Domenica 15 marzo 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Chievo Verona 0-3


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15 marzo 2009 - 3.321 - Campionato di Serie A 2008/09 - XXVIII giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Siviglia, Cribari (82' Rozehnal), Kolarov, Brocchi (46' Mauri), Ledesma, Matuzalem, Foggia, Pandev (46' Rocchi), Zarate. A disposizione: Carrizo, De Silvestri, Radu, Manfredini. Allenatore: D.Rossi.

CHIEVO: Sorrentino, Frey, Morero, Yepes, Mantovani, Pinzi, Luciano (73' Colucci), Marcolini, Rigoni, Makinwa (17' Bogdani), Pellissier (87' Sardo). A disposizione: Squizzi, Scardina, Italiano, Esposito. Allenatore: Di Carlo.

Arbitro: Sig. Girardi (San Donà di Piave) - Assistenti Sigg. Comito e Giachero - Quarto uomo Sig. Pinzani.

Marcatori: 27' Bogdani, 29' Pellissier, 87' Pellissier.

Note: giornata primaverile, terreno in ottime condizioni. Espulso Kolarov al 65' per gioco scorretto. Ammoniti: Morero, Luciano, Siviglia, Zarate, Yepes. La Lazio ha giocato con il lutto al braccio per la morte dell'ex Presidente Ugo Longo, deceduto sabato, a cui è stato dedicato un minuto di silenzio. Recuperi: 3' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 30.000 circa.


Il ricordo dell'ex presidente biancoceleste Ugo Longo sul tabellone dell'Olimpico
Il minuto di raccoglimento in memoria del dirigente biancoceleste
L'espulsione di Aleksandar Kolarov
Proteste biancocelesti verso l'arbitro
Emilson Cribari dopo la sostituzione
Pellissier contrastato da Sebastiano Siviglia
La rete del 2-0 di Pellissier
Bogdani svetta su Sebastiano Siviglia e Stephan Lichtsteiner
Stephan Lichtsteiner in azione
Pellissier in azione

Il Chievo stende una Lazio irriconoscibile. I gialloblù passano 3-0 allo stadio Olimpico, conquistano tre punti d'oro nella corsa verso la salvezza e fanno svanire i sogni biancocelesti di Champions League. La formazione di Di Carlo torna a casa con una vittoria meritata al termine di un match giocato con ordine e concretezza dall'inizio alla fine. I veneti sono più spigliati degli avversari sin dal primo minuto anche se va detto, a parziale difesa della Lazio, che la prestazione dell'arbitro Girardi è stata insufficiente. Tanti falli e falletti a favore dei biancocelesti non fischiati e la mancata espulsione di Luciano che, già ammonito, avrebbe meritato il rosso pochi minuti dopo l'espulsione di Kolarov.

I piani degli ospiti sembrano complicarsi al 17' quando si fa male l'ex biancoceleste Makinwa: l'attaccante nigeriano deve lasciare il posto a Bogdani. La sostituzione si rivela alla fine azzeccata perché al 27' l'albanese indovina il colpo di testa vincente e firma l'1-0 per i clivensi. La Lazio è stordita, il Chievo ne approfitta e colpisce ancora: Pellissier scappa in contropiede, vince diversi rimpalii e batte Muslera per il 2-0 al 29'. La Lazio fatica a riordinare le idee e la reazione al doppio svantaggio non c'è. Per vedere in azione Sorrentino bisogna aspettare il 43' quando il portiere del Chievo è strepitoso nell'intervento che nega il gol a Foggia che si era ben smarcato in area.

I capitolini provano a riaprire la gara in avvio di ripresa ma, nel tentativo di accorciare le distanze, offrono spazi in abbondanza ai veneti che al 62' sprecano con Bogdani il pallone del 3-0. Al 65' il progetto di rimonta biancoceleste diventa ancor più complicato poiché Kolarov abbatte Yepes. Girardi mostra il cartellino rosso al difensore biancoceleste e la Lazio resta in dieci. I padroni di casa rischiano di far gol solo nella porta sbagliata al 75' quando Matuzalem colpisce di testa e quasi beffa Muslera. All'84' provvede Pellissier a chiudere definitivamente i conti. Dopo un assist di Colucci la punta non può far altro che spingere la palla in rete per il 3-0 a favore dei veronesi. Il Chievo respira, la Lazio perde probabilmente l'ultima chance per agganciare il treno che insegue il quarto posto e esce dal campo tra i fischi.

