Domenica 8 gennaio 2017 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Crotone 1-0


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8 gennaio 2017 - Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XIX giornata - inizio ore 15.00


LAZIO: Marchetti, Basta, de Vrij, Hoedt, Radu, Parolo, Biglia (81' Cataldi), Milinkovic-Savic, Lombardi (77' Kishna), Immobile, Luis Alberto (81' Rossi). A disposizione: Strakosha, Vargic, Wallace, Patric, Bastos, Leitner, Prce. Allenatore: S. Inzaghi.

CROTONE: Festa, Sampirisi, Ceccherini, Ferrari, Martella (92' Nwankwo), Rohden, Crisetig, Barberis, Stoian (51' Palladino), Falcinelli, Trotta (81' Rosi). A disposizione: Salzano, Nalini, Capezzi, Viscovo, Suljic, Cojocaru, Dussenne, Gnahore. Allenatore: Nicola.

Arbitro: Sig. Maresca (Napoli) - Assistenti Sigg. Di Liberatore e Zappatore - Quarto uomo Sig. Tonolini - Assistenti d'area Sigg. Guida e Ghersini.

Marcatori: 90' Immobile.

Note: esordio in serie A per Alessandro Rossi. Al 31' Biglia fallisce un calcio di rigore tirato sulla traversa. Ammonito al 15’ Lombardi e al 77' Rodhen per gioco falloso, al 54' Festa e 90' Immobile per comportamento non regolamentare. Angoli 14-0. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 15.000 circa.


Stefan de Vrij
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Cristiano Lombardi
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Sergej Milinkovic-Savic
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Una fase di gioco
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Lucas Biglia al tentativo di trasformazione del penalty
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Caccia al pallone
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Un momento della partita
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Un fotogramma della gara
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Ciro Immobile
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Luis Alberto in azione
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Corrsport del 14/12/2016

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Buon compleanno Lazio. Crotone, la paura fa 90’. Biglia sbaglia dal dischetto, poi Immobile risolve il match. Calabresi battuti per la 7a volta nel finale e arrabbiati per il gol (buono) di Rohden".

Continua la "rosea": All’ultimo respiro, con la forza della disperazione e la lucidità di chi sa che fino alla fine tutto è sempre possibile. Ciro Immobile, con un guizzo da predone d’area, trasforma una palla vagante nel gol che decide la gara col Crotone quando già scorrono i titoli di coda. È una rete che vale oro per lui, che interrompe un digiuno che durava da oltre due mesi, ma ancor di più lo è per la Lazio che agguanta con le unghie una vittoria che le consente di chiudere il girone di andata a 37 punti (seconda miglior prestazione dell’era Lotito) e festeggiare nel migliore dei modi il suo 117° compleanno (che cade oggi). Il regalo, con 24 ore di anticipo, glielo confeziona Martella quando il cronometro segna già il minuto 90. L’intervento del difensore calabrese sul tocco di Rossi (debutto fortunato per il baby laziale) diventa un assist involontario per Immobile, che non perdona. E la Lazio ringrazia.

Anche perché pur creando tanto (un rigore tirato da Biglia sulla traversa, quattro palle-­gol sventate dal quasi esordiente Festa più un gol annullato a Lombardi per fuorigioco) la squadra di Inzaghi non è brillante e lo 0­-0 sembra la giusta e inevitabile punizione. Troppo lento il centrocampo, troppo bassi i ritmi, poche le invenzioni. L’assenza dei genietti Anderson e Keita si sente eccome. Senza la loro fantasia (ma anche senza gli strappi di Lulic) è una Lazio monocorde che fa tanto giropalla in attesa dell’imbeccata giusta, che però quasi mai arriva. Anche perché Biglia (errore dal dischetto a parte) è la brutta copia di se stesso e perché Milinkovic e Parolo corrono a vuoto. Ma la prima dell’anno nuovo, si sa, è sempre una trappola. Il fatto di averla svangata, sia pur per il rotto della cuffia, può essere letto come un buon auspicio. Al contrario se perdi anche partite che eri quasi riuscito a portare a casa (magari con un pizzico di fortuna, ma senza demeritare) allora i presagi non possono che essere negativi. Ancora una volta (è la settima in questo campionato) il Crotone crolla sul traguardo dopo aver accarezzato il sogno di uscire imbattuto dall’Olimpico. E dopo aver pure sfiorato il colpaccio.

