Cronache ed eventi prima della finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013 - p. 2



22/05/2013 - La comitiva biancoceleste in "libera uscita" per le vie di Norcia (PG)
22/05/2013 - Un momento dell'evento
22/05/2013 - Federico Marchetti
22/05/2013 - Stefano Mauri ed Antonio Candreva
22/05/2013 - Calciatori biancocelesti nella cittadina umbra
22/05/2013 - Hernanes e Stefano Mauri
22/05/2013 - Stefan Radu, Sergio Floccari, Giuseppe Biava, Igli Tare, Ederson
22/05/2013 - Un momento dell'evento
22/05/2013 - Una fase degli allenamenti
22/05/2013 - Vladimir Petkovic
22/05/2013 - Un momento degli allenamenti
22/05/2013 - Un'immagine dell'allenamento
22/05/2013 - Un'immagine della seduta di allenamento
22/05/2013 - Il tecnico biancoceleste
22/05/2013 - Miroslav Klose
22/05/2013 - Una fase degli allenamenti
22/05/2013 - Un momento dell'allenamento
22/05/2013 - Un sorridente Vladimir Petkovic

Stagione

La gara Roma-Lazio 0-1 del 26 maggio 2013

La conquista della Coppa Italia 2012/13


Cronache ed eventi prima della finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013 - p. 1

Cronache ed eventi prima della finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013 - p. 3

Cronache ed eventi prima della finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013 - p. 4


In questa pagina riportiamo gli articoli concernenti la cronaca, gli eventi ed i commenti pubblicati dagli organi di stampa nelle giornate di mercoledì 22 e giovedì 23 maggio 2013 antecedenti la storica finale di Coppa Italia disputata in data 26 maggio 2013 tra Roma e Lazio allo stadio Olimpico di Roma.


Mercoledì 22 maggio 2013

Dal Corriere della Sera:

Blindata nel ritiro di Norcia, un bunker per tenere la squadra al riparo da occhi indiscreti, la Lazio vede solo la Roma. La partita è lo spartiacque della stagione ed è lì che si decidono le strategie future, il derby di fatto può rompere tutti gli equilibri. E, infatti, dal brusco confronto Lotito-Petkovic di Trieste i nervi sono a fior di pelle. "È importante essere a Norcia perché ci guarderemo in faccia – ieri ha detto Stefano MauriSappiamo quanto conta questa partita, in ritiro possiamo prepararla al meglio e dare tutto per questa maglia". E non solo per la maglia. Perché il derby decide quello che è stato e quello che sarà. Il paradigma è Hernanes, ora uomo simbolo e non solo per i suoi gol. È reduce da un problema ad una coscia, ha saltato il Cagliari proprio per evitare rischi in prospettiva derby, cioè quella che potrebbe essere la sua ultima partita in biancoceleste. Il pressing di Juve, Napoli e della Premier è forte, e se la Lazio domenica uscisse sconfitta e senza Europa l'addio sarebbe scontato perché il "Profeta", alla sua migliore stagione in Italia, ha già fatto sapere alla dirigenza di voler compiere il grande salto.

Ecco perché Lotito non riesce ad agganciare l'agente del brasiliano per trattare il rinnovo: Hernanes intende prima sapere che cosa lo attende l'anno prossimo. Senza coppe, di restare non se ne parla. La società glissa, ma, in fondo, la pensa alla stessa maniera: è con un ragionamento analogo che sta lavorando sul mercato. Preso il "baby" Perea, Lotito ha prenotato Felipe Anderson del Santos e Lucas Biglia dell'Anderlecht, due che arriveranno se la Lazio riuscirà a partecipare alla prossima Europa League. Domenica si decide tutto, insomma. "Fino ad allora testa al derby. Dobbiamo vincere, per noi è fondamentale – ha ribadito il d.s. Igli TareTorneremo sul mercato al momento opportuno. Se resta Petkovic? Penso di sì, ha svolto un ottimo lavoro e ha un contratto in essere". Il dubbio c'è ed è reciproco, tutto è appeso al risultato di domenica. Senza coppa potrebbe lo stesso "Petko" a decidere di mollare per andare ad allenare in Germania.


Dalla Gazzetta dello Sport:

Freddo e pioggia. Così Norcia ha accolto la Lazio. Un clima da tregenda che ben si concilia con l'atmosfera in casa biancoceleste. Nervi tesi, un ritiro che tutti avrebbero evitato volentieri e la consapevolezza che – in caso di insuccesso in Coppa Italia – la situazione esploderebbe. Proprio per evitare che ciò accada Lotito ha deciso, praticamente da solo, di mandare la squadra in Umbria. La mossa non è stata presa bene dal gruppo, ma è stata invece apprezzata dai tifosi, che una volta tanto hanno applaudito una decisione del presidente (di solito, invece, osteggiato). Lotito ha incontrato la squadra a Formello prima della partenza per Norcia. E' stato un colloquio breve, ma duro. Il presidente ha spiegato senza giri di parole che contro la Roma non si può fallire. E pare che si sia parlato pure di un premio-partita supplementare. Al fianco del patron c'era il d.s. Igli Tare che ha poi spiegato: "Non è un ritiro punitivo, servirà solo a trovare la concentrazione giusta in vista di una partita fondamentale". La comitiva laziale è arrivata a Norcia a metà pomeriggio ed è subito scesa in campo per il primo allenamento. Notizie positive per Hernanes e Radu, assenti domenica. Entrambi si sono allenati regolarmente e paiono avviati verso il pieno recupero. E' invece rimasto fermo ai box Gonzalez, sempre alle prese con la fascite plantare. L'uruguaiano sarà gestito con cautela in questi giorni e domenica sarà in campo.


