Giovedì 4 ottobre 2018 - Francoforte, Commerzbank Arena - Eintracht Frankfurt-Lazio 4-1


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4 ottobre 2018 – Francoforte (Germania), Commerzbank-Arena - Europa League - Fase a gironi, gruppo H - II giornata - inizio ore 21.00


EINTRACHT: Trapp, Da Costa, Hasebe, Russ, Falette, Gacinovic, de Guzman (87' Stendera), Torro, Kostic (78' Twatha), Haller, Jovic (67' Rebic), Rönnow, N'Dika, Stendera, Muller, Fernandes. A disposizione: Ronnov, N'Dicka, Fernandes, Muller. Allenatore: Hütter.

LAZIO: Proto, Luiz Felipe, Acerbi, Wallace, Basta, Parolo, Leiva (76' Luis Alberto), Milinkovic (64' Berisha), Durmisi (18' Lulic), Correa, Immobile. A disposizione: Guerrieri, Badelj, Bastos, Rossi. Allenatore: S. Inzaghi.

Arbitro: Sig. Gözübüyük (Olanda) - Assistenti Sigg. Goossens e van Dongen (Olanda) - Quarto uomo Sig. de Vries (Olanda) – Addizionali Sigg. Higler e Lindhout (Olanda).

Marcatori: 4' Da Costa, 23' Parolo, 28' Kostic, 52' Jovic, 90'+4' Da Costa.

Note: esordio di Valon Berisha in una competizione ufficiale con la maglia della Lazio. Espulso al 45'+3' Basta per doppia ammonizione, al 58' Correa per gioco falloso. Ammonito al 22' de Guzman, al 36' Basta, al 45' Russ, al 73' Kostic, all'81' Immobile tutti per gioco falloso, al 23' Trapp per proteste. Angoli 5-4. Recuperi: 3' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 47.000 circa.


Ciro Immobile in azione
Foto sslazio.it
Riza Durmisi esce dal campo dopo l'infortunio al gomito
Foto sslazio.it
Luiz Felipe
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Francesco Acerbi
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Marco Parolo
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Lucas Leiva
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Marco Parolo festeggiato dopo la marcatura
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Valon Berisha
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L'espulsione di Dusan Basta
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L'espulsione di Joaquin Correa
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Una fase di gioco
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Ciro Immobile
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I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio in crisi perde la testa oltre alla partita. En plein mancato. I biancocelesti a lungo in 9 per le espulsioni di Basta e Correa. È l’unica italiana che non vince".

Continua la "rosea": Pieno mancato, ma la Lazio proprio non c'è; non poteva aggregarsi alle altre cinque italiane tutte vittoriose in questo turno di coppa. Perde la testa, oltre alla partita; finisce in nove con due espulsi tra il 47’ e il 58’, Basta e Correa. Si fa rapire da un nervosismo diffuso, da frustrazioni da derby e da momento nero. Non riesce a mascherare i suoi problemi molto seri, la condizione scadente di alcuni protagonisti, primo fra tutti Milinkovic. Va anche bene alla Lazio che l’Eintracht sul 3-1 e con due uomini in più respira: il tempo per infierire ci sarebbe ma il quarto gol arriva soltanto all’ultimo istante. Il primato solitario nel girone, dopo il 2-1 a Marsiglia nel primo match, sfama un pubblico che non smette mai di urlare. Del k.o. non si può nemmeno incolpare l’eccesso di turnover, perché nella stesura non è una Lazio così finta. Può darsi che Simone Inzaghi non abbia mascherato la sua squadra per dare subito a tanti titolari la possibilità di uscire dalla malinconia post derby. Missione fallita, l’unica consolazione è che il secondo posto non viene attaccato dal Marsiglia, che ha pareggiato a Cipro. La sconfitta che complica comunque l’euro-autunno arriva nonostante i grandi nomi. Perché ci sono Immobile (l’unico che si salva, e meriterebbe un rigore) e Parolo, che segna il pari; Leiva e Milinkovic, disastrosi; la difesa quasi al completo e sempre perforata, anche se in porta para (poco) Proto.