Perché nel primo tempo Falcinelli ha la palla giusta per sbloccarla (ma Marchetti risponde da campione) e perché nella ripresa Rohden viene fermato per un fuorigioco che non c’è (il giocatore poi segna, ma il gioco è già fermo). Nicola mette in campo la squadra come meglio non può. Due linee molto strette a limitare al massimo la manovra laziale e davanti due attaccanti che non si stancano mai di fare pressing. La nave ogni tanto vacilla (specie nel primo tempo), ma resta sempre in piedi. Fino a quando Immobile decide che il suo digiuno è durato anche troppo.


Il Corriere dello Sport titola: "Lazio al 90'. Immobile allo sprint. I biancocelesti creano e sprecano (anche un rigore con Biglia): poi si sblocca Ciro".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Era a digiuno da sette giornate dopo aver segnato 9 gol nelle prime undici e ieri quella palla non voleva proprio entrare perché Marco Festa, portiere di riserva del Crotone, le aveva prese tutte nel freezer dell’Olimpico, compresa una sassata di destro al volo dal limite del bomber della Lazio. Ciro Immobile, però, all’ultimo assalto ha fatto cadere il bunker calabrese. Un gol sporco e di rapina, come i veri centravanti sanno realizzare. Sono quei gol a scavare la differenza. Passaggio profondo di Cataldi, sponda di Alessandro Rossi, il centravanti della Primavera lanciato da Inzaghi nel finale disperato, colpo di testa all’indietro di Martella. Il terzino sinistro del Crotone sino a quel momento era stato uno dei migliori: con maggiore precisione, quel pallone sarebbe finito tra le braccia di Festa e sarebbe stato disinnescato l’ennesimo attacco della Lazio. Invece Martella lo ha rimesso al centro dell’area. Immobile si è lanciato come un falco e ha colpito di destro, neppure prendendo piena la palla, ma la distanza era ravvicinata, tanto è bastato per evitare l’impatto con il portiere e per indovinare l’angolo, risolvendo una partita a quel punto quasi compromessa. In coincidenza del compleanno della Lazio, Inzaghi così ha potuto festeggiare il quinto successo nelle ultime sette giornate, l’undicesimo del suo girone d’andata, chiuso al quarto posto a quota 37 punti. Meglio, nella gestione Lotito, aveva fatto solo Petkovic nel 2012/13, ma nel girone di ritorno crollò dal secondo al settimo posto.

Questa volta, chissà, forse arriveranno i rinforzi opportuni per restare in corsa Champions. L’attacco della Lazio è povero e non serviva questa partita per scoprire come mancassero alternative del livello di Immobile, Felipe e Keita. E’ arrivata solo la conferma. La Lazio oggi compirà 117 anni e, ironia del destino, proprio un portiere di nome Festa avrebbe potuto rovinarle la ricorrenza. Il Crotone sino al novantesimo ha sognato e pensato di portare a casa un punto. Rimpianti enormi per come è stato preso il gol di Immobile e per quello annullato a Rohden, fermato dal guardalinee Zappatore quando ormai aveva battuto Marchetti in uscita. Un contropiede al 24’ st, con tutta la Lazio protesa in avanti, nato da un angolo a sfavore e rifinito da Trotta. L’episodio avrebbe piegato la partita nel momento decisivo dalla parte del Crotone, che ha chiuso il suo girone d’andata con la tredicesima sconfitta, di cui 9 in trasferta. I segnali positivi delle ultime settimane dovranno essere accompagnati dagli interventi giusti sul mercato: Falcinelli e Trotta sono stati tra i migliori anche ieri, eppure il Crotone ha tirato solo due volte in novanta minuti e sono stati appena 7 i palloni toccati nell’area della Lazio. Buona prestazione difensiva, ma pochi rifornimenti e ancora meno capacità di ribaltare l’azione. Rhoden (a parte il gol annullato), Stoian e Palladino hanno combinato pochissimo. Crisetig e Barberis correvano, la linea arretrata teneva. Erano invece sotto osservazione gli esterni della Lazio. Luis Alberto e Lombardi dovrebbero giocare con continuità per crescere. Sono riusciti a confezionare un gol bellissimo (cross dello spagnolo e deviazione volante del ragazzo cresciuto a Pianoscarano) annullato per un fuorigioco inesistente. Lombardi è più cattivo nei contrasti e ha bisogno di spazio per esaltarsi in velocità.

