"Una domenica particolare"


Stagione


UNA DOMENICA PARTICOLARE di Fabrizio Stramacci

Anche quella sera Mario Riva, cantando "Domenica è sempre domenica" al termine del Musichiere, aveva mandato a letto tanta gente felice. Per i bambini era bastato Carosello due ore prima per chiudere gli occhi. Per chi non possiede ancora il televisore c'è stato il cinematografo che è la grande passione dei romani. In città vi sono 269 sale e appena un anno prima sono stati venduti la bellezza di 63 milioni di biglietti come a dire che ogni romano è stato al cinema 28 volte in dodici mesi. Al Barberini, al Metropolitan e all'Aventino si proietta il film del momento: "La lunga estate calda", una tenebrosa storia nel sud degli Stati Uniti con protagonista Paul Newman accanto al quale recita la sua sposina Joanne Woodward. E' un titolo che sembra un presagio perché quel sabato l'estate sembra aver bussato con prepotenza alle porte della primavera. Ma Roma vive di cinema anche nelle sue strade mondane. A via Veneto si è fatta vedere la splendida Audrey Hepburn, con il suo nuovo taglio di capelli "all'Arianna" e anche la starlet della stagione, Mamie Van Doren, le cui misure mozzafiato (98-55-88) non sono passate inosservate. Maurizio Arena si è fatto notare a bordo della sua Alfa 1900; per il fusto, ex povero ma bello, si parla di un flirt con Linda Christian che porta le sue quotazioni di playboy ai livelli dei leggendari Porfirio Rubirosa e Baby Pignatari.

Non si fa vedere invece Charlton Heston, impegnato già da una settimana sul set di "Ben Hur", il kolossal in lavorazione a Cinecittà. Per il biondo attore americano sono dure le ore che trascorre sulle quadrighe al fianco di Yakima Canutt, l'uomo che ha insegnato a cavalcare il cowboy John Wayne. Per questo non abbandona mai la splendida villa sull'Appia Antica che la produzione gli ha riservato. Valentino Clementi, il barman del Rosati, ha già lanciato il suo cocktail dell'estate (60% champagne brut, 40% vodka, passato al ghiaccio nel mixing); si aspetta una risposta di quelli del Doney, dello Strega, del Cafe' de Paris e degli altri bar della via. Si cena da George's o al Giardino d'Europa alle spalle dell'Ambasciata americana, mentre i nights piu' gettonati sono il Pipistrello, il Club 84 e il Brick Top. Vi è un locale però a Trastevere inaugurato da poco che sta andando forte: il Rugantino. Due giovanotti, Tazio Secchiaroli e Sergio Spinelli della Roma's Press Photo, corrono di qua e di là per ritrarre i divi e i nobili di passaggio. Sono grandi amici di Federico Fellini, il regista che ha annunciato il titolo del suo prossimo film, "La dolce vita", che ambienterà proprio su via Veneto e i suoi protagonisti. Ma la "dolce vita" appartiene a pochi ed è e sarà solo un sogno per tanti.

E' stato un sabato faticoso quello, soprattutto per le donne che hanno vissuto una giornata infernale. Per via delle elezioni politiche, un'ordinanza prefettizia ha ordinato la chiusura dei negozi alimentari, delle latterie e delle vinerie nelle giornate delle votazioni. Questo ha comportato lunghe file davanti ai negozi per tutta la giornata sino a sera alla ricerca di ciriole e sfilatini, preziose bottiglie di latte e un po' di rosso per i mariti. Si è peraltro a fine mese e le massaie appuntano con cura la nota spese. Un chilo di pasta costa 180 lire, una dozzina di uova 265, una bistecca 500. Per gli uomini impegnati negli uffici, nelle botteghe e nei cantieri è stata una giornata come tante, trascorsa a sgobbare e a far previsioni sul voto imminente e sul Giro d'Italia dove Baldini sta dando battaglia. Chi non ha riso di certo sono stati gli spazzini impegnati a rimuovere le tonnellate di carta che la campagna elettorale ha disseminato per tutta Roma nella giornata di venerdì. I comizi conclusivi hanno richiamato sulle strade tanta gente. Fanfani ha arringato i democristiani a Piazza del Popolo, Togliatti ha incitato i comunisti a San Giovanni, Michelini ha sostenuto i missini di fronte al Colosseo. Quella domenica 25 maggio, un milione e duecentomila romani sono chiamati alle urne e il giornale radio delle 9 comunica che tra i più solerti a votare è stato Alberto Sordi alla scuola Vittoria Colonna in piazza Monte di Pietà. Ad un ammiratore petulante che lo trattiene per la giacca, il popolare attore ha rivolto uno sferzante: "Ahò, ma ce l'hai 'na scheda? E va' a votà!”.

