Domenica 24 ottobre 1999 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Lecce 4-2


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

24 ottobre 1999 - 2.858 - Campionato di Serie A 1999/00 - VII giornata

LAZIO: Marchegiani, Negro (49' Favalli), Sensini, Mihajlovic, Pancaro, Stankovic, Almeyda, Simeone, Veron, Boksic (65' Conceição), Salas (82' S.Inzaghi). A disposizione: Ballotta, Marcolin, Couto, Gottardi. Allenatore: Eriksson.

LECCE: Lotti, Juarez, Viali, Savino, Balleri, Conticchio (75' Bonomi), Lima, Piangerelli, Colonnello, Sesa (70' Biliotti), Lucarelli (61' Marino). A disposizione: Aiardi, Traversa, Di Carlo, Pivotto. Allenatore: Cavasin.

Arbitro: Sig. Cesari di Genova - Guardalinee Sigg. Contini e Baglioni - Quarto uomo Sig. Minotti.

Marcatori: 16' Lucarelli, 26' Pancaro, 30' Stankovic, 32' Stankovic, 33' Lucarelli, 93' S.Inzaghi.

Note: giornata soleggiata, terreno in buone condizioni. Ammoniti Lucarelli, Viali, Piangerelli, Sensini e Simeone per gioco falloso, Balleri per simulazione. Angoli 7-4 per la Lazio. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t. Esordio in serie A per Lotti.

Spettatori: 45.000 circa di cui 36.674 abbonati. Incasso £. 1.369.713.230.

Il biglietto "Lazio Club"
La rete del vantaggio salentino
Il biglietto "Standard"
Il pareggio di Giuseppe Pancaro
Un altro fotogramma della rete del difensore laziale
Il vantaggio biancoceleste con Dejan Stankovic
La doppietta del centrocampista serbo
Lucarelli accorcia le distanze
Marcelo Salas marcato a vista
La rete del definitivo 4-2 di Simone Inzaghi
Il film della partita del Messaggero

Opposti ad un Lecce molto ostico, i biancazzurri faticano non poco per domarlo. I salentini si riversano già dai primissimi minuti in avanti per nulla intimoriti dall'avversario sulla carta molto più forte. Al 16' i pugliesi passano addirittura in vantaggio grazie ad un tiro di Sesa, intercettato da Lucarelli che, davanti a Marchegiani non ha nessuna difficoltà ad insaccare. I biancazzurri a questo punto si svegliano e reagiscono da grande squadra, assediando la porta dei giallorossi pugliesi fino al pareggio, al 26', con un magistrale colpo di testa di Pancaro su angolo di Mihajlovic. Non passano neanche quattro minuti ed è Stankovic che approfitta di una grossa incertezza del portiere Lotti per portare i biancazzurri in vantaggio.

Ed è sempre il giovane serbo al 32', su cross del croato Boksic, a siglare il terzo goal e la sua personale doppietta. A questo punto sembra che la Lazio possa dilagare ma un minuto dopo una sfortunata autorete di Negro sulla traiettoria di un tiro sferrato da Lucarelli riporta al minimo il margine di vantaggio per i laziali. La ripresa inizia con un assedio dei giallorossi di Cavasin che cercano a tutti i costi il pareggio. Al 57' Lucarelli di fronte a Marchegiani perde l'attimo e si fa recuperare alla disperata da Mihajlovic. Il Lecce crede nella rimonta ma a tempo scaduto ecco arrivare la quarta rete biancazzurra che sa tanto di liberazione. E' Veron, con una splendida azione, a servire Simone Inzaghi che realizza senza che il portiere Lotti possa fare nulla. Sono tre punti sudati, ma pesanti, perché la Lazio si stacca e va in fuga in classifica con 3 punti di distacco dalla Juventus seconda.


La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, reazione da grande. Tre gol in sei minuti per spegnere un Lecce che sfiora l'impresa. La peggior Lazio della stagione va in svantaggio, poi ha una reazione imperiosa e si porta sul 3-1, ma il Lecce riduce le distanze. Ed Eriksson, a quel punto, non si vergogna di togliere Boksic e di giocare l'ultima mezz'ora con una sola punta".