Non fosse che, uscendo dall'Hotel Salicone e facendo un centinaio di metri si entra in un viale pieno di botteghe che salumi, formaggi e tartufo quasi li regalano, sarebbe il ritiro perfetto. Pioggia e freddo, a Norcia, ma non esattamente la tranquillità di chi si è fatto appositamente due ore e più di pullman per preparare la partita di una vita. Oggi, 22 maggio, è Santa Rita: morì a Cascia, a due passi da Norcia, e come in ogni festa che si rispetti, arriva gente da tutto il vicinato e non solo. Morale della favola, l'albergo che ospita la Lazio è esaurito, e non c'è posto neanche in un sottoscala. Fortunatamente il campo è libero e Petkovic, dopo la sgambata di ieri, iniziata con un lavoro in palestra, da oggi inizierà le prove generali per il derby. Norcia non è Formello, e neanche Trigoria: non è un bunker, la Lazio proverà a non farsi spiare (teloni montati per nascondere il più possibile), Petkovic a mascherare le sue mosse. Siamo solo a mercoledì, sulla formazione resta qualche piccolo dubbio. Il primo al centro della difesa, dove ci sono tre giocatori in corsa per due maglie: i titolari sarebbero Biava e Dias, ma Lorik Cana sta meglio di entrambi, acciaccati e non proprio nel loro momento migliore. L'albanese, che da difensore si è rigenerato, è forse il primo centrale che Petkovic schiererebbe oggi, prima di scegliere il secondo. Il secondo dubbio è legato alle condizioni di Gonzalez, anche ieri in palestra: Onazi lo insidia.

L'ultimo interrogativo riguarda Hernanes: il brasiliano ha saltato la partita con il Cagliari per precauzione, domenica vuole esserci a tutti i costi e ieri ha ripreso a lavorare con il gruppo, al pari di Radu, pure lui lasciato a riposo a Trieste dopo l'operazione al setto nasale. Dalle condizioni di Hernanes, Petkovic trarrà le conclusioni che lo porteranno a decidere il modulo. Due attaccanti più il Profeta la Lazio non può supportarli e, con il brasiliano in campo, la seconda punta ovvero Floccari finirebbe in panchina. La prima, Klose, a Trieste si è preso una domenica di riposo, ma era tutta la Lazio ad avere la testa solo alla finale. Tattica a parte, però, fa sorridere il fatto che Santa Rita da Cascia dai suoi devoti sia chiamata "la santa degli impossibili" perché capace di realizzare miracoli considerati, appunto, impossibili. Nessuno, della Lazio, le chiederà un miracolo, ma magari in caso di vittoria anche Petkovic si ricorderà di ringraziarla.


Convocato all'ultimo istante, anche perché i compagni sono in ritiro a Norcia e lui invece è a Roma bloccato da uno stiramento che l'ha messo fuori causa per domenica. Ci sarà anche Louis Saha stamattina nella delegazione biancoceleste che sarà ricevuta in udienza da papa Francesco. Una scelta dell'ultima ora, quella dell'attaccante francese, a sostituire Ledesma inizialmente previsto. Non ci saranno, ovviamente, né l'allenatore Vladimir Petkovic né il direttore sportivo Igli Tare. Con Saha in Vaticano saranno invece presenti il presidente Claudio Lotito e il responsabile della comunicazione della Lazio Stefano De Martino.


Non è una partita, è un jackpot. Hai voglia dire che la Coppa Italia è solo un portaombrelli, che l'Europa League è torneo da snobbare. Non è così. Non è così già adesso, figuriamoci poi quando dal 2015 in avanti la vincente dell'Europa League andrà in Champions. E allora facciamo i conti in tasca a Roma e Lazio. O meglio: proviamo ad immaginare quanto pieno potrà essere il portafoglio della prossima stagione. Che poi bisognerà aspettare giusto domenica sera già per mettere da parte qualcosa. Chi alzerà il trofeo non sarà solo sommerso dai coriandoli, ma anche da 2,5 milioni di euro, il premio previsto dalla Lega (1,7 invece per chi perderà). Alla cifra va aggiunto il ricavato dal botteghino che, per quanto la prevendita non stia rispettando le attese, va calcolato almeno in 1 milione di euro a squadra. Dunque, la vincente è già a quota 3,5 milioni. Il successo domenica aprirà automaticamente le porte ad altre due competizioni. La più immediata è la Supercoppa, che salvo colpi di scena non si giocherà a Pechino (anche per il parere negativo espresso dalla Juventus). Il viaggio in Cina avrebbe garantito 1,650 milioni di euro. C'è da immaginare che nonostante lo spostamento non si scenderà al di sotto del milione di euro per squadra, sia che si giochi allo Juventus stadium sia che in extremis non spunti un'altra ipotesi estera (in ballo ci sarebbe un viaggio negli Stati Uniti). Il totale, dunque, salirebbe già a 4,5 milioni di euro.