I quotidiani si soffermano sulle elezioni e sul grande valore della contesa politica, ma l'occhio cade sui risultati calcistici della sera precedente. Per agevolare la circolazione domenicale si sono giocate a Bologna e Torino due partite alla luce dei riflettori. Nella prima i felsinei hanno piegato di misura l'Inter, nella seconda i già campioni d'Italia della Juventus hanno strapazzato la Roma con i suoi giocatori più importanti: Sivori, Charles e Boniperti. Per i tifosi giallorossi una delusione ma anche la consolazione di un discreto quinto posto finale. Chi invece deve giocare nel pomeriggio è la Lazio impegnata in un drammatico scontro per la salvezza. Già, negli ultimi sei turni la squadra biancoceleste ha raccolto la miseria di tre punti, frutto di altrettanti pareggi, precipitando così nelle sabbie mobili della classifica. Con l'ultima classificata che scende in serie B e la penultima che dovrà effettuare uno spareggio con il Bari, ormai certo del secondo posto finale della serie cadetta, sono queste le squadre in pericolo: Lazio, Sampdoria, Spal, Atalanta e Genoa a 28 punti e il Verona fanalino di coda a quota 26. Ma una spada di Damocle pende sull'Atalanta già da diverse settimane. Una formosa ragazza bruna ha spifferato un accordo di combine avvenuto tra il suo ex fidanzato, il difensore del Padova Azzini, e la squadra orobica. La Federazione ha già chiuso la sua inchiesta e si riserva di rivelare le sue decisioni nei giorni a venire.

Il calendario prevede il Genoa impegnato a Milano con un Milan che ha già la testa alla finale di Coppa dei Campioni che lo vedrà impegnato a Bruxelles con il Real Madrid, la Sampdoria in casa con il tranquillo Torino, mentre le altre quattro squadre incrociano i loro destini con due incontri diretti: Spal-Atalanta e Lazio-Verona. Per la partita dell'Olimpico la Lazio ha trascorso alcuni giorni in ritiro a Montecatini ed ha effettuato la rifinitura il sabato al campo della Rondinella. Gli scaligeri hanno trascorso la vigilia nella quiete di Monteporzio Catone. Per la squadra di Giorgio Mondadori, al suo primo campionato di serie A, protagonista di un ottimo girone d'andata quanto di un disastroso girone di ritorno, non vi è alternativa se non quella di vincere. Per la Lazio altrettanto, perché un pareggio potrebbe portare ad un insidioso spareggio per rimanere nella massima serie. Sono previste alcune defezioni per entrambe le squadre a causa d'infortuni. Nella Lazio non ci saranno Adelmo Eufemi e Luigi Fuin, sostituiti da Mario Colombo e Alfredo Napoleoni. Per i Veronesi fuori due pedine importanti: il mediano Larini e l'ala destra Osvaldo Bagnoli, che tanti anni più tardi sarà protagonista in panchina della più bella pagina scritta dal club veneto.

Alle ore 16 le squadre scendono in campo agli ordini del signor Bonetto di Torino. Quarantamila tifosi si alzano in piedi unendosi in un unico coro d’amore: "Lazio! Lazio! Lazio!". E i ragazzi in maglia biancoceleste partono a spron battuto mettendo subito alle corde gli avversari. Al sesto minuto il vantaggio: lancio calibrato di Renzo Burini che pesca solo soletto Ugo Pozzan, dimenticato in area di rigore dal suo controllore Gundersen, stop di petto e botta sotto la traversa. Il classico gol dell'ex per il mezzosinistro veronese, lanciato proprio dalla società gialloblu. Gli ospiti tentano qualche sortita con il suo uomo più pericoloso, il brasiliano Del Vecchio, a cui però Umberto Pinardi monta una guardia spietata. La Lazio gioca di rimessa sfruttando la velocità dei suoi attaccanti e al 26' raddoppia con Bengt Selmosson che raccoglie un pallone smistato in corsa da Humberto Tozzi e batte Ghizzardi in uscita disperata. La reazione degli ospiti è blanda, il solo Bassetti tenta qualcosa senza sorprendere Bob Lovati. Si va al riposo con un confortante doppio vantaggio che viene sottolineato da un fragoroso applauso dagli spalti.