Gli esterni poi si cacciano nei guai per motivi opposti: Durmisi dura un quarto d’ora poi esce con il gomito a penzoloni (dentro Lulic); Basta anticipa di qualche secondo la discesa negli spogliatoi per l’intervallo: si fa cacciare per doppia ammonizione, falli sciocchi ed evitabili, al 47’. Correa lo segue dopo, anche se il pestone a De Guzman poteva essere da giallo. Subito in svantaggio, 3’18”, la Lazio riesce a tenersi in partita con le corse di Immobile, appoggiato sul centro sinistra da Correa. Non è difficile prendere scoperto l’Eintracht sui fianchi, e da una ripartenza di Ciro, con precedente tocco di mano di Leiva i laziali riescono a distendersi per il pareggio di Parolo, servito da Correa. Ma non è difficile nemmeno bucare la Lazio, sui lati. La caparbietà di Haller e Gacinovic mette in porta Kostic, un attaccante schierato terzino sinistro, per il 2­-1. La terza rete è un’altra azione testarda di Haller, che sfugge a Acerbi e si fa tre quarti di campo prima di servire Jovic. Chiude la doppietta di Da Costa, a porta vuota, al 94’. Inzaghi cerca di gestire l’emergenza senza togliere le punte (4­-3­-2 poi 4­-3­-1), ma non c’è più partita. Da centrocampista del Graz, Adi Hütter aveva un compagno di squadra che si chiamava Nikola e di cognome Milinkovic. Il figlio dell’amico dell’allenatore dell’Eintracht da bambino veniva portato al campo del Graz e lì iniziò con le formazioni dei Pulcini. Hütter ieri lo temeva molto, ma Sergej è fuori fase, e molti nella Lazio lo hanno seguito.


► Il Corriere dello Sport titola: "Sono scorie da derby. La Lazio si smarrisce. Finisce in nove (espulsi Basta e Correa): dopo il pari di Parolo, Kostis, Jovic e il Da Costa bis. Dopo la sconfitta con la Roma, la squadra di Inzaghi ha perso fiducia: 7 reti subite in 2 gare".

Prosegue il quotidiano sportivo romano:

Una figuraccia. Peggio, molto peggio del derby. Dopo la Roma anche quattro schiaffoni dall’Eintracht, ora solo al comando del girone di Europa League. La Lazio è stata travolta e ha perso la faccia a Francoforte, sovrastata dai tedeschi sotto ogni aspetto: fisico in primis, tecnico e tattico, per non parlare della lucidità mentale. Inzaghi ha ripreso come aveva chiuso a Salisburgo, perdendo con lo stesso risultato (1-4). La reazione evocata dal tecnico si è tradotta in due cartellini rossi, uno per manifesta inferiorità atletica (Basta) e l’altro per un raptus inutile (Correa) combinato alla severità di Gozubuyuk perché sarebbe bastato il giallo. Largamente inadeguato l’olandese (dubbi sul primo gol tedesco) ma sarebbe sbagliatissimo nascondersi dietro all’arbitro. Sul campo si è vista una differenza abissale e inaccettabile. L’Eintracht, trascinato da un pubblico meraviglioso, sembrava una squadra da Champions, dove il calcio italiano sta dimostrando di poterci stare. La Lazio no, è sparita, inghiottita da una crisi non giustificabile solo con gli effetti negativi del derby. E’ scollata, senza nerbo e difesa. Neppure corre e Inzaghi aveva limitato il turnover, mantenendo Parolo, Leiva e Milinkovic sulla mediana. Un fantasma il serbo, a cui Lotito ha appena rinnovato il contratto. Gli unici a salvarsi dal naufragio Parolo, Immobile e Proto, altrimenti il risultato sarebbe stato ancora peggiore.

L’unica buona notizia è arrivata da Cipro: l’Olympique Marsiglia s’è fatto rimontare dall’Apollon Limassol. La qualificazione non è compromessa, la Lazio resta seconda, se la giocherà con Garcia. I tedeschi sono entrati in partita come furie, trascinati dai 50 mila della Commerzbank-Arena e hanno impiegato poco più di tre minuti a passare in vantaggio. Gran dormita della difesa della Lazio. Milinkovic non è saltato bene e Da Costa ha anticipato Leiva. Luiz Felipe era finito a terra per un blocco irregolare. Immobile ha protestato, sembrava l’unico vivo della Lazio, in costante affanno e ritardo su ogni pallone. Ciro ha dato il segnale (gran parata di Trapp) e Leiva ha provato a portare su il centrocampo, dove mancavano ancora i colpi, la corsa e le intuizioni di Milinkovic. La squadra di Inzaghi ha giocato appena per un quarto d’ora trovando una profondità diversa con Correa. E’ stato l’argentino a inventare l’assist per il pareggio di Parolo, abilissimo nell’inserimento. Solo un’illusione, l’Eintracht si è scatenato riprendendosi la partita, dominandola. Reazione pazzesca, i tedeschi si mangiavano il pallone e i giocatori della Lazio in ogni contrasto. Difesa e centrocampo travolti. Leiva non filtrava, Milinkovic guardava, impossibile per Parolo metterci una pezza. L’azzurro era costretto a raddoppiare Basta, alla mezz’ora già con il fiatone. Perdeva i duelli, arrancava.

