Mercoledì 11 aprile 2012- Torino, Juventus Stadium - Juventus-Lazio 2-1


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11 aprile 2012 - 3.467 - Campionato di Serie A 2011/12 - XXXII giornata - inizio ore 20.45

JUVENTUS: Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Vidal (79' Giaccherini), Pirlo, Marchisio, Pepe (71' Matri), Quagliarella, Vucinic (72' Del Piero). A disposizione: Storari, Caceres, De Ceglie, Borriello. Allenatore: Conte.

LAZIO: Marchetti, Scaloni, Biava, Diakite, Garrido, Cana, Ledesma, A.Gonzalez (80' Brocchi), Mauri (71' Hernanes), Candreva, Rocchi (73' Kozak). A disposizione: Bizzarri, Zauri, Matuzalem, Alfaro. Allenatore: Reja.

Arbitro: Sig. Damato (Barletta) - Assistenti Sigg. Stefani e Faverani - Quarto uomo Sig. Orsato.

Marcatori: 30' Pepe, 45' Mauri, 82' Del Piero.

Note: espulso al 90' il tecnico Reja per proteste, al 92' Kozak per doppia ammonizione. Ammonito al 12' Diakite, al 34' Biava, al 47' Lichtsteiner, al 49' Chiellini, al 53' Mauri, al 55' Quagliarella, all'80' Kozak tutti per gioco scorretto, all'81' Ledesma per comportamento non regolamentare. Recuperi: 2' p.t., 6' s.t.

Spettatori: 38.644 spettatori di cui 24.531 abbonati per un incasso di euro 1.328.728.

Tommaso Rocchi in azione
Cristian Ledesma
Un momento dell'incontro
Il colpo di testa vincente di Stefano Mauri
L'esultanza del centrocampista brianzolo
L'abbraccio dei compagni
Un momento della gara
Una fase di gioco
Lionel Scaloni
Modibo Diakite
Stephan Lichtsteiner e Stefano Mauri
Lorik Cana e Modibo Diakite

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Favola Del Piero: 700 e gol. La Juve è di nuovo in vetta. Finisce 2-1 con la Lazio allo Juventus Stadium: decide la punizione del Capitano a 8' dalla fine nella sera del settecentesimo gettone, dopo che i bianconeri avevano dominato il primo tempo, chiuso sull'1-1 coi gol di Pepe e Mauri".

Continua la "rosea": Del Piero. Ancora, sempre lui. Nel giorno della storia, per fare la storia. La Juventus forse più bella della stagione, quantomeno nel primo tempo, ha patito oltre l'immaginabile, e non era bastata per avere la meglio di una Lazio tutta cuore e difesa, che continua a fare più di quanto atteso e aspettabile. Poi è entrato in campo, per la 700/a volta con la maglia bianconera, Del Piero. Punizione-gol. Un classico. Che vuol dire il 2-1 poi definitivo a 8' dalla fine, per spareggiare le reti di Pepe e Mauri. E vuol dire che la Juve torna davanti al Milan, che la Juve questo scudetto non vuole proprio mollarlo, anche in una serata in cui le era girato tutto storto, sottoporta. La Lazio per il terzo posto non mollerà. Ci vorrà questa grinta per conquistarlo, poi, certo, in fase propositiva nelle gare da qui alla fine sarà lecito attendersi ben di più. La Juventus fa la partita, più offensiva nel 4-3-3 con Pepe a destra rispetto al 3-5-2 delle ultime uscite. La Lazio, con la difesa rimaneggiata, si copre. Rocchi soffre di solitudine là davanti. Tutto scontato, da previsione. Il primo colpo, anzi quasi un cazzotto, è di Quagliarella. Tiro violento: Marchetti para di faccia. Si fa male, e non ci fa un figurone, ma il pallone non entra. Poi Pepe, solo davanti al portiere, tira in bocca a Marchetti mancando un'occasione grande come l'Area 12 intorno allo stadio. Ma subito dopo si riscatta, e alla grande. Segnando un gol molto più difficile. E molto bello. Palla splendida di Pirlo - che predica calcio: gli manca solo il breviario -, stop di petto e mezza rovesciata. Gol. Lo Juventus Stadium salta per aria.