Continua la "rosea": Partite così, tredici anni fa Sven Goran Eriksson le avrebbe, anzi le ha, perse. Olimpico, 20 aprile '86, Lecce-Roma 3-2 e addio scudetto. Partite così, ancora tre settimane fa, le ha pareggiate: Olimpico, Lazio-Milan 4-4 dopo essere andati 3-1 e non avere rinforzato gli ormeggi prima dell'arrivo della tempesta Shevchenko. Partite così, vincerle addirittura 4-2 dopo avere patito il Lecce oltre l'immaginabile e trovare in quel risultato il viatico per la prima fuga della stagione, vuol dire (forse) che questo ha tutto per essere l'anno giusto. Non c'era Shevchenko, stavolta, ma Lucarelli e Sesa e dopo di loro Marino e Biliotti. Tutti insieme non fanno nemmeno metà della somma spesa dal Milan per acquistare l'ucraino, ma Eriksson vista l'aria che tirava, il 3-2 per nulla rassicurante e quella marea avanzante di maglie giallorosse, non si è vergognato. Fuori Boksic e dentro Conceiçao, per quasi mezz'ora Lazio col centrocampo a cinque e una sola punta, a difendere con i denti l'esiguo vantaggio. Fin quando a tempo abbondantamente scaduto il solito Inzaghino, appena subentrato a Salas, non ha messo con l'aiuto di Veron le cose a posto. È stata la peggior Lazio della stagione, è bene dirlo subito. Due attenuanti, però: a) prima partita della stagione senza Nesta, fondamentale anche quando, come in questo periodo, non è al massimo della condizione. Due gol subiti proprio al centro della difesa, dove Sensini (ormai più centrocampista che difensore puro) lo ha sostituito senza averne velocità e prestanza fisica, quello del 3-3 sradicato dai piedi di Lucarelli grazie a un prodigioso recupero di Mihajlovic. b) La Lazio del turnover (sei undicesimi cambiati rispetto a Maribor, cinque rispetto a Udine) ha per la prima volta in campionato rinunciato contemporaneamente a Conceiçao (in panca) e Nedved (in tribuna quale extracomunitario di troppo). Era accaduto solo a Leverkusen (1-1).

Esperienza che sarà bene non ripetere. Non tanto perché al loro posto Stankovic (due gol) e Veron (il suo vero posto è al centro) abbiano giocato male, ma perché nessuno dei due sa usare e sfruttare come si conviene le fasce laterali. Aggiungeteci un certo sussiego con cui la Lazio si è accostata al match e la sorpresa di trovarsi di fronte un Lecce ben vivo, messo in campo dall'ottimo Cavasin senza pregiudizi tattici, con due giocatori (Lima e Sesa) di buon livello internazionale e un bomber autentico (Lucarelli), e il quadro è completo. Per contro, la reazione dell'indolente Lazio al gol dopo un quarto d'ora di Lucarelli, smarcato a centro area da un doppio tiro cross di Sesa e dalla dormita di Sensini, è stata impressionante. Non è facile per nessuno "entrare" di colpo in partita e ribaltare un trend negativo: ai biancocelesti, guidati caratterialmente soprattutto da Mihajlovic, Almeyda e Salas, il giochetto è riuscito in un baleno. In sei minuti (26'-32'), due colpi di testa e un tocco sottomisura, si è passati dallo 0-1 al 3-1, grazie a Pancaro (decimo realizzatore stagionale) e due volte Stankovic, grazie al solito corner di Mihajlovic, a una papera dell'esordiente in serie A Lotti e a un bel cross di Boksic, nell'unica circostanza in cui si è fatto vedere. L'immediata replica di Lucarelli, aiutato stavolta da una deviazione influente di Negro, deve avere risvegliato nella Lazio e in Eriksson ricordi spiacevoli, relativi alla spettacolare ma traumatica altalena di gol col Milan. Ecco perché nella ripresa la squadra si è rattrappita subendo l'altrui iniziativa ben prima che il tecnico provvedesse alla variante Conceiçao-Boksic. La consapevolezza dell'impresa, solo sfiorata, accendeva l'animo di Lucarelli (che non gradiva una sostituzione... pre espulsione) e annebbiava le idee a Viali e Lima che venivano alle mani. Un paio di decisioni di Cesari finivano per spegnere definitivamente il Lecce e al resto pensava Inzaghino.