Lo spagnolo possiede l’ultimo passaggio, ma è ancora troppo statico e leggero: nel campionato italiano serve un ritmo più alto. Sono andati a intermittenza, non si poteva pretendere fossero presenti e pericolosi nel gioco come Keita e Felipe. Lombardi, però, ha avuto il merito di provocare il rigore fallito da Biglia alla mezz’ora. Primo tempo d’assalto, sei occasioni divorate, ripresa più confusa, ma alla fine vittoria meritata e certificata dai numeri: 14-0 negli angoli, 22 tiri (di cui solo 3 nello specchio) contro 2, il possesso palla (69%) più alto dell’intero girone d’andata. Inzaghi l’ha risolta con furbizia nel finale indovinando i cambi a lungo attesi: Kishna per Lombardi, fuori Biglia e dentro Cataldi, il debuttante Rossi al posto di Luis Alberto. La Lazio non aveva più l’ala sinistra e neppure un modulo classificabile, ma il centravanti della Primavera e Milinkovic si sono avvicinati a Immobile. L’ordine era quello di alzare la palla: solo un gol sporco avrebbe salvato la Lazio e così è stato.


Il Messaggero titola: "Ciro rompe il ghiaccio. La Lazio nel gelo dell’Olimpico supera il Crotone grazie ad Immobile che torna al gol dopo sette turni. I biancocelesti chiudono il girone d’andata a quota 37 al quarto posto solitario in classifica e a -1 dal Napoli".

Prosegue il quotidiano romano: Un destro per rompere il ghiaccio che stava paralizzando la Lazio e scacciare via quei fantasmi che stavano iniziando a danzargli intorno in modo troppo insistente. Ciro Immobile manda al tappeto il Crotone all’ultimo minuto utile e interrompe quel digiuno, che durava da ben sette turni. Tre punti per i biancocelesti e via quel fastidioso zero, che da troppo tempo occupava la casella dei gol fatti del bomber con la maglia numero 17. Una corsa a torso nudo e l’abbraccio di tutta la squadra, compresa la panchina. Un’immagine che ben fotografa l’eccessiva sofferenza della Lazio per avere ragione del Crotone fanalino di coda. "Serve la testa", Inzaghi lo aveva ripetuto allo sfinimento alla vigilia della gara contro i calabresi. Il tecnico laziale sapeva benissimo le insidie di una partita come quella di ieri, ma soprattutto conosce molto bene i difetti della sua squadra: spesso troppo leziosa e poco cinica quando è il momento di chiudere i conti. Un primo tempo giocato alla grande dai biancocelesti, che hanno dominato in lungo ed in largo contro gli uomini di Nicola. Talmente belli che guardarsi allo specchio è stato il passatempo preferito. Ma la vita come il calcio è una questione di centimetri, quelli chehanno "fregato" il bravissimo Lombardi, che dopo appena un quarto d’ora aveva fatto esplodere lo stadio con un gol in scivolata, ma l’arbitro Maresca lo annulla per fuorigioco. Ma è una questione di centimetri anche il rigore, concesso per atterramento di Stoian sullo stesso Lombardi, che Biglia spedisce sulla parte bassa della traversa.

