Domenica 9 novembre 2008 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Siena 3-0


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9 novembre 2008 - 3.301 - Campionato di Serie A 2008/09 - XI giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Carrizo, Lichtsteiner, Siviglia, Rozehnal, Kolarov, Dabo (71' Brocchi), Ledesma, Meghni (46' Rocchi), Foggia (83' De Silvestri), Mauri, Zarate. A disposizione: Muslera, Diakite, Radu, S.Inzaghi. Allenatore: D.Rossi.

SIENA: Curci, Zuniga, Rossettini, Portanova, Del Grosso, Codrea (85' Calaiò), Vergassola, Galloppa (63' Jarolim), Kharja (63' Frick), Ghezzal, Maccarone. A disposizione: Manitta, Moti, Coppola, Rossi. Allenatore: Giampaolo.

Arbitro: Sig. Brighi (Cesena).

Marcatori: 58' Zarate, 86' Rocchi, 94' Rocchi.

Note: ammoniti Rossettini e Siviglia. Angoli 6-5 per la La­zio. Recuperi: 2' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 6.049, abbonati 24.750.


Mauro Zarate calcia la punizione dal limite...
... e la palla s'insacca sotto il sette alla sinistra del portiere senese
L'esultanza del bomber argentino
L'abbraccio dei compagni a Maurito Zarate
La rete del 2-0 ad opera di Tommaso Rocchi
Stephan Lichtsteiner offre l'assist per il 3-0 a Tommaso Rocchi
Un'altra immagine della rete del bomber veneziano
Ousmane Dabo in azione
Un momento dell'incontro
Un fotogramma della partita
Mauro Zarate e Tommaso Rocchi: i marcatori odierni
Pasquale Foggia e Maurito Zarate

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, viva i secondi tempi. Zarate e una doppietta di Rocchi stendono il Siena: nella ripresa segnati 17 gol su 21".

Continua la "rosea": Quarto posto assoluto, miglior attacco del campionato, quattordici punti di vantaggio sulla Roma con vista su un derby che non faceva i conti con un distacco del genere da 10 anni (e quello era derby di ritorno). E' la Lazio di Zarate e Rocchi e dei secondi tempi (segnate 17 reti su 21), che spazza via il Siena (3-0) dopo avere disputato la peggiore prima frazione dell'intera stagione. Decisive le correzioni a una formazione sbagliata apportate nell'intervallo da Delio Rossi, ma anche e soprattutto la punizione disegnata da Zarate, degna del miglior Del Piero, che sblocca il match. Il resto lo fa Rocchi, dalla panchina a una doppietta in contropiede nei minuti conclusivi, giusto per prenotare una maglia da titolare tra sette giorni. E' racchiusa nella sostituzione di Meghni con Rocchi all'inizio della ripresa. Così, la Lazio riacquista il centravanti vero di cui era priva. Zarate, dopo la scena muta del primo tempo, viene riconsegnato al ruolo di irresistibile seconda punta, e Mauri a quello di terzo di sinistra di un centrocampo che con Meghni vicino a Ledesma e al compassato Dabo aveva fatto acqua.

Quasi d'incanto, la Lazio che nel primo tempo non aveva mai tirato in porta, rischiando anzi di subire in avvio un Siena intraprendente (miracolo di Carrizo su Ghezzal e gol mangiato da Maccarone) ma troppo presto rinunciatario, si ritrova. Con Pandev squalificato e forse con l'idea fissa del derby alle porte, Rossi preserva in panchina, oltre a Rocchi, anche i diffidati Brocchi e Radu. Il risultato è una Lazio senza una punta centrale, con due trequartisti (con Mauri c'è Foggia) e un terzo (Meghni) prestato al centrocampo. Non ne verrà fuori niente di buono. Curci inoperoso, una Lazio fuori dagli schemi con quel 4-3-2-1 in cui Foggia non decolla. Con Rocchi, e poi sull'1-0 con Brocchi al posto di Dabo e con De Silvestri al posto di Foggia (Lichtsteiner sale in mediana per il più classico 4-3-1-2) è invece Lazio vera. E arriva il 3-0. Il vero problema di domenica prossima? Trovare posto a Pandev. Capitolo Siena. Un solo punto (a Lecce) in sei partite fuori casa, il Siena in trasferta non sa farsi rispettare. La Lazio non c'è per un tempo, ma gli ospiti prendono quasi paura delle occasioni che in avvio capitano a Ghezzal (comunque bravo) e Maccarone (sciaguratello).

La squadra di Giampaolo, ordinata, ben messa in campo, finisce troppo presto con l'adattarsi al tran tran degli avversari. E quando quelli, riveduti e corretti, cambieranno marcia, si farà trovare impreparata, al pari del suo allenatore. Sull'1-0 Giampaolo toglie Galloppa e Kharja per Jarolim e Frick, arretrando Ghezzal quale improbabile trequartista, e nel finale aggiungerà pure Calaiò. Un'orgia di attaccanti, fuori i due cervelli della squadra, Codrea e Kharja. Il risultato? La doppietta di Rocchi.


La Repubblica titola: "Un gol capolavoro di Zarate e la doppietta di Rocchi chiudono la partita. I biancocelesti pensano alla Champions ma i toscani non hanno demeritato. E' una Lazio cinica e vincente. Siena travolto all'Olimpico".