Nella ripresa arriva il momento di Humberto Tozzi che sfonda sulla destra e fa partire un bolide che lascia il portiere ospite annichilito: 3-0! I tifosi si stropicciano gli occhi: una Lazio così bella non si è mai vista quella stagione. Ma non è finita. Al 52' si assiste alla migliore giocata dell'incontro. Palla da Bengt Selmosson a Renzo Burini che a centrocampo allarga di prima sulla destra a Ermes Muccinelli che mette la freccia saltando il suo controllore e crossa al centro dove Franco Carradori arriva come una catapulta e di testa scuote la rete per la quarta volta. La partita ormai non ha più storia anche se venti minuti più tardi "Raggio di luna" viene sgambettato in area di rigore. Sul dischetto va Burini, il miglior uomo in campo e specialista assoluto. Da tre anni non sbaglia dagli undici metri, ma stavolta la sua pur angolata conclusione è respinta da un bel balzo di Ghizzardi. Finisce in tripudio tra gli abbracci dei Romani e le lacrime dei malcapitati Veronesi. Con trombette e petardi l'Olimpico si libera finalmente di tanta angoscia accumulata: la Lazio è salva! Restano in serie A le due squadre genovesi che vincono facile e anche la Spal che piega per 2-1 l'Atalanta che chiude così in penultima posizione.

Negli spogliatoi è festa grande; arriva anche Mario Riva, consigliere della società, che si unisce ai calciatori nel cantare "Magic moments", la canzone che ha reso celebre in tutto il mondo Pierino "Perry" Como. Anche il presidente Mondadori arriva per complimentarsi con i vincitori. Alla domanda sul "caso Atalanta" che darebbe ancora una chance al suo Verona, il grande editore glissa con classe facendo spallucce. E' il turno quindi di Leonardo Siliato che di fronte alla stampa elogia la squadra per la bellissima prova e i due allenatori Alfredo Monza e Dino Canestri per aver gestito al meglio una situazione che si era così complicata. Il presidente ringrazia poi il pubblico laziale per l'incitamento continuo ed entusiasta lungo l'arco dei novanta minuti e per l'ottimo incasso della giornata (10 milioni). I giocatori avranno solo una settimana di riposo in quanto l'inizio della Coppa Italia è assai vicino. Un saluto e un in bocca al lupo va ad Arne Selmosson che l'indomani partirà verso la Svezia per unirsi alla sua nazionale in vista del mondiale.

Alle prime anticipazioni sul calcio mercato risponde che la società si è già mossa con l'acquisto di quattro giovani: Carlo Tagnin mediano dell'Alessandria, una delle più piacevoli novità della stagione, Giacomo Del Gratta, terzino della Fiorentina, Idilio Cei, un portiere del Foligno, una squadra della quarta serie che da qualche tempo ha come presidente l'ex numero uno della Lazio, il conte Erberto Vaselli. Sempre dalle serie D è stato prelevato dalla Novese un attaccante dalle belle prospettive: Egidio Fumagalli. Il presidente rassicura che la la Lazio si sta muovendo sulle indicazioni di Fulvio Bernardini il quale si spera possa essere a disposizione prima della scadenza contrattuale di luglio che lo lega alla Fiorentina. Quella domenica vibrante per il mondo laziale sembra chiudersi così, con la stessa leggerezza del bel tramonto romano, ma una telefonata che raggiunge prima di sera lo stesso Siliato rimette in moto l'elica delle emozioni. All'altro capo del telefono vi è Antonio Cremisini, presidente generale della Polisportiva. Il conte chiama dal Brasile dove ha interessi commerciali e vanta buone amicizie. Informa che ha chiuso un accordo con il Palmeiras su Josè Altafini, il centravanti che sta spopolando e che è divenuto l'oggetto del desiderio per molti club europei: è soprannominato "Mazzola" per la sua somiglianza con il divino Valentino e quel nome gli è stato dato proprio da Humberto Tozzi suo compagno di squadra al Palmeiras. Il prezzo fissato è di 90 milioni: l'opzione parte dalla mezzanotte ed è valida per 36 ore. Siliato, sorpreso, prende atto e rassicura l'interlocutore che ne parlerà l'indomani al consiglio direttivo premunendosi di contattare al mattino il nuovo allenatore.

