Domenica 24 febbraio 2002 - Bergamo, stadio Atleti Azzurri d'Italia - Atalanta-Lazio 0-1


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24 febbraio 2002 - 2990 - Campionato di Serie A 2001/02 - XXIV giornata

ATALANTA: Pinato, Foglio, Carrera, Sala, Falsini, Bellini (83' Pinardi), Zauri, Berretta (85' Saudati), Doni, Inacio Pià, Colombo (70' Comandini). A disposizione: Taibi, Rustico, Natali, Dabo. Allenatore: Vavassori.

LAZIO: Peruzzi, Colonnese, Nesta, Fernando Couto, Pancaro, Poborsky, Giannichedda, Mendieta (60' Fiore), Stankovic (80' D.Baggio), S.Inzaghi, C.Lopez (90' Gottardi). A disposizione: Marchegiani, Mihajlovic, Liverani, Evacuo. Allenatore: Zaccheroni.

Arbitro: Sig. Borriello (Mantova).

Marcatori: 78' Poborsky.

Note: Ammoniti Colombo, Zauri e Pancaro. Recuperi: 1' pt e 4' st.

Spettatori: 15.191.


L'azione della rete di Karel Poborsky
La palla termina in rete
L'esultanza dei giocatori biancocelesti

La Lazio torna da Bergamo con una certezza e una fondata speranza: tre punti e i loro possibili frutti. Restano davanti troppe squadre e il distacco dal quarto posto (ora in mano al Bologna) è sempre di otto punti, ma i più ottimisti possono guardare alla prossima giornata. La Lazio affronterà in casa il derelitto Venezia. Bologna e Chievo saranno in trasferta contro Juve e Parma. Il Milan giocherà il derby. Sognare di rientrare nel giro è possibile, soprattutto dopo aver visto che Mendieta è in crescita e che Stankovic è diventato più concreto. A differenza di altri sport, il calcio sa essere allo stesso tempo assurdo e logico. In questo intreccio stanno la sua bellezza e una delle spiegazioni della vittoria laziale, primo colpo esterno dal 2 dicembre 2001 (2-1 a Lecce, gol di Crespo e Simone Inzaghi) e colpo d'ala dopo quattro k.o. in trasferta (Torino, Piacenza, Chievo e Parma). L'assurdità sta nel fatto che il gol decisivo, al 34' della ripresa, sia stato segnato da Karel Poborsky, di gran lunga il peggiore della sua squadra. La logica, invece, è nelle tre clamorose occasioni che hanno preceduto il gol: un incrocio dei pali colpito da Lopez con un sinistro da fuori area (42'), un tiro alto di Simone Inzaghi smarcato in piena area da un'ottima iniziativa di Stankovic (12' della ripresa) e, soprattutto, un'eresia calcistica di Claudio Lopez al 31' del secondo tempo. Solo davanti alla porta vuota (lancio di Stankovic e assist di Inzaghi), l'argentino ha preferito avvitarsi cercando il sinistro anziché toccare con il destro, come avrebbe fatto anche un bambino. Risultato: palla fuori e disperazione.

Il gol, venuto tre minuti dopo, è stato rocambolesco ma meritato. Altra iniziativa di Stankovic e cross toccato di testa da Inzaghi verso la linea di fondo: il portiere atalantino ha pensato che l'azione fosse finita, ma non Poborsky. Tocco a rientrare, da posizione alla Mortensen: palla sul palo interno e poi in rete. Zaccheroni è stato, come sempre, di grande onestà nel commentare la partita: "Brutto primo tempo, come nelle ultime trasferte. Buono il secondo, quando ci abbiamo creduto di più. Speriamo di esserci sbloccati". Tutto il contrario per Vavassori: "Quando abbiamo rischiato per vincere, abbiamo perso". L'Atalanta, con Doni in logico calo fisico dopo aver giocato sei mesi da campione, è parsa troppo tenera in attacco e limitata a centrocampo. Ha creato una sola occasione nitida (Sala in mischia, parata di Peruzzi al 28') e una protesta più che giustificata per un mani di Nesta in area (22'). Non sarà facile salvarsi, ora che il Brescia si è avvicinato a due punti. Di peggio c'è stato solo vedere alcuni ultrà nerazzurri "appesi" alle recinzioni, ad altezze vertiginose e pericolosissime. Un petardo ha anche ferito leggermente un carabiniere. La tragedia di Luca a San Siro non ha insegnato niente.

Fonte: Corriere della Sera