Hutter ha scherzato con Inzaghi, si era messo a specchio con il 3-5-2, piazzando un centrocampista come Hasebe (capitano del Giappone) al centro della difesa e Kostic a tutta fascia sulla sinistra. I suoi "quinti" hanno segnato 3 gol su 4: devastanti sulle corsie e nei tagli. Proprio il serbo ha riportato in vantaggio i tedeschi cinque minuti dopo il pareggio di Parolo. Gol inconcepibile, nato dagli sviluppi di un fallo laterale, costruito da Haller e rifinito da Gacinovic. La Lazio non c’era più, a un sospiro dall’intervallo è rimasta in inferiorità. Basta, già ammonito, ha trattenuto Kostic. Rosso. Inzaghi, senza cambi, ha ridisegnato l’assetto passando alla difesa a quattro (4-3-2) con Luiz Felipe e Lulic terzini. I tedeschi erano irresistibili, con un altro passo. E’ bastato un colpo di testa a liberare l’area di Russ per avviare il contropiede e arrivare a segnare il terzo gol. Acerbi ha bucato l’intervento su Haller, Jovic (tutto solo) ha scavalcato Proto con un cucchiaio. Partita chiusa perché sei minuti dopo Correa è riuscito a farsi cacciare. Decisione severa ma ingenuità dell’argentino, colpevole di un pestone in scivolata su De Guzman. L’Eintracht, solo alla fine, ha cercato e trovato il quarto gol con Da Costa. Oktoberfest tedesca, notte fonda laziale.


Il Messaggero titola: "La Lazio perde la faccia. Disastrosa la serata in Europa League: l'Eintracht travolge i biancocelesti 4-1: espulsi Basta e Correa".

Prosegue il quotidiano romano: Una Lazio inguardabile: limiti caratteriali e di gioco. E su questi Inzaghi dovrebbe farsi un esame di coscienza. Se rimarca che il derby con la Roma non lo ha perso tatticamente non si può dire lo stesso per il 4-1 che subisce dall’Eintracht di Francoforte (a punteggio pieno nel girone). Una squadra senza idee e con una paura folle della propria ombra. Serviva una reazione d’orgoglio dopo la sconfitta di sabato e invece è arrivata un’altra prova da mani nei capelli. Dov’è finita quella squadra che lo scorso anno faceva stropicciare gli occhi a tutti per come giocava? Sembra essersi dissolta. Crisi di nervi e zero identità. Addirittura due rossi, uno più ingenuo dell’altro (quello a Correa appare esagerato), a rendere la serata catastrofica. Inzaghi guarda scorrere l’incubo davanti alla sua panchina che adesso si fa rovente. Troppi giocatori sembrano andare per conto loro. Non lottano più per la squadra. Qualcuno appare presuntuoso. Così come sembra folle insistere con un assetto che non dà più garanzie. Se contro Frosinone, Empoli, Apollon, Genoa e Udinese si era vista una squadra appannata ma capace di soffrire un po’, Roma ed Eintracht hanno polverizzato anche quel briciolo di certezza.

Che non sia la serata giusta lo si capisce all’inizio quando Inzaghi deve rinunciare all’ultimo secondo a Caicedo, messo ko da un attacco influenzale, e Durmisi, il migliore fino a quel momento, si lussa il gomito destro durante uno spaventoso scontro di gioco. La Commerzbank Arena è una bolgia. Coreografia mozzafiato e tifo indiavolato dei quasi 50 mila tedeschi (nella curva presenti anche gli ultras dell’Atalanta con cui c’è un gemellaggio). Una spinta pazzesca per i giocatori di Hutter che cominciano a mille: pressing altissimo e a tutto campo. Le scorie del derby perso e la pressione tedesca intimoriscono la Lazio che capitola dopo appena 4 minuti. Ancora un calcio piazzato, il quarto consecutivo considerando i tre con la Roma. Leiva perde la marcatura, Milinkovic salta a vuoto e Da Costa fa esplodere i tifosi dell’Eintracht. Parolo agguanta un pari che per qualche minuto tiene a galla i biancocelesti. Un equilibrio precario. Basta che Antic e compagni premano sull’acceleratore per sovvertirlo. Leiva, tra i peggiori, non tiene il timone di una barca alla deriva. Wallace si perde Kostic che punisce ancora una Lazio distratta, fragile, sciatta e terribilmente ingenua. Il rosso a Basta ne è l’esempio. Sciocco a rimediare il secondo giallo a 15 secondi dall’intervallo per una trattenuta inutile.