Proprio negli stessi minuti atterra a Ciampino un aereo proveniente da Rio de Janeiro. Sono le 20.15 e uno stuolo di fotoreporter e una troupe della Rai sono appostati alla base della scaletta di sbarco. Dal velivolo scendono i calciatori della nazionale del Brasile accompagnati da trenta giornalisti e radiocronisti; per i verdeoro l'Italia è una tappa di avvicinamento alla grande sfida per la Coppa Rimet in Svezia. I flash illuminano i volti stanchi di Gilmar, Didi, i due Santos, Zito, Garrincha, ma le attenzioni sono soprattutto per "Mazzola", l'oriundo che fa sognare i tifosi italiani. La Roma e la Fiorentina già da settimane vantano un preaccordo con il Palmeiras e non vedono l'ora di chiudere la trattativa. Nessuno si accorge di un ragazzino dagli occhi di cerbiatto: si chiama Edson Arantes do Nascimento, ma in patria preferiscono chiamarlo Pelè. Solo l'allenatore Vicente Feola e il capitano Bellini rilasciano delle brevi dichiarazioni ai cronisti. Un pullman è pronto per portare la comitiva all'Hotel Universo di via Principe Amedeo, dove trascorrerà la notte. L'indomani i brasiliani si recheranno in Vaticano per una breve udienza con Pio XII e poi partiranno alla volta di Firenze per disputare un incontro con i viola che precede il secondo impegno della tournée, quello con l'Inter nell'ambito dei festeggiamenti per i 50 anni di vita del club nerazzurro.

Il mattino seguente Siliato rimane sorpreso nel leggere nei giornali quella notizia che Cremisini gli ha rivelato la sera precedente. Sorge il sospetto che il conte, candidato per il Partito Monarchico Popolare, abbia tentato una bella promozione su sé stesso per le ultime ore di votazione. Fatto sta che il presidente interpella Bernardini sulla questione. Fuffo è un ammiratore del calcio sudamericano e le referenze che possiede su Altafini sono eccellenti. Ma le ultime prestazioni di Humberto Tozzi e la sua certezza che egli possa inserirsi con profitto nei suoi schemi di gioco lo fanno propendere per una conferma del numero 9 laziale. Nel pomeriggio, in via Frattina, Siliato incontra la stato maggiore della Lazio: l'ingegner Andrea Ercoli, Giorgio Mortari, l’avvocato Sartorelli. Si sposa la scelta del tecnico e i giornali della sera annunciano la rinuncia della società all'acquisto dell'attaccante. La notizia ringalluzzisce i tifosi romanisti che pizzicano i cugini per le strade della capitale. A Firenze l'entusiasmo è alle stelle e ben 70 mila spettatori sono previsti al Comunale per l'amichevole del 29 maggio. In quell'occasione verrà inaugurato il nuovo impianto d'illuminazione dello stadio. E quel mercoledì sera il colpo d'occhio che lo stadio offre è davvero magnifico. Lo spettacolo che i calciatori brasiliani offrono è superbo per l'aspetto tecnico e atletico. Finisce quattro a zero per gli ospiti con una doppietta dell'osannato "Mazzola" e le reti di Pepe e Garrincha. Didi per la sua regia impeccabile viene eletto il miglior uomo in campo. Applausi per tutti e cori e abbracci per Julinho che si congeda da Firenze dopo tre stagioni d'assoluto protagonista; ovazioni anche per Fulvio Bernardini alla sua ultima panchina con i viola.

In tribuna d'onore hanno assistito all'incontro diversi brasiliani di casa nostra come Dino Da Costa e Vinicio. Notato il general manager della Roma, Toni Busini che, nel vedere Altafini, si frega le mani dalla meraviglia. Ma accanto a Befani, il presidente della Fiorentina, vi è Siliato che approfitta per chiedere al collega la disponibilità ad avere alle sue dipendenze da subito Bernardini. La Fiorentina ha già un nuovo allenatore, quel Lajos Czeizler che ha guidato in passato la nostra nazionale. Chiede anche due calciatori, Maurilio Prini e Claudio Bizzarri, e s'informa anche su Guido Gratton. Befani si dichiara possibilista su tutto quello che gli si chiede. La nuova Lazio sta nascendo.



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