Emilson Cribari scoppia in lacrime davanti a taccuini e microfoni e dice: "A fine campionato lascerò la Lazio, ho deciso, parlerò con il Presidente, se vuole può anche tenere gli ultimi tre-quattro mesi di stipendio, non è un problema per me. Non ho chiesto io la sostituzione, probabilmente la reazione dell'ambiente ha fatto il resto (è stato fischiato dai tifosi, ndr). Fino alla fine della stagione, se verrò chiamato in causa darò il mio, assolutamente, ma alla fine di quest'anno chiederò di andare via, è un po' che ci sto pensando: non me la sento più"'. "Era particolarmente stanco, noi eravamo in dieci e lui non riusciva più a salire", questa la spiegazione del tecnico biancoceleste Delio Rossi che però non sa cosa pensare: "Onestamente rimango basito davanti a questa cosa, se vuole andare via per la sostituzione c'è qualcosa che non quadra".

"Troppo brutti per essere veri. Mi auguro sia stata solo una partita sbagliata, dobbiamo recitare tutti il mea culpa". Delio Rossi non salva niente della Lazio vista contro il Chievo. Tre gol e zero prestazione, una squadra sola in campo. "Faccio fatica a spiegare una partita così. Abbiamo fatto tutti male, compreso me - dice il tecnico biancoceleste - c'è poco da salvare, siamo tornati indietro, eravamo troppo brutti per essere veri. Dobbiamo smettere di fare l'altelena dopo un lotto di buone prestazioni: spesso e volentieri cadiamo, come è successo oggi e come è successo a Bologna. Mi auguro che sia solo un black-out. Ma penso che se si vuole crescere non dobbiamo fare queste prestazioni altalenanti, poi si può anche perdere, ci sta".

Severo il presidente Lotito che non risparmia frecciate all'arbitro pur senza nominarlo: "Poco concentrati, poco determinati e poco volitivi, ma è altrettanto vero, però, che fattori non riconducibili ad aspetti tecnici hanno influito nell'andamento della gara". Il riferimento potrebbe essere al modo in cui è stata diretta la gara? "Non parlo dell'arbitro, io dico solo che ci sono persone deputate a guardare le partite". E poi l'analisi prosegue sulla prestazione della squadra. "È stato sbagliato l'approccio alla gara, eravamo scarichi a livello mentale, c'è stato poco sacrificio. Per fare una similitudine, sembravamo uno scolaro che, dopo il primo trimestre con tutti nove, affronta il secondo con leggerezza. Questo però non è possibile".

Fonte: Il Messaggero


La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio da incubo. Salto triplo: Chievo vede la salvezza. In due minuti i biancocelesti si squagliano: colpo all'Olimpico con Bogdani e due gol di Pellissier".

Continua la "rosea": Era dal 19 ottobre, settima giornata, che il Chievo non occupava uno degli ultimi tre posti in classifica. Cinque mesi dopo, il piccolo miracolo si rimaterializza nell'Olimpico biancoceleste, un campo amico per antica tradizione (tre vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta). Il 3-0 col quale la Lazio è spazzata via, rete di Bogdani e poi doppietta di Pellissier, non ammette discussioni e ha la particolarità di rappresentare fedelmente il divario espresso dalle due squadre in campo. Un dominio totale, quello del Chievo: tattico, fisico, temperamentale. La salvezza, per una squadra che ha perso solo una delle ultime undici partite (a Firenze, e fu un mezzo "furto"), è una ovvia e meritata conseguenza. Quanto alla Lazio, sparisce sul più bello, dopo tre vittorie consecutive (più una di Coppa Italia con la Juve), proprio quando si ricominciava a parlare di obiettivo Champions: non è la prima volta, già in due occasioni nel girone d'andata, prima del match interno col Lecce (1-1) e prima del derby (perso 1-0) la Lazio sembrava pronta per il decollo verticale. Salvo precipitare subito dopo. E tre indizi fanno una prova. Un episodio apparentemente trascurabile, l'infortunio di Makinwa che lo mette k.o. dopo un quarto d'ora. Gli subentra Bogdani, un pivot al posto di un quattrocentista: è quello che ci vuole per farsi largo tra le statue dormienti della difesa laziale.

Siviglia, Cribari e Lichtsteiner osservano Bogdani staccare sul cross di Frey per il gol di testa che 7 minuti dopo il suo ingresso in campo indirizza la partita. Poi l'uno-due. Non passa nemmeno un minuto per il raddoppio in contropiede di Pellissier che sfrutta ancora gli errori di Cribari e Siviglia. E' un gol tagliagambe. Infine, e sempre, il pressing. Che il centrocampo a rombo di Di Carlo esalta. Con Pinzi vertice alto e con Pellissier seconda punta sempre pronto a raddoppiare su Lesdesma e Matuzalem, i due registi, per la Lazio "orizzontale" è notte fonda. Dall'inizio alla fine. Al di là delle amnesie difensive, un solo tiro vero e sul 2-0, la bella parata di Sorrentino su Foggia, il meno peggio dei suoi. I cambi di Rossi, l'esagerato individualismo di Zarate e il tridente a rate (Rocchi per Pandev all'inizio della ripresa, insieme a Mauri per Brocchi) stavolta non funzionano. La Lazio guadagna solo un po' di campo costringendo Pinzi ad arretrare sulla linea di Rigoni. Ma sul più bello di una ipotesi di rimonta comunque problematica, arriva la giusta espulsione di Kolarov, per un fallaccio su Yepes. Il resto è tutto contropiede del Chievo, il bis di Pellissier una ovvia conseguenza.