La ripresa segue lo stesso copione della prima frazione: Lazio totalmente fuori dal gioco e tedeschi rabbiosi. Inzaghi urla in continuazione dalla panchina ma sono parole al vento. Continui confronti con il suo staff. Immobile e Lulic provano a scuotere i compagni ma i biancocelesti sono piatti. E così prima Jovic segna il tris con un pallonetto e poi Correa si fa buttare fuori, anche se il rosso appare esagerato. La Lazio è una squadra che non c’è più. Difesa completamente in bambola. Cambiano gli interpreti ma il risultato è sempre lo stesso. Sette gol subiti in cinque giorni. Male anche il centrocampo che non supporta l’attacco e non fa da filtro. Il pari del Marsiglia salva i piani europei. Ora però servirà un successo il 25 ottobre al Velodrome. Ma prima i biancocelesti devono ritrovare rabbia e identità. Domenica c’è la sfida alla Fiorentina che può gettare la Lazio in una crisi nera o farle rivedere un po’ di luce. Silenzio assordante e facce scure. È il momento di risorgere come collettivo, già ma bisognerebbe capire lo spogliatoio da che parte sta.


► Il sito web Uefa.com commenta così la gara:

La Lazio esce con le ossa rotte dalla sfida del Frankfurt Stadion. In casa dell’Eintracht Francoforte, nella seconda giornata del Gruppo H di UEFA Europa League, i Biancocelesti sono sconfitti con un netto 4-1 e finiscono la gara in nove per le espulsioni di Dušan Basta e Joaquín Correa: una serata da dimenticare. La squadra di Simone Inzaghi, opposta ai detentori della Coppa di Germania, ha rimediato la seconda sconfitta consecutiva dopo quella del derby, la quarta stagionale: un ko pesante, malgrado il momentaneo pari di Marco Parolo, il cui impatto è stato solo leggermente attutito dal pareggio dell’Olympique Marsiglia - prossima eurorivale - sul campo dell’Apollon Limassol. La Lazio è costretta a rinunciare a Felipe Caicedo, febbricitante, ma non è l’unica brutta notizia per Inzaghi: pronti via, infatti, i padroni di casa passano in vantaggio. Su un corner, il difensore Danny da Costa trova la deviazione vincente e firma l’1-0 per i tedeschi; sono trascorsi appena quattro minuti. I Biancocelesti reagiscono e Kevin Trapp è costretto agli straordinari: il portiere in prestito dal Paris Saint-Germain prima esce sui piedi di Correa, poi si salva con la punta delle dita sul destro di Ciro Immobile. Per la Lazio piove sul bagnato, perché dopo un contrasto Riza Durmisi si fa male a un braccio: al posto dello svizzero, entra Senad Lulić.

Al 23’, comunque, la squadra di Inzaghi pareggia. Correa indovina un ottimo assist per Parolo, che da posizione favorevole mette dentro: 1-1. L’equilibrio, però, dura appena cinque minuti: l’attaccante francese Sébastien Haller vince un contrasto con Lucas Leiva, Mijat Gaćinović tocca per Filip Kostić che con un tiro sotto la traversa non lascia scampo a Silvio Proto. Prima dell’intervallo Inzaghi perde per espulsione Basta, punito con due gialli nel giro di dodici minuti: la Lazio è costretta a giocare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica. Malgrado questo, la ripresa inizia con un’occasione per gli ospiti, ma Correa calcia alto da posizione favorevole. Al 52’, però, arriva il tris della squadra di Adi Hütter. Haller lancia la ripartenza e scarica per Luka Jović, che scavalca Proto con uno splendido pallonetto: 3-1, il Frankfurt Stadion è in festa. I Biancocelesti sbandano e restano addirittura in nove per il rosso a Correa, punito dall’arbitro per un intervento da dietro su Jonathan de Guzmán, un passato con Napoli, Carpi e Chievo. Manca mezzora, ma di fatto la partita finisce qui. Inzaghi fa esordire il kosovaro Valon Berisha, che prende il posto di Sergej Milinković-Savić; Immobile è l’ultimo ad arrendersi, ma non riesce a trovare la porta avversaria. Poi Proto, portiere di coppa della Lazio, è attento sul tacco di Haller. Il finale è pirotecnico. Luiz Felipe ci prova invano con un destro dalla distanza, Proto si supera sul tiro ravvicinato di Marc Stendera, subentrato a De Guzmán. Ma nel quarto minuto di recupero arriva la doppietta del difensore Da Costa, che fa centro al volo sul secondo palo. La Lazio di Inzaghi vuole subito voltare pagina...


► Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

Il ds Tare ieri alle 23.30 ha escluso il ritiro a Formello (stasera dopo il rientro dalla Germania) verso la partita con la Fiorentina. L’ipotesi stava circolando con insistenza dopo il poker calato dall’Eintracht ma non ha preso corpo, rigettata da Inzaghi a precisa domanda ("non penso ci sia bisogno") e dalla società. Igli ha assistito alla conferenza stampa dove si era inizialmente affacciato anche il club manager Angelo Peruzzi. E’ convinto stia girando tutto male e che la Lazio si rialzerà già con i viola. I dirigenti e Inzaghi si sono confrontati a notte fonda, sono sicuri di vedere un’altra squadra domenica all’Olimpico. Il nervosismo e le preoccupazioni esistono, ma all’esterno si lanciano segnali di compattezza. Simone dovrà riabilitarsi di fronte all’ex Pioli, suo predecessore. Ieri è caduto male in Germania. Quattro gol e un’altra botta pesantissima dopo il ko nel derby con la Roma. Per la disfatta ha chiamato in causa l’olandese Gozubuyuk. "Sono dispiaciuto, senza questi episodi credo non avremmo perso, anche in dieci avevamo tenuto bene il campo a inizio ripresa. La partita l’ha chiusa l’arbitro perché Correa forse era da ammonizione... E dico forse giallo. In undici chissà come sarebbe finita, in nove è diventata durissima".

C’è stata Lazio solo sino al pareggio di Parolo. "Salvo quei venti minuti del primo tempo, stavamo facendo cose discrete quando giocavamo da squadra. Purtroppo sono state commesse grandi ingenuità. E’ stato preso un gol da angolo dopo tre minuti, anche il raddoppio era evitabile e poi l’espulsione di Basta non andava presa". Una mazzata il rosso al laterale serbo un attimo prima di rientrare nello spogliatoio. E anche Correa ha commesso un’ingenuità: è rischiosissimo entrare in scivolata. "Sono state due disattenzioni molto gravi, l’avevamo rimessa in piedi. Se restavamo undici contro undici non avremmo perso, almeno io penso così, anche se nessuno ha la palla di cristallo. Un giocatore con l’esperienza di Basta doveva evitare la seconda ammonizione. Correa ha mancato l’occasione del pareggio prima del terzo gol tedesco e dell’espulsione. E’ normale, con tante disattenzioni, non puoi pensare di uscire da qui con un risultato positivo". Servivano personalità e presenza, questa volta Inzaghi ha difeso il gruppo. "Il carattere l’ho visto, l’avevamo preparata bene. Andare subito sotto in questo stadio, mettendo i loro tifosi ancora di più in partita, è stato terribilmente difficile. L’Eintracht è un’ottima squadra, pubblico meraviglioso, sono primi nel girone, ma speriamo di batterli al ritorno a Roma".

Si è sforzato di guardare avanti in modo positivo. "Sono molto dispiaciuto per queste due sconfitte, al derby ci tenevamo tutti, specialmente i nostri tifosi. Ma la classifica resta buona in campionato e anche in Europa League. Bisogna fare di più, c’è tempo per rimediare. Con la Fiorentina tireremo fuori una gran partita, non so come finirà, ma faremo di tutto". Ai microfoni televisivi era stato incisivo nei confronti di alcuni suoi giocatori. "Quando smettiamo di giocare da squadra e si pensa di poter risolvere le partite da soli allora andiamo in difficoltà. Il gol dopo tre minuti è un’altra disattenzione che non possiamo concedere perché abbiamo sbagliato una marcatura. Faremo tesoro di questa partita. Mi dispiace, la partita era bellissima, l’arbitro l’ha rovinata. Finché ce l’ha fatta giocare noi c’eravamo".



Galleria di immagini sulle reti della gara
La prima rete tedesca
Il pareggio di Marco Parolo
La rete del 2-1
La rete del 3-1
Il definitivo 4-1



La formazione biancoceleste:
Milinkovic, Acerbi, Wallace, Correa, Immobile, Proto;
Basta, Durmisi, Parolo, Leiva, Luiz Felipe
La formazione iniziale biancoceleste in grafica





► Per questa partita il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica




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