Vidal allora si fa venire una pazza idea, sarà l'effetto emulazione dopo la prodezza di Pepe. Se fa i numeri lui, allora anch'io... Sta di fatto che, vedendo Marchetti fuori dai pali, cerca il pallonetto da centrocampo, costringendo il portiere biancoceleste ad una paratona in affannoso recupero. Poi è Quagliarella a sfiorare il 2-0, ancora Marchetti super. La Juve si concede il lusso di guardarsi allo specchio, ora. I bianconeri tentano finezze e colpi ad effetto. Spesso riusciti. Vucinic però, tra un giochetto e una veronica, si scorda di far gol sull'assist di Lichtsteiner. Niente 2-0. La Juve è meravigliosa, forse la più bella della stagione, straripante dopo il gol. Ma non è cattiva sottoporta. Come al solito. E arriva la beffa. Puntuale come le disgrazie. La Lazio ha il merito di essere rimasta in piedi, pur piena di lividi, e al primo colpo assestato pareggia. Colpo di testa indisturbato di Mauri a centroarea sul cross di Scaloni dalla destra. Gol. All'intervallo è 1-1. Risultato bugiardo se ce n'è uno. Ma è l'unica cosa che conta, il resto sono chiacchiere.

Al 2' del secondo tempo Ledesma impiega un secolo per battere un angolo. Le intenzioni della Lazio sono chiare: difesa e difesa. E difesa, se avanza qualcosa. Difficile dare torto agli uomini di Reja, dopo la mareggiata scampata nel primo tempo. Vucinic manca un altro gol, per coerenza, stavolta però non era facile, o perlomeno, lo era soltanto dopo un primo stop azzeccatissimo. La Juve attacca a testa bassa, furiosa, dirompente. Ma non sfonda. Conte, tardi, molto tardi, mette dentro Matri e Del Piero. Tardi, molto tardi, ma non troppo tardi. Perché a Del Piero basta poco per scrivere la storia bianconera per la settecentesima volta, quanto le sue presenze in bianconero. Basta una punizione, e neanche dal limite. Solita rincorsa. Marchetti fa un passo sul palo coperto dalla barriera e lascia scoperto il suo. E Del Piero lo punisce. Il risultato di tante altre volte, più importante che mai. Gol. La Juve vince, lo scudetto è sempre meno un sogno e sempre più una realtà.


Da Tuttosport: "La Juve è prima: 2-1 alla Lazio, decide Del Piero. Il catenaccio dei biancocelesti resiste fino alla mezz'ora e alla rovesciata di Pepe. Al 45' il pari di Mauri, poi assalti bianconeri senza esito".

L'articolo prosegue: Un cavaliere non abbandona mai la sua Signora. E quando è in difficoltà, le mostra la strada prendendola per mano. Come ha fatto Alessandro Del Piero in una sera che lo Juventus Stadium non potrà dimenticare facilmente, come ha fatto il numero 10 nella sera della sua settecentesima presenza, firmando il gol decisivo del 2-1 che ha scardinato il catenaccio della Lazio quando ormai mancavano solo sette minuti all'impresa dei biancocelesti. Perché di impresa si sarebbe trattata, visto l'assedio bianconero che senza sosta aveva provato in ogni modo a superare la diga posta a guardia di Marchetti. Riuscendoci alla mezz'ora, con un lancio da quarterback di Pirlo per Pepe che si superava in rovesciata e superava anche il portiere avversario, ma beccando anche il gol beffa del pareggio da parte di un Mauri in un periodo di grazia, in un tornado di occasioni bianconere fermate da un Marchetti miracoloso in svariate occasioni. Un 1-1 con cui si chiudeva il primo tempo da non credere, contando le occasioni e la superiorità della Juventus: ma Reja aveva costruito un piccolo capolavoro, senza mezza squadra, giocandosela come meglio sa fare il tecnico friulano: squadra chiusa, blindata, a coprire ogni spazio e a provarci in contropiede.

Nella ripresa tanto nervosismo, piovono gialli tra i bianconeri che si innervosiscono perché la Lazio tiene botta e non capitola. Conte allora cambia, ancora una volta, in corsa: a meno di venti minuti dalla fine fuori Pepe e Vucinic, dentro Matri e, soprattutto, Del Piero. Al capitano bastano cinque minuti per scaldarsi, impegnando Marchetti, e dieci per andare a segno su punizione, beffando sul primo palo un Marchetti fino a quel momento impeccabile e superlativo. La Lazio tenta il tutto per tutto ma il nervosismo stavolta travolge gli ospiti, con Reja e Kozak che si fanno espellere in rapida sequenza. Sette minuti interminabili di recupero, poi il fischio di Damato: la Juve infila il 32° risultato utile consecutivo, si prende il bottino pieno e scavalca di nuovo il Milan, riprendendosi la testa della classifica. I biancocelesti, fermi a quota 54, restano terzi.


La Repubblica titola: "Del Piero trascina la Juve in vetta. Una prodezza del capitano bianconero nel finale permette ai bianconeri di scavalcare nuovamente il Milan. Finisce 2-1, dopo le reti nel primo tempo di Pepe e Mauri. Espulso Kozak".