Il Chievo gioca bene, anzi benissimo. Pinzi e Marcolini sono le due anime del centrocampo, la difesa ha qualche sbavatura ma sa stringersi intorno a Yepes, e Sorrentino ha nelle sue corde la superparata. In avanti è più squadra da contropiede, e questo conferma la maggiore attitudine a fare punti in trasferta (15 contro 12). Di Carlo, infine, è un tecnico che cura anche le sfumature: non appena l'arbitro Gilardi grazia Luciano dì una ammonizione che vale il rosso (5 minuti dopo l'espulsione di Kolarov), lui lo toglie, risparmiando complicazioni. Al giocatore e al Chievo.


La Repubblica titola: "Il Chievo da trasferta non tradisce. Tre gol a un'irriconoscibile Lazio. I veneti espugnano l'Olimpico. Due marcature nel giro di un minuto a metà del primo tempo tagliano le gambe ai biancocelesti. Sterile la reazione nella ripresa, e arriva la terza rete in contropiede di Pellissier".

L'articolo prosegue: Ancora una volta la Lazio si scioglie come neve al sole al momento della verità. All'Olimpico un Chievo praticamente perfetto travolge 3-0 i biancocelesti e conquista tre punti d'oro per la corsa verso la salvezza. La squadra di Delio Rossi, oggi a tratti imbarazzante, neanche stavolta riesce a superare l'esame di maturità, come già contro il Cagliari nella prima d'andata. E fallisce anche nell'impegno di onorare al meglio la memoria dell'ex presidente Longo, scomparso ieri. Dopo le tre vittorie di fila, i biancocelesti crollano sotto i colpi dei veneti e devono ridimensionare le proprie ambizioni europee. La squadra di Di Carlo conferma il buon momento e si porta fuori dalla zona retrocessione: quintultimo posto con 27 punti, tre lunghezze sopra il Torino. Delio Rossi presenta la stessa formazione che domenica scorsa ha espugnato il San Paolo, con l'eroe del San Paolo Rocchi in panchina e la coppia d'attacco formata da Zarate e Pandev. Nel Chievo Di Carlo si affida a Pinzi trequartista a ispirare Pellissier e l'ex laziale Makinwa.

L'avvio di gara è equilibrato con la Lazio, col lutto al braccio per ricordare Ugo Longo, che spinge senza però pungere e gli ospiti ordinati e ben messi in campo a controllare senza rinunciare alle ripartenze. È proprio il Chievo a dare la sensazione di maggior dinamismo anche se al 20' deve rinunciare a uno dei suoi uomini migliori Makinwa, fermato da un infortunio alla coscia. L'attaccante nigeriano deve lasciare il campo a Bogdani e l'ingresso dell'albanese è devastante per la Lazio. È il 27' e sul cross dalla sinistra di Frey, il centravanti clivense supera Siviglia e Cribari e, di testa, insacca alle spalle di Muslera. Non passano neanche due minuti e la Lazio subisce un'altra mazzata. Pellissier conquista il pallone a centrocampo e parte in velocità, supera un paio di avversari e a tu per tu col portiere biancoceleste lo scavalca con un tocco morbido. È un uno-due micidiale: la squadra di Delio Rossi è stordita e riesce a rendersi pericolosa solo al 43' con Foggia che costringe Sorrentino a un grandissimo intervento. Nella ripresa Rossi butta dentro Mauri e Rocchi al posto di Brocchi e Pandev.

Il tecnico biancoceleste si affida in particolare al bomber veneziano per cercare la rimonta. Ma così non è. Il Chievo continua a giocare in maniera ordinata e non si scompone. È la Lazio, semmai, a rischiare di più. E al 20' i biancocelesti sono costretti anche a rimanere con l'uomo in meno per la giusta espulsione di Kolarov, punito per un brutto fallo su Yepes. Per i padroni di casa è notte fonda. Il Chievo trova il tris all'84' con Pellissier, doppietta per lui, ma i gol potrebbero diventare anche quattro se Bogdani non decidesse di graziare Muslera. Molti spettatori dell'Olimpico lasciano gli spalti anzitempo. Gli altri decidono di accompagnare la resa della squadra con sonori fischi.