L'articolo così prosegue:

Un gol capolavoro ed un assist al bacio di Zarate, la doppietta che chiude la sfida di Rocchi. E' una Lazio bella a metà quella che, nella ripresa, spegne le ambizioni del Siena e vince 3-0 all'Olimpico una partita che, ad onor del vero, gli ospiti forse non hanno meritato nemmeno di perdere. Ma tant'è: la classifica parla chiaro, la Lazio è tra le big del Campionato per la qualità di alcuni singoli e la compattezza in campo costruita dal lavoro di Rossi, anche se nell'occasione il suo ex allievo Giampaolo non fa certo una brutta figura. Rossi, pensando anche al Derby, fa un po' di turn-over: Pandev è squalificato ma non rinuncia al tridente schierando Meghni, Zarate e Foggia (per Rocchi c'è ancora la panchina). Radu e Brocchi, diffidati, partono tra le riserve. Giampaolo, allievo ed estimatore di Rossi, prova a cambiare il trend del Siena in trasferta mettendo davanti la coppia Ghezzal-Maccarone con Kharja appena dietro. Una mossa azzeccata, tant'è che l'inizio è quasi tutto di marca toscana.

Carrizo deve impegnarsi a terra al 4' sul sinistro di Maccarone, poi al 9' deve superarsi sulla volèe di Ghezzal, che ci aveva provato anche in precedenza. La grande occasione per il Siena capita al 10' quando Maccarone non riesce a deviare in rete un cross da angolo che aveva bucato la difesa di casa. La Lazio è quasi imbarazzante, non sa proporsi e creare alcun grattacapo agli ospiti, bravi ad imbrigliare il gioco dei biancocelesti e ad operare in contropiede. Per vedere una Lazio più convincente bisogna attendere la ripresa, che segna l'ingresso di Rocchi per uno spento Meghni. Sarà un caso, ma la squadra di Rossi cambia passo ed atteggiamento, sfiorando il vantaggio all'8' con Rozehnal e ottenendolo al 13' con Zarate, che calcia una punizione alla Maradona. O alla Del Piero. Un capolavoro, insomma. Giampaolo non ci sta e getta nella mischia Jarolim e Frick, esibendo le tre punte con il chiaro intento di giocarsela sino alla fine. Servirebbe un po' di fortuna al Siena, che quando spinge mette sempre un po' di apprensione nella difesa di casa. E invece, al 40', arriva addirittura il raddoppio della Lazio, con una zampata di Rocchi su preciso assist di Zarate.

Entra Calaiò e si merita il voto in pagella per una sforbiciata ed uno spunto che Carrizo neutralizza. Nel recupero, però, ecco la doppietta di Rocchi, dopo due grandi parate di Curci, che aumenta il bottino dei biancocelesti, sempre più proiettati verso l'alta classifica e prossimi al Derby con il morale alle stelle. Il Siena non merita un passivo così pesante ma così va il mondo: la Lazio, a due punti dal primo posto, può continuare a sognare, se non lo Scudetto, un posto in Champions. Un obiettivo più che raggiungibile per la squadra di Delio Rossi.


Il Corriere della Sera titola: "Terzo successo di fila. In gol Zarate e due volte Rocchi. E già si pensa al derby. Tre sberle al Siena e la Lazio torna in alto".

L'articolo prosegue: Prima una paratona di Carrizo, poi una punizione fulminante di Zarate. La Lazio vola grazie alle prodezze dei suoi argentini: terza vittoria consecutiva, quarto posto in classifica con il miglior attacco del campionato, 14 punti di vantaggio sulla Roma nella settimana che porta al derby. Meglio di così non potrebbe andare. "Lotteremo per lo scudetto", annuncia Maurito, l'eroe di giornata. Zarate, con una punizione millimetrica, degna dell'ultimo Del Piero o del miglior Maradona, fulmina Curci e mette in ginocchio il Siena che nel primo tempo aveva giocato meglio e costruito due nitide palle gol: Carrizo sventa la prima su Ghezzal, Maccarone di testa divora la seconda. Rossi sbaglia assetto: sceglie Mauri dietro Foggia e Pandev e regala un tempo all'allievo Giampaolo. Perché la sua squadra, senza punti di riferimento in attacco, fatica a macinare il gioco e non riesce neppure ad allargare l'ordinata difesa ospite. Per 45 minuti tira solo il Siena, nella ripresa i toscani si abbassano un po' troppo, ma soprattutto Rossi cambia spartito, con Rocchi a dare profondità, Foggia e Zarate lesti sulle fasce. Tommasino conquista la punizione che Maurito trasforma in oro. L'argentino, a 4 minuti dal novantesimo, restituisce il favore con l'assist del 2-0, un cross teso in mezzo all'area.

Il Siena si squaglia, la Lazio dilaga. O meglio dilaga il vecchio capitano, che ha fame di gol e firma il 3-0 definitivo. "La partita l'ha cambiata Zarate con quella fantastica punizione", l'analisi precisa di Giampaolo. Certo che con Rocchi è un'altra squadra: convinta, determinata, reattiva. Ma in questo momento è il giovane argentino l'uomo in più: l'assicurazione per sognare, se non lo scudetto un posto nella prossima Champions League. Zarate, sette gol in campionato, non segnava da 42 giorni (doppietta a Torino contro i granata), ma nelle ultime tre vittorie è sempre stato il migliore in campo. Veloce, agile, ficcante. Ogni tanto troppo innamorato del pallone, ma pronto all'assist. Tre in tre partite: per Pandev a Verona, per Foggia contro il Catania, a favore di Rocchi con il Siena. E i laziali aspettano un'altra prodezza nel derby in cui Rossi recupererà lo squalificato Pandev. "Già siamo a parlare della Roma?", domanda Delio a fine partita. È così. La febbre sale, l'attesa cresce. E il Siena già dimenticato.