E gira che ti rigira i centimetri fanno la differenza anche per il Crotone. Marchetti con una straordinaria parata strozza l’urlo di gioia in gola a Falcinelli. E l’arbitro annulla un gol a Rohden finito in offside per un’inezia. La reazione del Crotone e il muro alzato sulla riga di porta da Festa, in giornata di grazia, spaventa un po’ la Lazio. E come nei suoi più classici secondi tempi, gira a vuoto facendo molta più fatica del primo tempo a creare occasioni da gol. Corrono lunghi brividi sulla schiena dei tifosi e non per le temperature polari dell’Olimpico. Lo spettro di un clamoroso 0-0 comincia a farsi più che reale. Un classico della Lazio. Ma Inzaghi ha plasmato a dovere la mentalità dei suoi, che fino all’ultimo minuto utile inseguono una vittoria fondamentale. Il Crotone pasticcia in difesa, Immobile si avventa sulla palla e batte Festa. Una rete che fa esplodere i tifosi in un urlo liberatorio. Ciro is on fire. Ha voglia di volare questa Lazio, ma deve imparare a controllare i battiti delle ali. Lombardi e Luis Alberto non fanno rimpiangere Keita e Felipe Anderson, ma stavolta è mancato il centrocampo. Biglia dopo il gol fallito si è immalinconito in mediana facendo enorme difficoltà a far circolare il pallone, anche Milinkovic è sembrato troppo maldestro e dinoccolato. Da uno come lui ci si aspetta più precisione.

Bene invece Parolo, che dopo la brutta prova con l’Inter, è risultato uno dei migliori in campo. A questa squadra, come detto, manca la cattiveria. Tradotto: non si possono creare 10 occasioni e fare un solo gol. Inoltre Immobile è spesso chiamato ad un lavoro dispendioso che influisce sulla sua lucidità sotto porta. La strada è quella giusta e questa Lazio si farà. Erano fondamentali i 3 punti per chiudere il girone d’andata con 37 punti ed il quarto posto solitario in classifica a meno uno dal Napoli. Ma soprattutto erano fondamentali per festeggiare al meglio i 117 anni di storia.


Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

Undici vittorie e 37 punti, Simone Inzaghi ha chiuso quarto un girone d’andata pieno di sorrisi, compreso l’ultimo dopo aver piegato il Crotone al novantesimo. "Vittoria strameritata e che avremmo potuto prenderci prima. Chiudiamo il girone d’andata con 37 punti, nessuno ci ha regalato niente. A luglio, nel ritiro di Auronzo, nessuno avrebbe pensato che avremmo girato a questa quota. Il difficile arriva adesso, dovremo tenere alta la guardia" ha sospirato Simone, capace di superare i suoi predecessori Reja e Pioli. Lo precede nei conti storici al giro di boa solo Petkovic, che conta di scavalcare lungo il girone di ritorno. "Sarebbe fantastico ripetersi, proveremo a restare lassù. Dovremo cercare di essere bravi come nel girone d’andata. Non sarà semplice perché ora siamo una certezza del campionato e prima ci consideravano una sorpresa, ma queste partite cosiddette semplici non le abbiamo mai fallite. Abbiamo perso con le prime quattro e un motivo ci sarà anche se non erano state brutte partite. Dovrà diventare un motivo di crescita per fare meglio". Ha risolto un gol di Immobile: "Ciro non l’abbiamo mai perso, soffre quando non segna e sono contento che ci abbia aiutato a vincere. Per noi è un valore aggiunto ed è una certezza. Gli ho detto in queste settimane di continuare così e lavorare tranquillo: ha continuato a crederci e alla fine ha avuto ragione. Non ha mai smesso in queste gare di avere palle gol, gli era mancata solo la rete". In coincidenza del compleanno della Lazio ha debuttato Rossi, un’altra giovane aquila. "Sono contento anche per Alessandro, se lo è meritato perché ha fatto benissimo con la Primavera, non sembrava all’esordio. Ora toccherà a lui mettermi in difficoltà e fare in modo di essere ancora scelto". Inzaghi ha promosso Luis Alberto e Lombardi. "Davanti hanno giocatori importanti come Keita e Felipe, per questo avevano avuto poco spazio. Hanno fatto un’ottima gara, così come Kishna e poi Rossi. Lombardi l’ho cresciuto, lo conosco bene, so cosa può dare, gli è stato annullato il gol e non capisco ancora se è stata una decisione giusta. Sono stati bravi entrambi. Con il gol di Lombardi su assist di Luis Alberto la partita sarebbe stata più semplice per tutti noi e per loro sarebbe stato bellissimo".