Qui si parla di soldi sicuri, come sicuro per la vincente di domenica sarebbe l'approdo ai gironi di Europa League: altri 1,3 milioni, dunque jackpot già salito a 5,8 milioni. Da qui in poi si entra nel campo delle possibilità: tutto diventa variabile in base ai risultati. Dalla scorsa stagione l'Europa League non è più la coppa del "contentino", ma ha anche un valore economico elevato. Tanto per intendersi: la vincente, qualora trionfasse in tutte le partite dei gironi, arriverebbe ad incassare 9,9 milioni di euro. A questa cifra va aggiunta la quota relativa al market pool, che va più o meno a raddoppiare quanto già incassato per i risultati: altri 9 milioni, dunque, per un totale stimato di 19 milioni. E' chiaro che si ragiona sull'ipotesi migliore: la Lazio che quest'anno è stata eliminata ai quarti dal Fenerbahce, tra risultati e market pool, ha incassato 6 milioni di euro. E poi, anche per l'Europa League, c'è il discorso relativo alla biglietteria. Il botteghino ha portato nelle casse biancocelesti quest'anno circa 1 milione di euro, ma la cifra sarebbe stata almeno il doppio senza le due partite disputate a porte chiuse. Arrivando in fondo alla competizione, la quota (almeno) dei 3 milioni totali d'incasso sarebbe sicuramente centrata: totale potenziale di 22 milioni, che diventano 26,5 con la Coppa Italia e la Supercoppa di cui sopra. Sarebbe ossigeno puro le casse di Roma e Lazio. Il vero carosello di gioia in giro per la città, domenica sera, aspettiamocelo da uno tra Pallotta e Lotito.


Dal Corriere dello Sport:

Ecco il messaggio che Antonio Buccioni ha indirizzato ai giocatori della Lazio in vista del derby.

Cari ragazzi, atleti prestigiosi e dal valore indiscutibile prescelti dal Destino nel privilegio e nell'onore di difendere, con lealtà e con coraggio, le sorti della Nostra diletta Sezione Calcio, acquisite, quali religiosamente Vostri, questi brevi contenuti. Domenica 26 Maggio, in un'edizione eccezionale ed inconsueta, la Città Eterna, "cuor del mondo che palpiti, fonte di vivissima luce", per citare Ettore Petrolini, Suo Sommo Cantore, rinnova il rito del Derby, ultimo e più grande mito, laico e sacro del Popolo dei Quiriti, che la Lazio ha creato, interpretandolo costantemente da insostituibile protagonista, intraprendendolo il 15 maggio 1904 contro la Virtus e coltivandolo nei decenni successivi, attraverso i cimenti agonistici, con l'Alba e la Fortitudo, il Roman e la Pro Roma, l'Audace e la Juventus e infine, dal 8 dicembre 1929, con l'Associazione Sportiva Roma.

La determinazione e lo spirito di sacrificio tali da spingersi, nella circostanza, ben oltre il limite dello stoicismo, al fine della conquista della meta agognata, sono stati dell'animo, prima ancora che del corpo, che reputerei sacrilego solo dubitare che possano non appartenerVi pienamente. Quale immeritevole ed inadeguata guida di questa immensa Famiglia Biancoceleste, tuttavia, è mio irrinunciabile imperativo farVi pervenire, attraverso questo scritto, la voce e l'affetto innanzitutto del Popolo dei Tifosi Biancocelesti, un Popolo che Vi ama e Vi rispetta e che negli anni, forse nei decenni, si è sottoposto ad ogni tipo di sacrifici per esserVi sempre vicino, in alcuni casi pagando durissimamente la propria prigionia di Fede. Domenica saranno con Voi, a confortarVi dal Cielo, tra i tantissimi, i Ragazzi che non tornarono, oltre 40 dirigenti, tecnici, atleti biancocelesti immolatisi nel nome della Patria e di cui la Lazio custodisce riconoscente la luminosa memoria, fiera di aver contribuito con il proprio insegnamento a renderLi dei bravi cittadini, dei degni Italiani; gli eroi, Luigi Bigiarelli, l'ideatore, Giorgio Vaccaro, il salvatore, Renzo Nostini, il profeta, fra tutti; Vincenzo e Gabriele, i martiri in tempo di pace.

E ancora i Campioni di tutte le Discipline, e tra di essi, su tutti, i meravigliosi nove cinti dall'oro di Olympia, il sogno più grande che possa cullare un atleta, orgoglio del Nostro palmares, pura aspirazione di quello di altri. E gli Atleti delle Sezioni Sportive, 10.000 miliziani di un esercito di purezza e di inno alla vita che in Voi e nel Vostro esempio si specchia quotidianamente. Domenica 26 maggio volate, cari Ragazzi, nel firmamento della Nostra Storia più bella con dignità e fierezza, con coraggio e con passione.


E' il giorno della benedizione papale. Un colpo alla violenza e uno al razzismo. Le delegazioni di Roma (Totti, Andreazzoli, Pallotta, l'amministratore delegato Zanzi) e Lazio (Lotito, il responsabile della comunicazione De Martino, Saha, giocatore nero e quindi presenza di grande valore simbolico) oggi tra le 10 e le 12 (10.30 l'orario ufficiale) vengono ricevuti in udienza da Papa Francesco. Un momento molto atteso in vista del derby più sentito degli ultimi tempi. Venerdì le squadre andranno invece al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica. Oggi alle 10 parte anche la terza fase di vendita libera dei tagliandi per la finale di Coppa Italia di domenica: si parte da circa 41.000 spettatori, sono a disposizione altri 20.000 biglietti. Stavolta il via libera riguarda tutti i tifosi, anche quelli non fidelizzati che fino a questo momento erano rimasti a bocca asciutta. I sostenitori di entrambe le squadre potranno acquistare un biglietto a testa. Rimangono naturalmente in vigore anche durante la terza fase di vendita le opzioni già operative in precedenza: "invita 2 amici alla finale", vale a dire la possibilità per i possessori di tessere del tifoso "top" delle due squadre (AS Roma Privilege, SSLazio 1900 e rispettivi voucher elettronici) di acquistare, esclusivamente presso gli AS Roma Store e i LazioStyle fino a un massimo di altri 2 tagliandi "liberi", ovvero non intestati a tifosi fidelizzati, per la Tribuna Monte Mario (Roma) o la Tribuna Tevere (Lazio); "under 14 accompagnato da un genitore"; "con la famiglia in finale", ossia tagliandi acquistati dal capo famiglia per il proprio nucleo.

