Sabato 15 aprile 2000 - Firenze, stadio Artemio Franchi - Fiorentina-Lazio 3-3


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15 aprile 2000 - 2.897 - Campionato di Serie A 1999/00 - XXX giornata

FIORENTINA: Toldo, Repka, Padalino, Pierini, Torricelli, Rui Costa (71' Rossitto), Di Livio (73' C.Amoroso), Heinrich (46' Tarozzi), Chiesa, Batistuta, Mijatovic. A disposizione: Taglialatela, Firicano, Okon, Balbo. Allenatore: Trapattoni.

LAZIO: Ballotta, Negro, Couto, Mihajlovic, Pancaro, Lombardo (57' Conceição), Veron (78' Ravanelli), Almeyda, Nedved, Salas (67' Mancini), Boksic. A disposizione: Marchegiani, Nesta, Gottardi, Simeone. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Tombolini (Ancona) - Guardalinee Sigg. Ivaldi e Zuccolini - Quarto uomo Sig. Camerota.

Marcatori: 25' Batistuta, 27' Nedved, 31' Boksic, 54' Chiesa, 89' Mihajlovic (rig), 90' Batistuta.

Note: giornata primaverile, terreno in perfette condizioni. Ammoniti: Torricelli e Repka per proteste. Angoli 14-0 per la Lazio. All'82' Toldo ha parato un calcio di rigore a Mihajlovic. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 37.417 di cui 4.912 paganti quasi interamente tifosi laziali giunti da Roma per un incasso di £.1.548.985.743.


Batistuta porta in vantaggio i viola
L'immediato pareggio di Pavel Nedved
Il centrocampista ceco festeggiato da Attilio Lombardo
Alen Boksic svetta di testa per l'1-2 biancoceleste
L'esultanza dell'attaccante croato
Enrico Chiesa sigla la rete del 2-2
Sinisa Mihajlovic realizza il secondo calcio di rigore assegnato ai biancocelesti; il primo era stato parato da Toldo
Il difensore serbo festeggiato da Alen Boksic e Sergio Conceicao
Il definitivo 3-3 realizzato da Batistuta
Marcelo Salas e Pavel Nedved
Pavel Nedved in un fotogramma dell'incontro

Rocambolesca partita al Franchi di Firenze dove la Lazio abbandona quasi definitivamente i sogni Scudetto come l'anno precedente. I biancazzurri partono forte e costringono i viola sulla difensiva: padroni del centrocampo, attaccano ma non riescono a passare. A metà tempo l'azione biancoceleste si affievolisce e gli avversari ne approfittano per ricucire le trame di gioco a loro favore. Al 25' un cross dalla destra di Chiesa trova il colpo di testa vincente di Batistuta lasciato inspiegabilmente solo, a cui nulla può Ballotta. In svantaggio è rabbiosa la reazione dei biancocelesti che al 27' trovano l'immediato pareggio con Nedved ottimamente servito da Negro. Come leoni indomabili, i biancazzurri si riversano nella metà campo viola. Al 30' una punizione di Mihajlovic trova la testa di Boksic che insacca alle spalle di Toldo ribaltando il parziale. La Lazio ora domina ed i viola sono apparentemente al tappeto. Per mera fortuna riescono a limitare i danni e portarsi all'intervallo sotto di una sola rete. La ripresa inizia con uno svarione della difesa che al 54' si fa infilare da Chiesa, tra il tripudio dello stadio molto ostile, come l'anno precedente.

I biancocelesti reagiscono anche stavolta e nel finale accade di tutto e di più. All'82' Nedved viene atterrato in area e per l'arbitro è rigore. Batte Mihajlovic ma Toldo para anche grazie all'aiuto del palo. Cinque minuti dopo un altro rigore viene assegnato ai biancazzurri e stavolta il serbo non sbaglia. A tre minuti dalla fine la Lazio potrebbe sferrare un duro colpo al campionato, ma al 92', su un calcio di punizione, Batistuta trova il corridoio giusto gelando gli oltre 5.000 tifosi biancazzurri sugli spalti. Un pareggio immeritato che fa riallontanare la Juventus a quota 65 mentre i biancocelesti si portano a 60. A fine partita numerosi gli incidenti tra opposte tifoserie.


La Gazzetta dello Sport titola: "Firenze fa felice la Juve. Alla Lazio manca il colpo del ko e Batigol firma il 3-3 al 92'. Una partita ricca di gol e di emozioni, il cui risultato premia più il cuore e il coraggio della Fiorentina che la qualità e la quantità della Lazio, ancora una volta fermata dai viola sulla strada dello scudetto. Troppe occasioni fallite da Salas e compagni, con Toldo che para un rigore a Mihajlovic".