Continua l'articolo: Il segno del destino. E' Alessandro Del Piero a scalare una delle vette più dure verso lo scudetto. Una magìa del capitano, quando lo straordinario primo tempo sembrava un ricordo e la Lazio sembrava aver chiuso a doppia mandata le fonti di gioco altrui, consegna alla Juventus tre punti fondamentali, di valore reale ed al tempo stesso simbolico, che ricacciano dietro il Milan. Vittoria meritata soprattutto alla luce di un primo tempo stellare ed incredibilmente chiuso sul pari. Lazio molto "squadra", capace di gestire con caparbietà anche le situazione più difficili. Un sacco di schermaglie interessanti dal punto di vista tattico. Sembra quasi una sorta di duello tra i santoni della panchina di un tempo, del tipo "tu ti cambi ma non giochi". Conte, fino a pochi minuti dall'inizio sembra optare per il 3-5-2, poi De Ceglie accusa un problema (che non gli preclude però la panchina) e si parte col tridente (dentro Lichtsgteiner). Anche Reja non scherza. Il goriziano, memore anche di sciagurate applicazioni passate, non se la sente di rischiare la difesa a 3 ipotizzata alla vigilia, optando per Scaloni e Garrido terzini e lasciando Cana a rubare palloni insieme a Ledesma. L'atteggiamento comunque non è rinunciatario, lo conferma una trequarti propositiva alle spalle della punta di riferimento Rocchi.

Risultato: difficile raccontare un primo tempo chiuso sul pareggio. In campo praticamente c'è solo la Juve, che va ad una velocità doppia rispetto agli avversari. In particolare le fasce sono territorio di conquista, ma anche quando la squadra di Conte si esprime per vie centrali, qualcosa non quadra nei meccanismi di interdizione laziali. Ne conseguono occasioni a iosa. Marchetti è semplicemente sensazionale sulle conclusioni ravvicinate di Pepe e Quagliarella, reattivo su una trovata di Vidal che cerca di sorprenderlo dai 60 metri. Non può nulla solo su una acrobazia ravvicinata di Pepe (stupendo assist di Pirlo) che sblocca il risultato, e forse non potrebbe nulla su un destro di Vucinic, ma viene salvato dal positivo Diakite. Insomma, la Lazio quasi si compiace di essere rimasta in partita quando addirittura arriva il pari: perfetto lo stacco di testa di Mauri che infila Buffon nell'angolo alto. Nella ripresa La Lazio prende fiducia, anche perché la Juventus non riesce più a correre a duecento orari. Vucinic mette in crisi Scaloni con le sue percussioni, ma sbaglia un diagonale ravvicinato, imitato da Lichtsteiner che la palla proprio non la prende da pochi passi. La girandola dei cambi, da ambo le parti, altera soprattutto lo schieramento di Conte: si passa prima al tridente pesante con l'ingresso di Matri per Pepe, quindi al 4-2-4 (o presunto tale) con Giaccherini per Vidal. Tattiche, ma alla fine ci vuole il genio. Del Piero, entrato perfettamente in partita, sfrutta al meglio una punizione: destro sul movimento - forse anticipato di Marchetti - rete, vittoria in cassaforte e nervi laziali a rischio, come testimoniano le espulsioni di Reja e Kozak.


Da La Stampa:

Tante sofferenze spazzate via da un gol di Alessandro Del Piero al 37esimo minuto. Su punizione, come piace a lui, il numero 10 beffa il portiere della Lazio Marchetti, fin lì impeccabile. La Juve risponde così alla vittoria del Milan a Verona. E torna in testa alla classifica. La punizione di Del Piero regala alla Juventus la vittoria per 2-1 sulla Lazio dopo che Mauri aveva replicato al vantaggio di Pepe. Con questo successo i bianconeri tornano in testa, a +1 sul Milan mentre i biancocelesti restano al terzo posto a quota 54. Conte cambia in extremis, fuori De Ceglie e dentro Lichtsteiner per un 4-3-3 che ripropone Chiellini a sinistra e in avanti il tridente formato da Pepe, Quagliarella e Vucinic. Scelte quasi obbligate invece per Reja, che alla vigilia ha perso anche Radu e Konko. Il tecnico opta però per la difesa a 4 con Diakite e Biava centrali con Scaloni e Garrido larghi, Rocchi è l'unica punta con Gonzalez, Mauri e Candreva a supporto. Panchina per Hernanes. Parte forte la Juve, che al 6' va vicina al gol con Quagliarella, pronto ma non preciso nella deviazione sul cross di Chiellini. Lo stesso Quagliarella ci prova dalla distanza qualche minuto dopo, stordendo Marchetti, con la squadra di Conte che chiude i biancocelesti nella loro metà campo.