Attenzione puntata sul derby da parte del presidente del Coni, Giovanni Malagò, in vista del derby in Coppa Italia, che ha auspicato "un comportamento irreprensibile delle tifoserie perché quella partita sia solo una grande festa dello sport, qualunque sia il risultato finale. Se così non dovesse essere – ha concluso il presidente del Coni a margine di un convegno cui ha partecipato a Pisa – Roma e il nostro calcio pagherebbero un prezzo altissimo". I sostenitori della Lazio potranno acquistare i sospirati tagliandi a loro dedicati (Distinti Nord/Est e Tribuna Tevere) esclusivamente presso i seguenti LazioStyle 1900 dalle 10 alle 19: viale Bramante 19 a Parco Leonardo (0665499801); via Guglielmo Calderini 66/C (0632541745), via della Pace snc a Valmontone (0695995163); via Prenestina 200 (0627800458); piazza Talenti 1 (068272895). I tagliandi della Tribuna Tevere sono acquistabili anche tramite web (www.lisclick.it e www.listicket.it) in modalità home ticketing. Nei settori giallorossi i settori in vendita libera sono quelli i Distinti Sud Ovest (ingressi 15/17) e Tribuna Monte Mario, esclusivamente presso gli AS Roma Store o contattando il centro servizi AS Roma (telefono 06-89386000 dal lunedì al venerdì, orario 9.30-18.30; e-mail abbonamenti@asroma.it). I soli tagliandi della Tribuna Monte Mario potranno essere acquistati anche in modalità "hometicketing" attraverso i siti www.listicket.it o www.lisclick.it. I Distinti Sud Est (ingressi 22/24) rimangono in vendita secondo le modalità precedentemente stabilite. La Curva Sud è esaurita. Ricordiamo i prezzi: Distinti 50 euro, Tribuna Monte Mario 120 euro (60 per i ragazzi nati dall’1-1-1999). Ecco invece i punti vendita: ricevitorie Lis Lottomatica abilitate; ricevitorie Lis Lottomatica del circuito di vendita “Calcio Ospiti”abilitate; Roma Store Piazza Colonna 360 (telefono 06-69200642; Via Appia Nuova 130 (06-77590664); Via Cesati 76-80 (06-25204327); Via Calvino 26-30 (06-71072033); Centro Commerciale Dima (06-87133905); Parchi della Colombo (06-50911272). Telefono del Call Center Lottomatica: 892.982.


Ora che la faccenda si è tremendamente complicata non resta che affidarsi a quegli interpreti che nella prima parte di stagione avevano trovato l'ispirazione per scrivere una pagina entusiasmante nella storia della Lazio. Petkovic a Trieste ha avuto tra le mani un primo potenziale match point: gettato alle ortiche. Ora tutte le attenzioni sono puntate sul derby, unico pertugio che può ancora riservare ai biancocelesti un posto al sole (leggi Europa League) anche nella prossima stagione. Novanta minuti che decideranno un'intera stagione: fallimento o successo. Al bando ogni dubbio. Dentro tutti i titolari. E ognuno nella sua posizione. Chi sta mordendo il freno è Alvaro Gonzalez. A lungo ai box per una fastidiosa fascite plantare (ancora ieri ha svolto lavoro differenziato), l'uruguaiano ha riassaporato il campo nel finale di partita contro il Cagliari. Ma solo da terzino. Domenica invece il "Tata" spera di tornare a giocare da centrale di centrocampo al fianco di Hernanes. Due sudamericani che più diversi non potrebbero essere. Se il brasiliano metterà piedi buoni e giocate, a Gonzalez si chiedono polmoni e generosità. Serve il suo dinamismo per prendere d'infilata la Roma e provare a conquistare la Coppa Italia. Con Ledesma a dettare i tempi della squadra, la Lazio potrebbe ritrovare l'undici che nella prima parte di stagione brillò con il 4-1-4-1. Petkovic riproporrà la sua tradizionale creatura tattica, e si affiderà – se possibile – a qualche talismano.

La finalissima contro la Roma sarà un concentrato di giocate individuali, coesione tattica e tenuta atletica. E certo sul piatto della bilancia peserà moltissimo l'aspetto nervoso: servirà essere calmi e guerrieri allo stesso tempo. Subito dopo Trieste, Ledesma è stato icastico: "Mente fredda e cuore caldo". Ingredienti che a volte sono innati, ma che possono crescere con l'esperienza. Che certamente non manca a Gonzalez che di derby e nei derby è cresciuto. E' nato in Uruguay, a Montevideo, dove ha giocato sia nelle file del Defensor che di quelle del Nacional. Ma non è finita qui perché poi ha fatto le valigie e si è trasferito a Buenos Aires. Con la maglia del Boca Juniors sono arrivati altri derby accesissimi: nessuno d'altra parte che abbia anche una vaga idea dell'ambiente può seriamente dubitare dele passioni che riescono a scatenare los clasicos in Latino America.

