Giovedì 25 marzo 2004 - Bologna, stadio Renato dall'Ara - Bologna-Lazio 2-1


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Il rinvio della gara

25 marzo 2004 - 3092 - Campionato di Serie A 2003/04 - XXIV giornata -

BOLOGNA: Pagliuca, Terzi (73' Gamberini), Natali, Moretti, Sussi, Nervo, Loviso (80' Locatelli), Nakata, Amoroso (66' L.Colucci), Signori, Tare. A disposizione: Manninger, Zanchi, Bellucci, Meghni. Allenatore: Mazzone.

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stam, Mihajlovic, Favalli, Fiore, Dabo (82' Fernando Couto), Liverani, Cesar (74' Muzzi), Corradi (82' C.Lopez), S.Inzaghi. A disposizione: Sereni, Colonnese, Zauri, Albertini. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Bolognino (Milano).

Marcatori: 34' Signori, 38' Fiore, 65' Amoroso.

Note: Espulso Mihajlovic. Ammoniti Gamberini e Favalli per gioco falloso, Signori per protesta. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t.

Spettatori: Paganti 3.363 per un incasso di 79.668 euro; 12.837 abbonati, quota partita di 290.138,23 euro.

Stefano Fiore in azione
Bernardo Corradi in azione
Fiore festeggiato dopo il pareggio

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio sbaglia il Bologna no. Biancocelesti spreconi, Amoroso li punisce".

Continua la "rosea": La Lazio condensa in una partita sola una quantità di errori sotto porta che avrebbe potuto tranquillamente spalmare in un paio di campionati. Voleva staccare la concorrenza-Champions, approfittando del recupero e invece si ritrova come prima, spalla a spalla con l'Inter, che invece ha approfittato del suo giovedì per rifarsi il morale. Uno spreco imperdonabile quello della banda Mancini, che ha dominato, raccolto una decina di angoli, una ventina di conclusioni per poi farsi infilare dai due soli tiri in porta del Bologna (il terzo di Tare arriverà all'ultimo secondo). Il Bologna, fiero di resistere, ringrazia e mette in cascina una vittoria che lo porta 3 punti oltre il Brescia, raggiunto domenica scorsa. In zona molto più serena. Nel giorno dell'affossamento del decreto spalma-Irpef, gode soprattutto il patron Gazzoni che ora marcia sulla Roma, col ghigno del giustiziere. La Lazio che mette piede in campo è figlia del primo tempo del derby: una squadra decisa a prendere in mano la partita e a dettare legge. Due novità: Favalli per Zauri e Dabo al posto del febbricitante Giannichedda. Mazzone attrezza le fasce in vista dei noti incursori di Mancini: un difensore in più e 4-4-2. Terzi viene preferito a Gamberini. Il centrocampo disegna un rombo, con Loviso vertice basso e Nakata che dovrebbe istigare Signori e Tare. Il condizionale resta tale perché né le punte, né la mediana riescono a tenere la palla lontana da Pagliuca e la partita prende quasi subito una brutta piega.

Corradi che spara fuori di poco già al primo minuto fa trombettiere per l'assalto che Liverani e Fiore sosterranno senza pause. Vanno al tiro in rapida successione Cesar, Inzaghi, Liverani, Cesar. Al 21' il Bologna si salva solo grazie alla bandierina del signor Consolo che si alza inopportunamente quando Inzaghi, imbeccato da Fiore, si invola nei confini della legge e batte Pagliuca. La fronte di Mazzone sparisce ulteriormente nel cappellino. Brutto film. Come quando la Roma passò da queste parti e ne fece quattro. Il suo Bologna contro le grandi soffre di macroscopici complessi d'inferiorità. I tre gol di domenica a Baggio sono un vecchio ricordo. Però può servire. Contro il Brescia, Mazzone azzardò una mossa a metà primo tempo e la partita virò. Ci riprova: fuori al 28' lo spaesato Terzi, dentro Gamberini che porta qualche centimetro in più per la resistenza aerea. Le conclusioni di Fiore e Mihajlovic che spaventano Pagliuca sembrano smentire la speranza della svolta, invece al 34', inaspettatamente, il Bologna passa: Amoroso centra da destra, Oddo scivola e spalanca la porta a Signori che spara prontissimo e, benedetto da una carambola sulla gamba di Stam, butta in rete il suo gol numero 188 in serie A. Facile prevedere, che da qui a fine stagione, Mazzone cambierà sempre qualcuno a metà primo tempo... Mancini guarda il tabellone ed è certo che stia raccontando il risultato di un'altra partita. I suoi ragazzi ci mettono 4 minuti a rimettere le cose a posto: centro di Cesar, Corradi stacca altissimo e incorna, i guanti di Pagliuca staccano la palla oltre la linea, ma nessuno se ne accorge. Buon per la Lazio, che Fiore è pronto gettarsi sulla respinta: 1-1.

Mazzone vede i nemici imbucare gli spogliatoi, come indiani che si ritirano sulle colline. Pensa: "Torneranno". Infatti dopo un quarto d'ora l'assedio ricomincia. Ma è ancora una volta un assalto da sconsiderati. Più urla che frecce. Ciò che si mangia al 18' Cesar a un metro dalla porta è imperdonabile. E infatti il Bologna non perdona. Minuto 20: un duello aereo Tare-Stam consegna la palla ad Amoroso che, plagiato dal ricordo di Kakà, stoppa e tira benissimo al volo. Peruzzi appare esageratamente sorpreso: 2-1. Roba da perderci la testa, per gli indiani. E infatti Mihajlovic al 33' si fa cacciare per un calcione a Signori, dopo che Inzaghi aveva chiesto un rigore (strattone di Moretti) e Corradi incornato alto di poco. Mancini butta dentro anche Muzzi e Lopez ma non ottiene che altro sperpero: occasioni per Fiore e Muzzi, che al 45' viene fermato da un miracolo di Peruzzi. E' finita. Neppure il gol del Villareal annunciato dal tabellone riesce a medicare una sconfitta del genere, che rischia di segnare tutta la stagione della Lazio. Ora vincere il derby sarà un'urgenza molto più pressante. Liberarsi di Inter e Parma sarà più difficile. Le nubi sul futuro economico si addensano. E domenica a Perugia ci sarà da conquistare un altro mezzo derby, perché Cosmi all'andata l'aveva urlato chiaro: "Forza Roma!".