Col passare dei minuti, però, cresce la Lazio (Ledesma insidioso su punizione) ma al 28' clamorosa occasione sprecata da Pepe a tu per tu con Marchetti. Un minuto dopo, però, il numero 7 bianconero si riscatta: assist di Pirlo, stop e rovesciata che vale l'1-0. La Juve accelera e per due volte Marchetti è prodigioso, negando il raddoppio prima a Vidal (strepitosa invenzione dai 60 metri) e poi su Quagliarella. E quando non ci arriva lui, ecco Diakite salvare su Vucinic a botta sicura. La Lazio soffre ma al 45' trova addirittura il pari: cross dalla destra di Scaloni, Mauri anticipa tutti e di testa fredda Buffon. La ripresa comincia ancora sotto il segno dei bianconeri, pericolosi prima con Vucinic e poi con Pirlo, ma la Lazio resiste. Conte butta dentro Matri e Del Piero per Pepe e Vucinic e proprio il numero 10 chiama subito in causa Marchetti. Ma al 37' Del Piero, con una punizione magica, beffa il portiere biancoceleste e firma il 2-1. Nel finale espulsi Reja e Kozak.


Tratte da Il Messaggero alcune dichiarazioni post-gara:

Reja è dispiaciuto ma non recrimina: "Abbiamo fatto la gara che potevamo, qui a Torino si soffre, Marchetti è stato strepitoso, ma abbiamo fatto la partita giusta. Non volevamo fare catenaccio, semplicemente abbiamo faticato a ripartire. Peccato per il gol preso su punizione quasi all'ultimo. Poteva scapparci anche il risultato, però i ragazzi per le condizioni in cui eravamo hanno fatto il massimo". Sull'espulsione: "Ormai appena mi muovo mi buttano fuori. Non ho offeso nessuno, a due minuti dalla fine essere cacciato dispiace". Giocatore chiave è stato Pirlo: "E' straordinario, non riesci a fermarlo, lui trova sempre lo spazio per creare gioco".

Dal Corriere dello Sport:

"Abbiamo sofferto tanto ma abbiamo anche fatto la nostra gara, peccato che alla fine non sia arrivato nemmeno un punticino...". E' deluso, Edy Reja. Quel gol di del Piero a sette minuti dal termine lo ha lasciato di sasso. "Stasera abbiamo sofferto ma era inevitabile. Marchetti ha fatto interventi strepitosi, noi abbiamo fatto la partita che dovevamo fare. Peccato per quel gol a sette minuti dalla fine. Catenaccio? Non lo volevamo fare solo che non siamo riusciti a ripartire come volevamo. Stringendo i denti e mettendo un po' più di attenzione forse poteva venire fuori il risultato. Abbiamo dato il massimo per le condizioni in cui siamo arrivati a questa sfida. Ricordo che qui squadre importanti ne hanno prese tante di reti contro questa grande squadra. L'espulsione? Mi scoccia perché ormai sono nel mirino degli arbitri. Quando dico mezza cosa, mi cacciano. Ho visto Conte che si sbracciava per una punizione non data e non gli hanno detto nulla. Nel primo tempo abbiamo sofferto tanto, poi il gol di Mauri è arrivato al momento giusto. Nella ripresa loro sono scesi di ritmo e noi un pensierino ce lo abbiamo fatto".

Da La Repubblica:

E' un Edy Reja nervoso quello che commenta la sconfitta della Lazio con la Juventus e la sua espulsione nel concitato finale: "Sono stufo di essere sempre espulso, mi sono stancato. Ho visto anche Conte che si sbracciava ma nessuno ha fatto niente", spiega a Sky. "Non so cosa ho fatto - prosegue Reja - mi dicono che ho fatto un applauso ma non capisco, non ho fatto niente. Oramai sto più fuori che dentro, mi pare che si esageri". Poi Reja parla della partita: "Abbiamo sofferto, Marchetti ha fatto degli interventi strepitosi, peccato per quel gol (di Del Piero, ndr) a sette minuti dalla fine. Fatto catenaccio? Ma quale catenaccio, io non volevo fare il catenaccio. Non abbiamo fatto risultato e mi dispiace, complimenti ai ragazzi che avrebbero meritato almeno un punto per il sacrificio fatto".



Galleria di immagini sulle reti della gara
Il vantaggio bianconero
Il pareggio di Stefano Mauri
Il definitivo vantaggio bianconero




► Per questa partita il Mister biancoceleste Edoardo Reja ha convocato i seguenti calciatori:




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