La Lazio dopo la prima giornata di ritorno era arrivata a ridosso della Juve, poi un crollo verticale. La Roma ha avuto problemi in panchina e in campo, ma con l'ultimo colpo di reni ha sorpassato i biancocelesti in classifica. Campionato a tinte non raggianti per entrambe le formazioni. Gonzalez nei giorni scorsi non si è trincerato dietro la diplomazia in vista della finale: "Al triplice fischio chi ne uscirà vincitore avrà fatto una grandissima stagione, chi sarà sconfitto la chiuderà con l'amaro in bocca".


Giovedì 23 maggio 2013

Da La Repubblica:

"In caso di successo, la sua Lazio entrerà nella storia". Qualora ce ne fosse stato bisogno, ci hanno pensato alcuni rappresentati della Curva Nord — giunti ieri a Norcia — a ricordare a Petkovic quanto conti questa partita: "Avete la possibilità di diventare immortali, una fortuna che hanno in pochi. Magari potessimo giocare noi una gara così importante. Non c'è alternativa alla vittoria". Un discorso degno della miglior cinematografia americana: da brividi e capace di stimolare nel profondo il tecnico e la sua squadra. Avrà aiutato l'opera del mental coach Sandro Corapi, che ieri si è aggregato al resto del gruppo in ritiro: servono anche i suoi input per preparare al meglio la finale contro la Roma. È senza dubbio la partita più importante della stagione e vogliono partecipare tutti. Durante la sua gestione Petkovic non ha mai avuto così tanti (piacevoli) problemi di abbondanza. Gli acciaccati Hernanes, Mauri, Ederson, Konko e Pereirinha hanno messo alle spalle i rispettivi infortuni, si stanno allenando regolarmente. Klose è ormai recuperato al 100%: è tra i più determinati (d'altra parte la sua passione per il derby è storia risaputa) e contro la Roma vuole essere ancora decisivo. L'unico che fatica a rientrare in condizione è Alvaro Gonzalez: anche nell'ultimo allenamento ha svolto solo la prima parte con i compagni per poi proseguire da solo il lavoro in palestra. Il fastidio per la fascite plantare stenta a scomparire. L'uruguaiano si sta gestendo: al derby non vuole mancare per nulla al mondo. Biglietti: aperta ieri alle 10 la vendita libera. Nel corso della giornata i tifosi della Lazio hanno acquistato un migliaio di tagliandi: tra Distinti e Tribuna Tevere ne restano ancora disponibili circa 8mila.


Dalla Gazzetta dello Sport:

Mattinata a spasso nel centro storico sotto un timido sole, pomeriggio in campo sotto una pioggia battente e con una temperatura in picchiata. La seconda giornata della Lazio nel ritiro di Norcia è trascorsa tra alti e bassi meteorologici e anche umorali. Perché se da un lato il malessere iniziale per il ritiro ha lasciato il posto ad una più realistica presa di coscienza della situazione, dall'altro la scelta di isolarsi dal mondo qualche perplessità continua a suscitarla all'interno del gruppo. Capita, ovviamente, nelle lunghe ore da trascorrere in albergo. Una volta in campo, però, la truppa biancoceleste si trasforma. Niente musi lunghi, nessun atteggiamento di sufficienza. Solo concentrazione feroce in vista della partita che vale una stagione. Petkovic ne ha portati 23 qui in Umbria. E ieri pomeriggio, nella prima parte della seduta unica fatta svolgere dal tecnico, erano tutti in campo. Compreso Gonzalez che continua a soffrire per la fascite plantare. L'uruguaiano ha svolto l'intera parte atletica dell'allenamento, poi però è rientrato in palestra quando è iniziata la parte tecnica. Lo staff tecnico-sanitario ha deciso di gestirlo a piccole dosi: meglio non sovraccaricare troppo il piede infortunato. Il Tata in ogni caso domenica in campo ci sarà, anche se non nelle condizioni ideali.

Decisamente migliore è invece la situazione relativa a Hernanes e Radu. Il brasiliano pare pienamente recuperato. Ieri, oltre a svolgere l'intera seduta (compresa la partitella finale), al termine dell'allenamento si è pure a lungo esercitato sui tiri dalla distanza. Segno che l'affaticamento muscolare è ormai alle spalle. Buona pure la situazione del terzino romeno. Che si è allenato senza mascherina protettiva. Non l'ha indossata neppure in occasione della partitella conclusiva, nella quale peraltro Radu non ha evitato contrasti e contatti. Presto per dire che anche al derby potrà fare a meno della mascherina, ma da ieri l'ipotesi non è più impossibile.


