Domenica 14 aprile 2002 - Firenze, stadio Artemio Franchi - Fiorentina-Lazio 0-1


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14 aprile 2002 - 2997 - Campionato di Serie A 2001/02 - XXXI giornata

FIORENTINA: Taglialatela, Adani, Pierini, Torricelli, A.Agostini (65' M.Rossi), Amaral, Amoroso, Di Livio, Adriano (54' Gonzalez), Ganz, Palombo (69' Robbiati). A disposizione: Manninger, Bartolucci, Moretti, Fedeli. Allenatore: Chiarugi.

LAZIO: Peruzzi, Pancaro, Stam, Fernando Couto, Favalli, Castroman (62' Poborsky), Giannichedda, Liverani (82' Simeone), Mendieta, Fiore (75' Cesar), C.Lopez. A disposizione: Marchegiani, Gottardi, Negro, S.Inzaghi. Allenatore: Zaccheroni.

Arbitro: Sig. Pellegrino (Barcellona Pozzo di Gotto).

Marcatori: 24' Castroman.

Note: Ammoniti Liverani, Torricelli, Pancaro. Recuperi: 2' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 7.000 circa.


La rete di Martin Lucas Castroman
La curva viola vuota per protesta per la retrocessione matematica in Serie B

Firenze si è rifiutata di retrocedere. Semplicemente, non c'era. Il giorno dell'aritmetica, della B annunciata e compiuta, i tifosi non sono entrati allo stadio. Neppure nel secondo tempo, come fecero contro l'Inter due domeniche fa, nella prima delle giornate dello sciopero anti-Cecchi Gori. E la Fiorentina è retrocessa da sola. Con le sue miserie e i suoi rimpianti e le sue troppe polemiche. Senza neppure giocare la sua peggiore partita, contro la Lazio, eppure perdendo - basta un gol di Castroman nel primo tempo - come altre diciotto volte quest'anno. Nello stadio vuoto fanno rumore soltanto i tremila venuti da Roma che ringraziano divinità assortite per il piacere di assistere alla caduta dei viola. E intanto i loro vaffa per Zaccheroni, grande sconfitto del derby, fanno l'eco contro i gradoni della Fiesole. Che non si riempie, accidenti. Eppure i cancelli sono aperti, e lo rimangono fino all'ultimo. Perfino Bianchi e Pavone, presidente e d.s., si risparmiano il disonore: assenti. La faccia della società in B è solo quella dell'amministratore delegato Zerounian, in tribuna vip. Ma a pensare male si fa peccato, i due lavorano per il futuro: Bianchi è segnalato a Modena per la partita con il Palermo, pare che l'osservato speciale sia Bortolo Mutti. Pavone, invece, segue Roberto Musso, giovane esterno della Fiorentina in comproprietà con il Cittadella. Del resto il presente sono macerie, non ci cresce nemmeno più l'erba. Efficace il commento di Luciano Chiarugi, suo malgrado costretto ad essere ricordato come l'allenatore della terza retrocessione: "In serie B servono giocatori che abbiano rabbia, grinta, attaccamento alla maglia. Quindi sì, c'è molto da cambiare...".

Impossibile non cambiare uomini come Marco Rossi, che quei pochi tifosi viola presenti allo stadio bersagliano della loro rabbia e frustrazione, facendone il simbolo delle messe in mora, delle abulie, dei menefreghismi dei compagni tutti. "L'ho mandato al macello? È troppo facile fare il calciatore quando le cose vanno bene, spiega Chiarugi. "Questo mestiere dà soldi e notorietà, ma anche responsabilità". Ci vorrebbero 11 Taglialatela, ieri premiato come migliore in campo, e sinceramente emozionato: "Io in B? Certo. Ho il contratto per un altro anno, sono orgoglioso di vestire questa maglia. Se la società vuole, sono pronto". Pronto non è più Adriano, salvatore della patria tre mesi fa e oggi fantasma senza nemmeno buone intenzioni. Ma la rabbia del popolo viola sa sopportare anche questo. Firenze è silenziosa in questi giorni, triste e silenziosa. La prova anche ieri, quando i casini sono arrivati tutti dai laziali: tafferugli, due agenti feriti, due romani denunciati, lacrimogeni e altre amenità. Decisamente, gli anni delle rivoluzioni, del ferro e del fuoco, dei giocatori inseguiti a piedi su per il viale dei Mille, sembrano finiti. Forse la città ha deciso che non vale la pena passare dalla parte del torto. Chi ha torto, il questa penosa storia fiorentina, deve restare uno solo: Vittorio Cecchi Gori. Contro di lui, contro la sua manifesta intenzione di restare sulla tolda a dispetto di tutti i santi, i tifosi protesteranno giovedì sera con una grande fiaccolata. Partenza da piazza Indipendenza, arrivo in piazza della Signoria. La Firenze ieri che non è entrata allo stadio sarà tutta lì.

Fonte: Corriere della Sera