbitro: Sig. Gava (Conegliano Veneto) - Assistenti Sigg. Altomare e Rubino.

Marcatore: 85' Foggia.

Note: giornata di sole, terreno in buone condizioni. Presente in tribuna il Dg. della Seleccion Argentina Carlos Bilardo. Ammoniti Zarate, Pandev, Radu, Sabato e Stovini. Angoli 7-2 per la Lazio. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 30.000 circa.


Il tiro vincente di Pasquale Foggia
Un altro fotogramma del tiro scoccato dall'attaccante napoletano
La gioia dell'attaccante biancoceleste dopo la rete
L'esultanza intorno al marcatore
Tommaso Rocchi in azione
Mauro Zarate in azione
Un altro fotogramma dell'attaccante argentino
Pasquale Foggia
Stephan Lichtsteiner
Cristian Ledesma
Goran Pandev

Se mercoledì passato la buona sorte aveva restituito alla Lazio quello che le aveva tolto contro il Napoli con l'autorete di Mantovani a "pareggiare" quella di Siviglia, stavolta i biancocelesti incassano i tre preziosi punti dominando il Catania, sceso in campo per fare un catenaccio degno del miglior Nereo Rocco. Pandev, dopo soli 2', impegna Bizzarri in una parata ravvicinata, ma il lampo laziale è illusorio. Il Catania è compatto e non concede spazio ai padroni di casa, peraltro prevedibili e poco ispirati. Delio Rossi prova con una certa frequenza a invertire i tre attaccanti proposti in campo, ma la difesa etnea non ha problemi. I rossazzurri si vedono però poco in avanti ed anche i biancocelesti non fanno molto di più provando solo un paio di tiri senza pretese con Zarate e Mauri. Nei primi 45' di gioco gli etnei si affacciano infatti raramente dalle parti di Carrizo, impensierito solo da un destro dalla distanza di Mascara, al 25', fuori di poco. Sull'altro versante i ripetuti tentativi dalla distanza di Zarate non creano problemi a Bizzarri. Gli uomini di Zenga costruiscono pochissimo in attacco, non riuscendo mai a impegnare l'estremo difensore biancoceleste, ma controllano con ordine, per larga parte dell'incontro, le offensive dei laziali detentori del miglior attacco del Campionato.

La chiave di volta è l'atteggiamento offensivo del tecnico Rossi che, nel primo tempo, propone il tridente Zarate-Pandev-Rocchi e poi nella ripresa toglie un incontrista come Brocchi, per una mezzapunta come Foggia. Il folletto campano gioca bene ed all'85' regala la vittoria portando la Lazio a quota 19 punti, in piena zona Champions. La rete è frutto di una palla servita al centro dell'area dal solito Zarate, che il partenopeo controlla e scaglia alle spalle dell'incolpevole e bravo portiere rossoazzurro. Era dalla prima gara di campionato contro il Cagliari che Foggia non segnava. Nella "sua" Cagliari non aveva potuto esultare per rispetto verso i suoi ex tifosi, ma ora può liberare tutta la rabbia in corpo per una marcatura tanto preziosa in quel momento. Nel finale di gara la formazione di Zenga si abbassa troppo nella propria metà campo e va in sofferenza sulle fasce dove soprattutto il vivace Zarate va a cercare spazio con le sue accelerazioni. Una prestazione eccezionale per l'argentino, pur esaltante nel suo egoismo, sotto gli occhi di Bilardo d.g. della nuova Argentina di Diego Armando Maradona. Le due vittorie consecutive ottenute contro Chievo e Catania riportano dunque entusiasmo nell'ambiente biancoceleste.