Ritiro blindato, anzi blindatissimo. Anche troppo. Sì, ci saranno pure motivazioni scaramantiche (visti i precedenti tutti positivi) nella scelta di preparare a Norcia il derby più importante della storia. Ma, a giudicare da come il ritiro è stato organizzato, la Lazio pare proprio aver scelto la dimora umbra per chiudersi al mondo esterno. O almeno tentare di farlo. Clausura totale, insomma, nell'eremo di Norcia. Con pochissime eccezioni. Come quella concessa ieri mattina da Petkovic che ha lasciato liberi i giocatori di fare una passeggiata per il centro storico della cittadina umbra, peraltro semi-deserta in questo periodo anche e soprattutto a causa di condizioni atmosferiche più invernali che primaverili (ieri pomeriggio la temperatura era scesa a 12 gradi). Giocatori blindati e allenamenti secretati. Attorno al campo che ospita le sedute dei laziali sono stati issati dei teloni per tenere lontani occhi indiscreti. Peccato, però, che dalla collinetta che sovrasta il campo è comunque possibile osservare l'allenamento. E così i pochi tifosi presenti hanno comunque potuto vedere (sia pure a una certa distanza) i loro beniamini. "Siamo venuti qui proprio per stare tranquilli, cercate di capirci", è stato loro spiegato da parte di alcuni uomini dell'entourage dirigenziale.

Il lavoro vero, quello che effettivamente potrà fare la differenza domenica nel derby più atteso di sempre, si sta peraltro svolgendo non sul campo, ma all'interno dell'albergo che ospita i biancocelesti. E' il lavoro psicologico. Fondamentale, perché una partita come quella di domenica si vince con la testa molto più che con le gambe. E a motivare i giocatori, oltre a Vlado Petkovic (che sin dall'inizio della stagione ha fatto dei dialoghi individuali, uno dei suoi cavalli di battaglia) sta provvedendo pure il mental coach che da qualche settimana è costantemente al fianco della squadra. Sandro Corapi, questo il suo nome, fa ormai parte del gruppo in pianta stabile. Se la Lazio dovesse mettere le mani sulla Coppa, un piccolo posticino nella storia del club ci sarà pure per lui.


Dal Corriere della Sera:

Klose da solo oppure insieme a Floccari? Dal dubbio di Petkovic dipende la versione di Lazio che giocherà il derby cercando di prendere in un colpo solo Coppa Italia ed Europa League. La punta unica è un salto indietro al girone d'andata, quando la squadra girava e i punti arrivavano, mentre il doppio attaccante corrisponde all'ultima Lazio vincente, quella del 6-0 al Bologna, per intenderci. Le non perfette condizioni di Gonzalez potrebbero lanciare Floccari. Ovviamente se Hernanes confermerà i progressi, altrimenti toccherà inventarsi qualcosa di nuovo. Petkovic ci rimugina nell'eremo di Norcia, un bunker che la società ha voluto impenetrabile per evitare che filtrino indiscrezioni sulla formazione e per far sì che la squadra ritrovi se stessa. Un aiuto al tecnico arriva dallo psicologo, salito in ritiro apposta per fargli prendere un verso. Alla squadra, invece, ieri hanno pensato i tifosi della curva, giunti a Norcia in delegazione: "Avete la possibilità di diventare immortali, non potete fallire, esiste solo la vittoria", il messaggio è chiaro. Intanto la Lazio ha scoperto di avere un clone, l'Al-Quwa Al-Jawiya, squadra di Baghdad che milita nella serie A irachena.

Che cosa hanno in comune? Lo stesso simbolo, l'aquila, e la maglia. E non quella biancoceleste che sarà sfoggiata del derby di domenica, ma quella storica indossata dagli "eroi" del -9 (stagione 1986-87), con l'aquila stilizzata sul petto, tra l'altro marchio di proprietà della famiglia Casoni. L'estate scorsa i tifosi avevano espresso il desiderio di rivedere quel disegno sulle divise attuali, per questo la notizia secondo cui la maglia preferita è ora quella ufficiale di un club iracheno non è stata presa benissimo e sul web è divampata la polemica. Una gaffe o un tarocco? La Macron, sponsor tecnico della Lazio, ha detto che non c'entra niente: "Totale estraneità – la nota ufficiale – già avviati i dovuti provvedimenti per salvaguardare il proprio marchio e l'abbinamento con il marchio della S.S. Lazio".


Dal Corriere dello Sport:

Qui se la giocano San Benedetto da Norcia, patrono d'Europa, e Santa Rita da Cascia, distante appena 18 chilometri e il cui Santuario è diventato meta di pellegrinaggi. Può darsi che Lotito preferisca il primo, non solo perché ci ha mandato di nuovo la Lazio in ritiro, ma perché gli ricorda il significato spirituale di uno dei suoi latinismi preferiti. "Ora et labora" era la raccomandazione di San Benedetto, fondatore del monachesimo benedettino, ai suoi discepoli. Qui Petkovic e la squadra biancoceleste sono stati spediti a meditare, riacquistare serenità e lavorare in preparazione della finale di Coppa Italia. La sconfitta di Trieste con il Cagliari e l'epilogo poco entusiasmante del campionato meritavano un intervento deciso, un ultimo tentativo per rianimare un gruppo che da febbraio procede a singhiozzo e tra tante difficoltà. Si confida nella scaramanzia: è la sesta volta, negli ultimi dieci anni, che la Lazio sceglie di rifugiarsi in Valnerina e tutti i precedenti sono favorevoli. Mancini nel 2003 preparò in una settimana i preliminari di Champions in cui eliminò il Benfica. Nel 2006 Rossi impostò la seconda fase del ritiro estivo che lo portò verso il terzo posto e ci tornò nell'aprile 2009, sull'orlo dell'esonero, per ricompattare la squadra: nella domenica successiva vinse 4-2 il derby con la Roma e un mese dopo la finale di Coppa Italia con la Samp di Mazzarri. L'ultima volta a Norcia risale all'inverno 2010: Reja, toccato il punto più basso con la sconfitta in casa con il Bari e dopo aver pensato alle dimissioni, riuscì a creare i presupposti per svoltare a Cagliari e creare i presupposti per costruire la salvezza.

