Domenica 28 ottobre 1973 - Torino, stadio Comunale - Juventus-Lazio 3-1


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28 ottobre 1973 - 1.785 - Campionato di Serie A 1973/74 - III giornata

JUVENTUS: Zoff, Spinosi, Longobucco, Furino, F.Morini, Salvadore, Causio, Cuccureddu, Altafini, Capello, Bettega. A disposizione: 12 Piloni, 13 Viola, 14 Musiello. Allenatore: Vycpalek.

LAZIO: F.Pulici, Facco, L.Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, Manservisi (76' D'Amico). A disposizione: 12 Moriggi, 13 Petrelli. Allenatore: Maestrelli.

Arbitro: Sig. C.Lo Bello (Siracusa).

Marcatori: 45' Chinaglia, 51' Altafini, 62' Bettega, 86' Cuccureddu.

Note: giornata di sole, ma fredda. Terreno in perfette condizioni. Sorteggio antidoping negativo. Ammonito Furino per scorrettezze. Presente in tribuna Silvio Piola. Calci d'angolo 8-5.

Spettatori: 48.228 circa di cui 28.849 paganti e 19.379 abbonati. Incasso £. 78.862.000


Il biglietto della gara
Dal Messaggero del 29/10/1973
L'arbitro Concetto Lo Bello assieme ai capitani
Dal Messaggero del 29/10/1973
Mario Facco in azione
Dal Momento Sera: la rete di Chinaglia ed una parata di Zoff
(Gent. conc. Sig. Giovanni Ernesti)
Re Cecconi in fase di attacco
La rete di Altafini
Altafini in azione
Un accanito duello
Una fase di gioco
Un ritaglio di stampa inerente la gara donato a LazioWiki da un tifoso

Dal Corriere dello Sport:

Sfortunata prestazione dei biancocelesti a Torino dove escono sconfitti pesantemente ed immeritatamente nonostante abbiano giocato un'ottima gara. Al fischio d'inizio agli ordini dell'arbitro Lo Bello, le squadre si schierano nelle loro formazioni migliori. Notevoli le azioni di rilievo da parte delle due compagini che si affrontano a viso aperto. Al 45' è la Lazio a passare con Chinaglia che, grazie ad una triangolazione con Nanni che lo smarca, trafigge Zoff con un preciso diagonale. Il primo tempo finisce con la Lazio in vantaggio ma la musica cambia nella ripresa quando l'undici bianconero pressa gli uomini di Maestrelli e li costringe a capitolare con Altafini al 50', lesto a sfruttare uno svarione della difesa avversaria. La Lazio avrebbe l'occasione per portarsi di nuovo in vantaggio con Re Cecconi, ma il biondo attaccante non è fortunato. Al 62' Bettega di testa fulmina un immobile Pulici con un colpo di testa angolato. E' ancora la Lazio a sfiorare il pareggio con Chinaglia, ma è Cuccureddu a chiudere l'incontro all'86' con una rasoiata di destro. I biancocelesti perdono la testa della classifica e vengono superati da Milan, Roma e Napoli.


L'Unità titola: "Per i bianconeri ripresa scaccia-crisi (3-1). "Sfonda" Chinaglia ma Altafini rimedia a modo suo. Long John "gela" la curva-Filadelfia. Poi ci pensa Josè: una rete, un pallone d'oro per Bettega e un altro per Cuccureddu. Malgrado la sconfitta, la Lazio conferma di valere parecchio. Per Vickpalek invece ancora problemi da risolvere, a cominciare dalla retroguardia".

L'articolo così prosegue: Il risultato non può riflettere la gran paura che oggi è corsa sugli spalti del Comunale. La "curva Filadelfia" completamente ammutolita, quando la Juventus è rientrata in campo dopo l'intervallo. La Juventus - aveva chiuso i primi quarantacinque minuti in svantaggio. Chinaglia, fischiato dall'inizio alla fine, si era vendicato nel migliore dei modi: aveva segnato allo scadere un gol di quelli che si ricordano tanto era stata perfetta l'esecuzione, dopo la precisa rifinitura di Nanni. Chinaglia, a tre quarti, sulla sinistra, aveva piantato in asso per l'ennesima volta Morini (un mezzo disastro oggi) e di tacco aveva passato la palla a Nanni staccandosi dalla guardia di Cuccureddu. Su Nanni accorreva Causio ma il laziale aveva la meglio e dopo il dribbling, dopo aver visto il lungagnone laziale stringere al centro, lo aveva imbeccato con un lungo cross in area. Morini, tagliato fuori, aveva comunque inseguito ancora Chinaglia, mentre Salvadore era rimasto fermo senza poter intervenire per cui ai due non era rimasta altra scelta che sperare che in corsa da quella posizione Chinaglia non riuscisse ad azzeccare il tiro. Chinaglia invece, sul rimbalzo, aveva colpito di destro e con un tiro forte rasoterra aveva fatto secco il povero Zoff. La palla era passata tra il portiere ed il secondo palo. Fischio finale e tutti negli spogliatoi. Proprio come a Napoli l'ultima domenica. Cosa si siano detti negli spogliatoi i campioni d'Italia non è dato sapere, ma nell'intervallo qualcosa deve essere pur successo. La Juventus infatti nel secondo tempo è apparsa trasformata. Tutte e due le squadre avevano in corpo la rabbia di vincere: la Juventus per superare lo stato di crisi, la Lazio per far dimenticare le quattro reti segnate da Whymark nella partita di "Coppa" contro l'Ipswich. Il vecchio Josè Altafini (201 gol in campionato) ancora una volta ha dato il "via" alla riscossa bianconera.