A fine gara il commento di Claudio Lotito: "È bello rivedere il pubblico sostenere unito la squadra. Un anno fa mi contestavano? Ho sempre cercato di dare il massimo come presidente di questa società. Lo dimostrano i bilanci e i risultati della squadra. La vittoria sul Catania? Tre punti meritati anche se il successo è arrivato con molta difficoltà. I siciliani si sono chiusi in dieci ma per fortuna l'inserimento di Foggia ha funzionato. Le squadre che ci affrontano - ha detto Lotito - conoscono il nostro potenziale e marcano stretti i nostri giocatori più importanti. Per fortuna la Lazio ha fatto come cantano i tifosi cioè non ha mollato mai. La classifica? Nessuno ti regala niente. Sarà così anche contro il Siena". Deluso l'allenatore dei rossoblu Zenga: "La prodezza di un giocatore ha risolto la partita. La Lazio nel secondo tempo ha pressato un po' di più, la mia squadra non si è comportata male. Ci sono sconfitte e sconfitte, le ultime due sono figlie di prestazioni positive. All'inizio dicevamo che giocare bene non era nel nostro dna, adesso siamo passati dalla parte di quelli che giocano bene e perdono. Non mi piace, preferisco giocare male e vincere. La Lazio, per i giocatori che ha, può dire la sua, è una squadra che gioca bene come squadra. Nel gioco del calcio, una squadra va in campo e lotta per 90 minuti, i meriti e demeriti sono legati a certe situazioni. La mia squadra oggi non ha demeritato".

Delio Rossi, punzecchiato dai cronisti sulla Lazio che è nelle zone alte della classifica mentre la Roma invece è quasi in zona retrocessione per di più attraversando un momento simile a quello brutto dei biancocelesti della passata stagione, non vuole parlare dei "cugini" giallorossi e preferisce godersi la seconda vittoria consecutiva della sua squadra, arrivata oggi contro il Catania. "Mi riesce difficile parlare dei cugini - ha detto alla Rai -. Se ne parlassi bene significherebbe che sono bugiardo, se ne parlassi male non sarebbe corretto. Non voglio parlare dei cugini. Lo farò quando non sarò più l'allenatore della Lazio."


La Gazzetta dello Sport titola: "Numero Zarate-Foggia. La Lazio ritorna in alto. Pandev e Rocchi girano a vuoto, ci pensa l'argentino a offrire l'assist del gol che batte un Catania troppo rinunciatario. E la squadra di Rossi risale".

Continua la "rosea": C'è anche la Lazio, tra gli attori protagonisti del campiomatto. Un gol di Foggia a otto minuti dalla fine piega la resistenza di un Catania tenace ma troppo rinunciatario. Walter Zenga getta via biro e blocco degli appunti, e lo si può capire, perché il traguardo era vicino. Ma la vittoria della Lazio, cui sullo 0-0 viene negato un rigore (Stovini su Siviglia), non fa una grinza. Un solo portiere impegnato, Bizzarri, una sola porta stretta d'assedio nel finale del match, quella del Catania. Delio Rossi soffre, ma finisce col trovare in panchina i cambi giusti, incluso quello del match winner Foggia, subentrato a Brocchi. Zarate va in bianco per la quinta volta di seguito, ma si laurea ancora migliore in campo. L'assist vincente è suo. Lo Za-Pa-Ro fa cilecca perchè il Catania difende bene e Rocchi non è ancora quello vero. Il problema di Rossi, che lo sostituisce con Meghni all'inizio della ripresa portando più avanti Pandev, è che anche il macedone è quasi la controfigura di se stesso.

E allora, senza curarsi troppo d'una metà campo che finisce tutta sulle spalle di Cristian Ledesma, sotto coi cambi giusti, quelli che indirizzano il match: Foggia per Brocchi e poi (due minuti prima del gol, fin troppo tardi), Simone Inzaghi per Pandev. Già decisivo per l'1-1 di rincorsa con il Lecce, Inzaghino spacca schemi ed equilibri, con il suo peso e la sua confusione organizzata. Il Catania, che ha già perso metri preziosi senza che Zenga riesca a trovare soluzioni dalla panchina (anzi, quel Morimoto per Plasmati è probabilmente un errore) vacilla. E Zarate, che Rossi stavolta ha lasciato in campo senza ripetere l'imprudenza di mercoledì a Verona, ripaga il tecnico con l'ennesima serpentina. Il cross è al bacio ma Foggia, controllo al volo e sinistro piazzato di giustezza all'angolino, ci mette del suo. L'esultanza è un po' polemica verso la panchina, ma nella Lazio fa tendenza. Anche nel giorno in cui i trequartisti steccano (Pandev, Mauri, Meghni) Rossi riesce a estrarre dal cilindro la soluzione. Merito di una rosa che consente svariate alternative e di un autentico fuoriclasse, Zarate. Che sarà pure un mangiapalloni, non troverà la porta come accadeva all'inizio del campionato, ma punta e salta l'uomo che è un piacere, rimette palloni dal fondo, e trova la zampata giusta anche al minuto 85. Se Rocchi si ritrova e Pandev non si perde, la Lazio può restare nel giro grosso. Dove un pensierino al quarto posto, ora che la Roma s'è dissolta e la Fiorentina fatica, lo si può fare.

