Giovedì 19 settembre 2002 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-AC Skoda Xanthi 4-0


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19 settembre 2002 - 3002 - Coppa UEFA 2002/03 - Primo turno - Gara d'andata - inizio ore 20.45

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Fernando Couto (75' Negro), Mihajlovic, Cesar, Fiore (60' Castroman), D.Baggio, Stankovic, Manfredini, S.Inzaghi, C.Lopez (70' Chiesa). A disposizione: Marchegiani, Stam, Simeone, Giannichedda. Allenatore: Mancini.

XANTHI: Bucek, Kordonouris, Papadimitriou, Sfakianakis, Vallas, Zaprapoulos, Leitner (60' Prittas), Ouakili, Zografakis (64' Petrou), Ba (72' Geladaris), Labriakos. A disposizione: Tsakonakis, Kehagias, Andrè Luiz, Friesenbichler. Allenatore: Karageorgiou.

Arbitro: Sig. Siric (Croazia).

Marcatori: 45' Manfredini, 51' C.Lopez, 67' S.Inzaghi, 69' Cesar.

Note: nessun ammonito. 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 13.343 per un incasso di Euro 202.400,00.


Il biglietto della gara
La squadra biancoceleste: Cesar, Baggio, Oddo, Mihajlovic, Couto, Peruzzi; Stankovic, Lopez, Manfredini, Fiore, Inzaghi
Un'azione della gara

La Gazzetta dello Sport titola: "La banda Mancini passeggia sui greci. Fiore illumina il poker e la Lazio chiude la pratica".

Continua la "rosea": Quinto classificato nell'ultimo campionato greco, proprio come il Chievo, il piccolo Xanthi di Tracia non è nemmeno lontano parente della banda Delneri. Ne approfitta la Lazio, che ha proprio bisogno di una bella cura ricostituente a base di gol (realizzati senza subirne) per digerire rapidamente l'inciampone dell'esordio domenicale. Ecco allora un franco 4-0, buono per far segnare un po' tutti (Manfredini, Lopez, Inzaghi e Cesar), per archiviare in anticipo il passaggio del primo turno Uefa, per restituire a Mancini serenità e qualche potenziale titolare in più su cui poter lavorare. E' presto per dire che Nesta e Crespo appartengono al passato e che i problemi connessi alla loro partenza sono d'un colpo superati, ma la prova di ieri consente, senza esagerare vista la scarsa consistenza dell'avversario, di guardare al futuro con maggiore tranquillità. La Lazio continua a possedere una rosa comunque importante e appena a ridosso delle grandi protagoniste di stagione può trovare un posto al sole anche lei. Specie se Inzaghi, ieri prima croce e poi delizia dell'Olimpico semideserto, troverà i gol non solo in Europa, e se in mezzo al campo, aspettando il ritorno di Liverani, Mancini riuscirà a pescare la coppia giusta o meglio il giocatore (stavolta tocca a Stankovic, ma con esiti poco convincenti) in grado di prendere per mano, da playmaker, la squadra.

Il tecnico cambia cinque undicesimi e mezzo della squadra sconfitta domenica. Corradi e Pancaro le assenze obbligate, Stam, Giannichedda, Simeone e l'allora subentrato Sorin quelle dettate in parte da volontà di avvicendamento e in parte da presumibile scelta tecnica. I nuovi in assoluto sono solo Mihajlovic, Cesar, Dino Baggio (tutti da considerare promossi), con ovvia rivoluzione del reparto difensivo sotto accusa col Chievo (ma a Couto viene offerta una opportuna nuova chance, ben ricambiata) e con inedita coppia di metà campo Baggio-Stankovic, comunque più sensata del Simeone-Giannichedda diventato strada facendo Fiore-Stankovic al cospetto di Delneri. Gli effetti speciali dello Xanthi sono tutti racchiusi nel tiro di Ismaila Ba (un senegalese solo omonimo del Ba francese che non ha lasciato segni tangibili a Milano e Perugia) che dopo 32', sullo 0-0, finisce sul palo alla destra di Peruzzi. Un eurogol mancato con uno straordinario tiro al volo, che avrebbe tanto ricordato una celebre rete di Van Basten con l'Olanda campione d'Europa '88. Per il resto la squadra di Karageorgiou propone un 4-5-1 assai scolastico, che concede qualcosa alla qualità tecnica (perizia balistica di Ba a parte) solo nel numero 10, il marocchino Ouakili, che gioca staccato a sinistra, appena qualche metro avanti alla linea degli altri centrocampisti e da lì fa partire quei pochi palloni insidiosi che piovono nell'aerea biancoceleste. La partita, ci mancherebbe altro, la fa la Lazio e le occasioni fioccano in numero industriale.

Se Inzaghino possedesse solo il 50% delle percentuali di realizzazione del fratello, la pratica sarebbe chiusa ben prima dell'intervallo. Al quale ci si va invece, dopo lo scampato pericolo Ba, con un solo, piccolo e fortunoso gol di vantaggio. Frutto proprio allo scadere della bellissima giocata di Fiore, il migliore in campo nel periodo meno facile, che dal fondo scodella un pallone sul quale Inzaghino è fuori tempo e il fin lì evanescente Manfredini (crescerà in seguito) arriva per l'incornata molle. Ci pensa il portiere sloveno Bucek, un mezzo gigante, a farsi gol da solo mancando la facile presa. E' il gol di Lopez dopo appena 6' della ripresa a sciogliere lo Xanthi e a sbloccare anche psicologicamente tutta la Lazio. Quasi incredibile, in materia, l'evoluzione di Inzaghi, che nel giro di venti minuti regala l'assist a Lopez, segna in proprio di testa su cross di Cesar e con classe e freddezza restituisce al brasiliano la cortesia, appena tre minuti dopo. Sul 2-0 Mancini pensa già al campionato e al Torino di domenica e toglie Fiore per Castroman, che si vedrà annullare il bel 5-0 per una spintarella di troppo e poi, al pari di Stankovic, coglierà una spettacolare traversa. Alla fine c'è posto anche per Chiesa, ancora palesemente indietro, e per Negro, così da completare recupero e utilizzo dell'intera rosa. Per Mancini, adesso, comincia il momento non facile delle scelte.