Carlo Bianconi, proprietario dell'hotel Salicone e del campo dove si allena la Lazio, all'ora di pranzo pensando al derby sospirava. "Speriamo che il Signore ci aiuti". Ha qualcosa di mistico la partita di domenica. Nel giorno in cui le delegazioni delle due società facevano visita a Papa Francesco in Vaticano, qui ieri si concludevano le celebrazioni per la Festa di Rita, famosa per essere la Patrona dei casi impossibili. Si vive di turismo religioso, non di solo calcio e anche gli alberghi di Norcia dopo l'ora di pranzo e un week end popolatissimo hanno cominciato a svuotarsi. Calma piatta e silenzio totale, il modo migliore per concentrarsi, viaggiando tra il sacro e il profano. Ieri mattina una delegazione della Curva Nord, formata da tre tifosi, ha avuto un breve incontro con Petkovic. "Se vincerete questo derby, diventerete immortali per la tifoseria" il messaggio inviato alla squadra attraverso il tecnico di Sarajevo, che per la verità avrebbe preferito restare ad allenarsi a Formello. Ma Vlado ha la pelle dura e pensa positivo: s'è già messo l'ultima delusione alle spalle e sta vivendo con grandissima concentrazione questa vigilia. Ieri mattina passeggiata in paese, con il mister bosniaco e il ds Tare in testa al gruppo, e un pallido sole a scaldare Piazza San Benedetto. Alle cinque di pomeriggio l'allenamento sotto nuvole basse e cariche di pioggia, con l'effetto di abbassare il termometro a temperature invernali, guardando i Monti Sibillini.

Ritiro blindato sino ad un certo punto, anzi molto meno rispetto a tre anni fa, quando la Lazio rischiava la retrocessione in B e fu costretta a scappare da Roma perché contestatissima dai suoi tifosi. All'epoca polizia e camionette dei carabinieri circondavano l'albergo Salicone e presidiavano gli accessi, ieri il cancello era aperto. Sono stati messi i teloni intorno alla rete di recinzione, perché è normale tutelare la privacy e il lavoro tattico di Petkovic, ma il campo e gli allenamenti si vedono molto meglio che a Formello. Se l'obiettivo fosse stato quello di nascondersi, la Lazio non sarebbe venuta qui in ritiro, ma la lontananza da Roma può aiutare ad allentare lo stress. I giocatori ieri, dopo qualche classico malumore da primo giorno di ritiro, erano molto più sereni. Nell'eremo di Norcia la squadra biancoceleste è coccolata. Alle otto, nel pieno rispetto della tradizione e in un clima familiare, tutti a cena a Palazzo Seneca, evitando stravizi, perché questo è il paese del Tartufo Nero e dei salami. Così sì, ci si può ritrovare.


La vendita libera ha scongiurato il flop che si stava profilando all'orizzonte. Ieri sono stati staccati circa diecimila biglietti che portano il totale a quota 48mila. La Roma ha visto andare esauriti anche i due settori di Distinti, stesso obiettivo raggiunto anche dalla Lazio. In pratica Nord e Sud (considerando anche i Distinti) sono già al completo mentre ci sono ancora buone disponibilità sia per la Tribuna Monte Mario che per la Tevere, assegnate com'è noto la prima alla Roma e la seconda alla Lazio. In particolare della Monte Maio sono stati venduti 4mila biglietti su una disponibilità di 8.500. Il tutto esaurito non verrà raggiunto, non solo perchè le tribune costano troppo (120 euro non sono alla portata di tutti), ma anche perchè d'accordo con l'Osservatorio, la Lega non metterà in vendita i tagliandi per il massimo della capienza dei due settori. Ci sarà un ampio cuscinetto di posti vuoti sia tra la Monte Mario e i Distinti Nord che tra la Tribuna Tevere e i Distinti Sud per motivi di sicurezza.


C'è anche Alessandro Corapi, il mental coach chiamato da Lotito qualche settimana fa, con la Lazio nel ritiro di Norcia. Il motivatore fa ormai parte stabilmente dello staff. Sabato e domenica scorsa ha partecipato alla trasferta di Trieste per la partita con il Cagliari, concluderà la stagione con i biancocelesti. Già da più di un anno gravita a Formello, lo conosceva anche Edy Reja. In passato aveva avuto contatti con alcuni giocatori, dopo la sconfitta di Udine (metà aprile) è stato coinvolto dalla società per un intervento più ampio, mettendo la propria esperienza a disposizione del gruppo. Provando a concentrarsi e ritrovarsi in vista del derby di Coppa Italia.