Capitolo Catania. Il lavoro di Zenga c'è e si vede. La squadra è ben disposta in campo, sempre corta, sempre attenta ai movimenti collettivi. Una fase difensiva che sterilizza la Lazio per più di un'ora. Ma per restare a galla ci vuole anche qualcosa in più: ripartenze e voglia di fase offensiva. Quel che il Catania, almeno all'Olimpico, ha mostrato di non saper fare. Difficile dire se la rinuncia a Paolucci e Martinez, entrato solo negli spiccioli di partita, sia stata un errore. Quel che è certo è che non si vive di sole palle inattive. Tanto più se in 90 minuti metti insieme un calcio d' angolo e nemmeno una punizione dal limite.


La Repubblica titola: "La sfida dell'Olimpico finisce 1-0 grazie a un gol dell'esterno a 5' dal termine. I biancocelesti portano a casa la sesta vittoria dopo una gara poco esaltante. Foggia accende una Lazio spenta. Catania piegato solo nel finale".

L'articolo così prosegue: Il gol di Pasquale Foggia decide Lazio-Catania. Una gara che non ha offerto particolari sussulti e che si è risolta a favore della squadra capitolina, grazie agli innesti azzeccati da Delio Rossi nella seconda parte della ripresa. Catania disposto bene in campo ma poco concreto in fase offensiva. Rossi confermava il modulo 4-3-3: davanti al portiere Carrizo, difesa schierata con Lichtsteiner, Siviglia, Rozehnal e Radu; a centrocampo Brocchi, Ledesma e Mauri; tridente con Pandev, Rocchi e Zarate. Walter Zenga con Bizzarri tra i pali; in difesa Sabato, Sardo, Stovini e Silvestre; linea di centrocampo con P.Ledesma, Carboni e Biagianti; Mascara schierato alle spalle di Izco e Plasmati. Al 2' subito un'occasione per la squadra capitolina con la conclusione ravvicinata di Pandev respinta d'istinto da Bizzarri. Al 10' Zarate lasciava partire un gran destro che non impensieriva Bizzarri. La Lazio era più concreta in fase offensiva, con pressing a tutto campo; il Catania si chiudeva in difesa ma non rinunciava a ripartire in contropiede ma senza grandi idee. Al 22' sugli sviluppi di un calcio d'angolo la difesa siciliana riusciva ad anticipare in extremis la deviazione sottoporta di Mauri.

Tre minuti dopo gran tiro di Mascara con palla a spiovere ma lontana dalla porta di Carrizo. Al 41' Rocchi si involava verso la porta di Bizzarri ma il gioco veniva fermato per fuorigioco. Un minuto dopo inserimento di Mauri in scivolata con conclusione debole e rasoterra. Squadre poi al riposo con gioco sostanzialmente equilibrato. Nella seconda frazione di gioco Delio Rossi era costretto al primo cambio: fuori Rocchi, non ancora al top della condizione, al suo posto il francese Meghni. All'11' Zarate a due passi da Bizzarri girava di testa ma non inquadrava la porta dei siciliani. La gara non offriva un gioco particolarmente entusiasmante, con difese ben schierate. Al 22' calcio di punizione di Mauri e palla per Zarate che però non riusciva a controllare la sfera permettendo l'intervento della difesa catanese. Sull'altro fronte, Zenga provava a dare maggior velocità alla sua squadra con l'inserimento del giovane giapponese Morimoto al posto di Plasmati. Rossi giocava la carta Foggia, togliendo dal campo uno stanco Brocchi. Al 30' il rasoterra di Ledesma da 25 metri non creava insidie al portiere del Catania. Al 36' splendida incursione di Zarate sulla destra e palla per Pandev che calciava dritto su Bizzarri mancando la ghiotta occasione.

Al 40' la Lazio sbloccava il punteggio: Foggia riceveva un preciso assist di Zarate, controllava la sfera in piena area siciliana e infilava Bizzarri. Lo stesso Foggia ricambiava il prezioso passaggio all'attaccante sudamericano che girava in porta ma Bizzarri non si faceva sorprendere. Tre punti preziosi per la Lazio che incassa la sesta vittoria in campionato, terzo ko invece per i siciliani.