Continua la "rosea": Addio all'aggancio. E forse allo scudetto. Crudele come un anno fa, la Fiorentina si incarica di sbarrare di nuovo la strada ai sogni tricolori della Lazio. Allora l'1-1 diede via libera al decisivo sorpasso del Milan, a una giornata dal termine. Stavolta un più pirotecnico 3-3 costituisce il gradito bacio della buona notte per la Juventus, alla vigilia della sfida contro l'Inter. Mal che vada a San Siro per i bianconeri, due punti di vantaggio a quattro giornate dal termine sarebbero comunque meglio di quel niente sognato dalla truppa di Eriksson fino al 92': il minuto fatale della punizione-pareggio di Batistuta. Per non parlare, ovviamente, delle altre due ipotesi, comunque favorevoli alla capolista di ieri, di oggi, e soprattutto di domani. In attesa di sapere quel che accadrà stasera, resta il piacevolissimo ricordo di una gara con il risultato sempre in bilico, ricca di gol e di emozioni, ma dai contraddittori risvolti finali. Il pareggio, infatti, premia più il cuore e il carattere della Fiorentina che la qualità e la quantità offerte dalla Lazio. E siccome per ben due volte Negro e compagni si trovano meritatamente in vantaggio, al termine dei primi e dei secondi 45', si può capire perché il 3-3 alla fine rappresenti da una parte una sconfitta, e dall'altra una vittoria. Prima ancora di prendersela col destino, o la sfortuna, visto che stavolta è proprio impossibile accusare l'arbitro, la Lazio però dovrebbe recitare l'ennesimo "mea culpa" perché mai come in questa occasione dimostra di non avere la forza per concretizzare la propria schiacciante superiorità tecnica. In poche parole, tanto per cambiare, manca troppe volte il colpo del kappaò per chiudere la gara. E qui il discorso, in assenza di Inzaghi fuori causa in extremis, chiama direttamente in causa Salas, perché a centravanti invertiti con ogni probabilità non ci sarebbe stata partita.

Inutilmente infatti Trapattoni cerca di togliere spazio agli avversari, con rigidissime marcature a uomo in ogni parte del campo, a cominciare da quella di Di Livio, bravissimo a giocare d'anticipo su Veron. Non basta però chiudere un buco se poi si aprono voragini altrove, perché oltre al moto perpetuo Almeyda che tampona su Rui Costa e subito dopo riparte, Lombardo e poi Conceiçao costringono sulla difensiva Heinrich e il suo sostituto Tarozzi. Ma soprattutto Nedved dà spettacolo portando quasi sempre fuori zona Torricelli. Proprio il teorico esterno sinistro, che in realtà va dappertutto, è il primo a fare la differenza in mezzo al campo. E al resto provvede lo sbilanciamento tattico della Fiorentina, che fatica a costruire, lasciando troppo isolato il tridente Chiesa-Batistuta-Mijatovic, sui quali vigilano i due centrali Couto e Mihajlovic, visto che Negro e Pancaro si limitano a fare le sentinelle esterne. Tanta superiorità, testimoniata dal numero complessivo dei tiri in porta (11 a 5, rigori esclusi) e da quello degli angoli (14 a 0), viene comunque vanificata nell'area avversaria, dove non bastano né il gran movimento di Boksic, né le amnesie di Padalino, assistito da Repka e Pierini, per consentire a Salas di ritrovare il colpo da "matador". E così, dopo ben quattro occasioni da rete della Lazio, è la Fiorentina a segnare per prima al 25' con un gran colpo di testa ravvicinato di Batistuta. Ferita nell'orgoglio, la Lazio reagisce da grande e nel giro di 2 minuti prima va due volte al tiro con Veron, poi colpisce il palo con Boksic, e infine trova il rabbioso pareggio con Nedved, liberato da un "velo" di Salas. Passano altri 4 minuti ed ecco il raddoppio di Boksic, bravo a deviar di testa una punizione di Mihajlovic. A quel punto la Fiorentina sembra spacciata, specie dopo l'erroraccio di Chiesa che manca il pareggio.

E invece proprio Chiesa si fa perdonare al 9' della ripresa, quando conclude da pochi passi la più bella azione della Fiorentina, in spettacolare contropiede avviato da un rinvio di Pierini, proseguito da un tocco di esterno al volo di Tarozzi, e perfezionato da Mijatovic, bravissimo a fuggire da solo prima di servire l'assist decisivo. Per nulla rassegnata, la Lazio riparte all'assalto, ma Salas fallisce la deviazione ravvicinata di testa, prima della girandola di sostituzioni che toglie un po' di ritmo alla gara. Con Mancini al posto di Veron e Ravanelli al fianco di Boksic, ma soprattutto con un uomo in più, visto che Mijatovic nell'ultimo quarto d'ora rimane in campo zoppo, la Lazio riesce ad agganciare la Juve soltanto su rigore. Bravissimo a neutralizzare il primo tentativo di Mihajlovic, dopo un fallo prolungato di Repka su Nedved, Toldo si deve arrendere alla seconda trasformazione del serbo al 44', neppure minimamente contestata perché l'intervento di Torricelli su Nedved è nettissimo. Stavolta sembra davvero finita e nessuno avrebbe nulla da dire. Ma al 2' dei 4 minuti di recupero Batistuta firma il 3-3. Che fa esplodere la gioia della Fiorentina, e soprattutto la Juventus.


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