La partita si è complicata dopo la traversa su rigore di Biglia. Inzaghi ha difeso il play argentino: "Lucas è il nostro capitano e primo rigorista, l’altro è Immobile, può capitare, sinora aveva sempre segnato. E’ sempre fondamentale, il rigore sbagliato non cambia nulla, è stato solo sfortunato. Per noi è un leader indiscusso". Su eventuali rinforzi non si è sbilanciato. "Al mercato ci pensa la società, se ci sarà qualche uscita arriveranno i sostituti, ma come avete visto abbiamo interpreti di livello e possiamo ancora crescere. Ho la fortuna di essere qui da tanto tempo, i ragazzi che ho lanciato mi hanno convinto fin dal primo giorno". Si è irrigidito in tv sentendo parlare di fortuna. "Assolutamente no. Al di là di quello che si può dire, abbiamo totalizzato 14 calci d’angolo a 0 e 22 tiri. E’ stata una vittoria meritata, arrivataa negli ultimi minuti a causa di un portiere insuperabile. Certe partite a volte si fatica a vincerle, siamo stati poco precisi ma credo che il risultato non faccia una grinza. Il difficile però arriva adesso". Due gol annullati, Inzaghi ha rivendicato quello di Lombardi. "Gli episodi? Entrambi difficili da valutare e al limite. Nel caso di Cristiano parliamo di un gomito e di pochissimi centimetri. Episodi a parte, la vittoria è stata meritata in pieno".


Il destino lo decide Inzaghi. Dopo Lombardi, Murgia e Strakosha ha lanciato anche Alessandro Rossi in serie A: "Mi ha detto di giocare da unica punta e di fare la "guerra", di sporcare qualche pallone e che il gol sarebbe arrivato sicuramente. Predice le cose, ci prende sempre". Ci ha preso anche stavolta, Simone. Rossi ha esordito a 20 anni e ha sporcato il pallone che ha dato il via al gol di Immobile: "Questo esordio è il regalo più bello per il compleanno dei giorni scorsi (Alessandro è nato il 3 gennaio 1997, ndr). Il debutto era un obiettivo, ora è un punto di partenza. Da qui si inizia per fare una grande carriera e spero di farla con questa maglia". Rossi sogna in grande e non ha paura di dirlo. Parla a petto in fuori, senza imbarazzo, senza freni. Con la maglia della Lazio vuole diventare grande, la divisa di ieri diventerà un quadro: "Me la porto a casa, la incornicerò. Proverò a dormire e a ripresentarmi al campo per fare qualcosa...". Inzaghi è l’idolo dei baby calciatori, con lui giocano: "Mi ha mandato in campo in un momento decisivo. Sta cambiando qualcosa nel calcio, è giusto dare spazio ai giovani. Inzaghi crede in noi e i fatti gli stanno dando ragione. Cataldi fa sempre bene, lo stesso vale per Strakosha, Lombardi e Murgia si sono fatti valere e anche io nel tempo che ho avuto a disposizione". Rossi s’è emozionato quando gli è stato ordinato di scaldarsi: "Non mi sembrava vero, ho visto tutto offuscato. Ho pensato ai sacrifici fatti per realizzare il mio sogno, sembrava difficilissimo. La vita cambia in un attimo". E’ un predestinato, ha un cognome che nel calcio ha contraddistinto i bomber: "Sin da piccolino ho cullato l’esordio in A come obiettivo. Mi sembra di vivere un sogno, sono felice perché sono entrato e abbiamo vinto". Inzaghi gli aveva detto di tenersi pronto: "L’esordio me lo aspettavo, c’erano tante assenze. E’ un premio perché sto facendo molto bene in Primavera". Alessandro, cannoniere della Primavera, ha dedicato parole dolci alla mamma: "La dedica va a chi mi vuole bene e mi sta accanto. Va soprattutto a mia madre, ha creduto in me quando nessuno lo faceva. A Inzaghi rivolgo un grazie gigantesco, mi insegna tanto. Grazie anche a Biglia, mi aiutano tutti".



Il gol-partita di Ciro Immobile



La formazione biancoceleste:
Hoedt, Milinkovic-Savic, de Vrij, Immobile, Marchetti
Lombardi, Radu, Parolo, Basta, Biglia, Luis Alberto





► Per questa partita il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha convocato i seguenti calciatori:




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