Al 5' su punizione di Causio dalla destra, ha saltato con una scelta di tempo eccezionale anticipando Oddi e ha "schiacciato" alle spalle di Pulici. Bettega, per non smentirsi, al 17' ha ancora segnato contro la Lazio su passaggio di Altafini: sono tre partite di fila che la Lazio (e Facco in prima persona) paga i gol di Bettega e questa volta Facco non si può lamentare dell'ala sinistra bianconera perché il gol ci è parso validissimo nella sua esecuzione. Eppure a voler essere pignoli anche questa volta il gol di Bettega è stato viziato da un "mani" che Lo Bello (unica sua svista forse in tutta la partita) non ha intuito. L'ha commesso Capello prima di porgere ad Altafini che ha rifinito di precisione per Bettega. I laziali hanno anche reclamato ma senza fortuna. Cuccureddu, dopo aver duettato con Altafini, ha segnato al 40' con una bordata che ha letteralmente bucato Pulici, ma già nel primo tempo, al 32', un tiro da fuori area di Cuccureddu aveva incocciato in pieno l'incrocio. Abbiamo così parlato dei tre marcatori juventini ma la palma del migliore spetta a Causio che, galvanizzato dal rientro in Nazionale, è ritornato ad essere il Causio migliore, l'uomo che nella Juventus (oltre ad Altafini) dispone di maggior classe. I peggiori: Morini che oggi non ha dato un calcio... alla palla (Chinaglia non gliela ha mai fatta vedere) e Longobucco il quale, spostato a destra (come contro il Foggia), è sempre andato fuori misura. In quella zona il giovane terzino della Juventus rende la metà e ormai tutte le squadre che incontreranno la Juventus (se quelli di oggi saranno i terzini in pianta stabile) faranno in modo di spostare la seconda "punta" a destra per non avere il "meglio" di Spinosi e a sinistra poter disporre del "peggio" di Longobucco. La Lazio, che nel primo tempo era piaciuta per il gioco fluido a centrocampo di Re Cecconi e compagni, per la prestazione prestigiosa di Wilson, per la giornata di grazia di Chinaglia, nella ripresa è paurosamente calata. Travolta dal ritmo imposto dalla Juventus sin dalle prime battute, la squadra ospite ha forse risentito (più sul piano morale) della batosta subita in Inghilterra e ha finito col "sedersi".

Solo dopo il secondo gol del pareggio bianconero la Lazio è tornata a farsi viva ma crediamo di individuare le ragioni di questo "forcing" nell'atteggiamento assunto dalla Juventus che ha affidato al contropiede il controllo della gara. II taccuino ha molte annotazioni ma poche da ricordare oltre i quattro gol di cui abbiamo accennato all'inizio di queste note. Chinaglia ha più volte impegnato Zoff, ma la classe del portiere bianconero, il suo senso della posizione, riescono quasi sempre a sbiadire le imprese degli attaccanti avversari. Longobucco quando le due squadre erano ancora sull'1-1 si è "mangiato" un gol a porta vuota da pochi passi e al 24' la Juventus vinceva 2-1 ) Altafini su un perfetto lancio di Causio si è fatto anticipare di un attimo dal pronto Pulici che è uscito in tempo fuori dei pali. La Lazio ha avuto una sola occasione per pareggiare, al 27' quando Chinaglia si è fatto fuori Spinosi e ha effettuato un allungo in direzione di Zoff: Manservisi in mezza spaccata è arrivato tardi. La Juventus ha quindi ripreso a segnare e ora si tratta di vedere cosa intende fare Vycpalek di Altafini, di questo vecchio sornione che pare intenzionato a ripetere le imprese dello scorso anno. Oggi un gol e i due passaggi-gol. Le cose dette in tribuna stampa (e non scritte) quando nell'intervallo si è rifiutato il requiem per la "vecchia signora" non le ha ascoltate nessuno. Per la Lazio il discorso è un altro. Quest'anno non è più la squadra-rivelazione ma ogni domenica sarà attesa come una delle realtà del campionato italiano e per Maestrelli il compito si è fatto, di colpo, più arduo.