La fascite plantare al piede destro lo tormenta e non gli dà tregua. E' tornata a farsi sentire. Anche ieri, come martedì pomeriggio, Alvaro Gonzalez ha svolto un lavoro differenziato. Riscaldamento, parte atletica, poi sotto la doccia e sul lettino dei fisioterapisti. Niente partitella, niente tiri in porta, niente esercitazione tattica. Ogni giorno che passa senza allenarsi diminuiscono le possibilità di vederlo in campo nel derby con la Roma. Va avanti così dall'inizio di aprile. Si gestisce oppure si trascina, dipende dai punti di vista. A Trieste è stato impiegato negli ultimi venti minuti della partita con il Cagliari per dare il cambio a Konko. L'uruguaiano non sta bene, non si arrende, sarebbe capace di scendere in campo anche con una gamba sola. Ma la preoccupazione c'è e appare più marcata rispetto ai giorni scorsi, in cui si dava per scontato il suo recupero. Non è affatto così o almeno non si può dire con certezza se Gonzalez riuscirà a entrare nel blocco dei titolari, come vorrebbe Petkovic. Si valuterà da qui a domenica e ogni giorno sarà buono per verificarne i progressi. Ma il dolore c'è e non sembra destinato a scomparire se non quando potrà andare finalmente in vacanza e si prenderà un periodo di riposo totale. Ieri, con il campo bagnato dalla pioggia, non era il caso di sottoporlo a fatiche insopportabili. Oggi si vedrà se e come farlo allenare, ma questo era e resta il dubbio principale della formazione della Lazio.

Ieri pomeriggio alle 17 la squadra biancoceleste è tornata ad allenarsi al Salicone. Un sopralluogo del team manager Manzini e del mental coach Corapi è servito per capire come tappezzare con altri teloni la rete di recinzione che si affaccia su via Montedoro, a monte del campo, per nascondersi meglio. Dalla strada, come è sempre successo tutte le volte in cui la Lazio è venuta in ritiro a Norcia, l'allenamento si vede benissimo, molto meglio che a Formello. E non c'è neppure tanto da scoprire. Un bel diluvio ha accolto i giocatori sul campo, poi c'è stata una tregua e il lavoro è proseguito bene. Se Gonzalez è in dubbio, Hernanes ha dimostrato di essere perfettamente recuperato dall'affaticamento muscolare che gli aveva impedito di giocare a Trieste. Il Profeta ha svolto l'intero allenamento, ha giocato la partitella, ha calciato in porta di destro e di sinistro. A parte l'uruguaiano, tutti disponibili, compreso Pereirinha, recuperato da uno stiramento. Radu, dopo la prima parte dell'allenamento, ha tolto la mascherina per giocare la partitella. Anche Klose ha dimostrato una buona condizione. Il freddo sta ritemprando la Lazio, sperando che domenica pomeriggio all'Olimpico lo sbalzo di temperatura non sia eccessivo.

Dalle mosse di Petkovic, che ha improvvisato un dieci contro nove per concludere l'allenamento, si è capito quanto già si sapeva e si è intuita buona parte delle sue scelte. Punterà sul 4-1-4-1. La linea difensiva sembra fatta: Konko a destra, Biava e Dias centrali, Radu a sinistra. Ledesma in regìa, Hernanes e Onazi gli interni. Candreva e Lulic sulle fasce, Klose davanti. Le prossime ore serviranno per capire se Cana può scavalcare Biava e sottrargli un posto da titolare, se Gonzalez riuscirà a recuperare costringendo Onazi alla panchina. Difficile che il capitano Mauri possa entrare in campo dall'inizio: non gioca novanta minuti filati dal 3 febbraio (Genoa-Lazio) e l'ultima da titolare risale alla trasferta di Udine. In una partita che potrebbe arrivare sino ai supplementari rappresenterà, con Floccari ed Ederson, una delle carte da giocare a partita in corso.


Da Il Tempo:

Si è scelto di rischiare, ma non è detto che ne valga la pena. Quattro giorni di vendita libera potrebbero non essere sufficienti per riempire l'Olimpico. La finale di Coppa Italia, con le due squadre della capitale protagoniste, potrebbe giocarsi in uno stadio mezzo vuoto e sarebbe una sconfitta per tutti. A partire dalle istituzioni, che in nome della sicurezza hanno portato avanti una lunga battaglia, salvo poi tornare sui propri passi ed accettare la volontà delle società e della Lega, approvando l'inizio della vendita senza vincoli. Ma la terza fase è partita solo ieri mattina alle 10, quasi in sordina, e le file davanti ai Roma Store o ai Lazio Style c'erano sì, ma i tifosi non hanno dovuto fare nottata, né tantomeno aspettare per ore davanti alle biglietterie, per ottenere un posto in distinti o in tribuna. Prima che scattasse questa ultima fase di vendita, i tagliandi staccati erano 38.500, ora si è arrivati a quota 43 mila (omaggi esclusi: con quelli si arriva fino a circa 45 mila presenze con 23.500 romanisti e 21.500 laziali). Non esattamente il boom che ci si aspettava nel primo giorno in cui i tifosi non tesserati potevano garantirsi un biglietto. L'obiettivo è il tutto esaurito. Perché se l'Osservatorio, la Questura e il Gos hanno messo da parte la questione sicurezza, che aveva fatto traballare anche ora e data della finale, è per portare più soldi nelle casse della Lega e delle due società. Finora l'affluenza non sta premiando questa rischiosa scelta. Un dato significativo arriva dalla differente risposta dei tifosi: se fino a questo momento c'era sostanziale equilibrio tra le due parti, questa mattina sono stati più romanisti che laziali a recarsi presso i punti vendita autorizzati. Nonostante ciò, i distinti Sud non sono esauriti. Restano posti liberi anche in quelli Nord, in Monte Mario e in Tevere, ma per vedere la partita dalle tribune bisogna spendere 120 euro, perciò, almeno questo, c'era da aspettarselo.



Cronache ed eventi prima della finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013 - p. 1

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