Domenica 19 gennaio 2003 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 2-1


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

19 gennaio 2003 - 3026 - Campionato di Serie A2002/03 - XVII giornata

LAZIO: Peruzzi, Pancaro, Negro, Stam, Favalli, Fiore (87' Liverani), Giannichedda, Stankovic, Sorin (60' Simeone), Corradi, C.Lopez (90' Oddo). A disposizione: Marchegiani, Fernando Couto, Castroman, Chiesa. Allenatore: Mancini.

UDINESE: De Sanctis, Kroldrup, Sensini, Bertotto, Alberto, Pinzi, (83' Jankulovski), Pizarro, Pieri (71' Gemiti), Muzzi, Iaquinta (46' Warley), Jorgensen. A disposizione: Renard, Sottil, T.Manfredini, Muntari. Allenatore: Spalletti.

Arbitro: Sig. Pellegrino (Barcellona Pozzo di Gotto).

Marcatori: 27' Lopez, 41' Muzzi, 45' Fiore.

Note: espulso Alberto all'81' per reazione nei confronti di Corradi. Ammoniti Corradi e Pancaro per gioco scorretto, Stankovic e Jankulovsky per comportamento non regolamentare. Calci d'angolo: 6 - 6. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 7.545 per un incasso di 161.184 euro, abbonati 27.445 per una quota di 495.341,19 euro.

Il biglietto della gara
L'esultanza di Fiore
La rete di Claudio Lopez


La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio in volo. Ma che fatica! Contro una buona Udinese, decidono gli sprazzi di Lopez e Fiore. La squadra di Mancini è un po' appannata, i friulani pagano cara una disattenzione sul secondo gol di Fiore".

Continua la "rosea": E' ancora in Fiore, anche se col fiato corto, la Lazio che non perde dalla prima giornata di campionato, che agli archivi della storia diventerà seconda solo perché è da lì (Lazio-Chievo del 15 settembre) che si cominciò. L'Olimpico, lo stadio più ostico per i biancocelesti che fin qui ci avevano vinto due sole volte (Perugia e Modena), viene espugnato per la terza, così da chiudere il girone d'andata con l'aggancio all'Inter e al secondo posto in classifica. Vittoria soffertissima, quella contro una buona Udinese che vede interrotta una serie positiva lunga otto turni (non perdeva dal 6 novembre, San Siro col Milan) e che se fosse stata appena più attenta avrebbe potuto portare a casa un pari non immeritato. La distrazione fatale si è consumata nel minuto di recupero del primo tempo, poco dopo cioè che Muzzi (41') aveva replicato al bellissimo gol con cui Lopez (27') aveva sbloccato un match fin lì conciliatore di pennichelle invernali. L'Udinese doveva avere ormai nella testa l'intervallo e il classico tè caldo, e non ha fatto i conti con lo spirito che anima i laziali anche quando il portafoglio s'è fatto mezzo pieno e la sosta natalizia è ancora da digerire.

La fame, tanto per intenderci, non è venuta ancora meno a questa specialissima squadra (d'una ancora più speciale società) e la reazione all'"oltraggio" dell'1-1 è stata così veemente da stordire i friulani, non indenni da responsabilità nel settore difensivo. Così, Fiore, che già aveva servito l'assist di lusso dell'1-0, ha scagliato sotto la traversa di De Sanctis il cross con cui Lopez ricambiava la cortesia. Nessuna esultanza, secondo la buona etica dell'ex, ma una rete pesante. Tanto più riesaminando quel che è stato poi il secondo tempo, tutto o quasi, dopo un discreto inizio della Lazio, di marca Udinese. L'impressione che si è ricavata, al di là di due interventi importanti di Peruzzi e di un salvataggio di De Sanctis su punizione di Lopez, è che in questo specifico momento stagionale la condizione fisica dell'Udinese sia un pochino migliore di quella della Lazio. Che sta forse rifiatando e vive più di sprazzi che di quelle accelerazioni costanti cui ci aveva in precedenza abituato. Il gruppo, questo è certo, è più che mai compatto e intenzionato a durare, calciomercato permettendo. Lo si è visto anche nel modo di partecipare di uno come Sorin, che è lì con la messa in mora ancora in mano e che potrebbe sdoganarsi da un momento all'altro, ma che ha fatto il vice-Cesar con grande impegno e discreta resa. Bene dalla metà campo in su, meno nella fase difensiva dove Alberto, l'uomo dell'assist a Muzzi, lo ha largamente dominato.

L'Udinese può recriminare sull'espulsione del brasiliano, arrivata al minuto 81 per una manata a Corradi per la quale sarebbe potuto bastare il giallo se il fiscale guardalinee Griselli non avesse dirottato altrove l'arbitro Pellegrino, bravo invece a individuare il tuffo-simulazione del subentrato Jankulovski sull'uscita di Peruzzi. Ad aggravare una decisione che ha comunque pesato sui minuti finali della gara (Alberto era con Pizarro il più vivo dell'Udinese) è stata la mancata sanzione nei confronti di Favalli, che aveva anche lui allungato le mani. Mancini, che oltre a Cesar deve sempre fare a meno di Mihajlovic costringendo l'ottimo Stam a giocare centrale, ha rinunciato al rilancio di Couto, fidandosi più della vecchia guardia Pancaro-Negro-Favalli. E attenendosi al filone italiano ha confermato Giannichedda, affiancandogli Simeone (subentrato a Sorin) solo dopo un'ora, quando l'assalto dell'Udinese si faceva arrembante. Per niente costante, la Lazio è stata però micidiale nelle improvvisazioni nell'ambito delle quali ha sposato velocità e tecnica, quella che ha fatto la differenza nelle situazioni dei gol. Spalletti ha insistito sul tridente, con Muzzi e Jorgensen esterni e prima l'inutile e pesante Iaquinta e poi col più agile e funzionale Warley quali punte centrali, lasciandoci tuttavia prigionieri di un dubbio: forse con un centrocampista in più (magari Jankulovski, subentrato nel finale a Pinzi e che tuffo a parte ci è sembrato ben vivo) e con un attaccante in meno, l'Udinese avrebbe potuto creare più problemi alla Lazio, di quanto non sia riuscito con un modulo fin troppo offensivo.

Che in talune circostanze ha finito col dare a Lopez l'opportunità di muoversi in spazi assai ampi. Proprio perché sofferta, la vittoria della Lazio è tanto più preziosa. E consente alla banda Mancini di guardare a domenica prossima con particolare interesse: all'Olimpico la Reggina dovrà essere abbattuta senza la torre Corradi, che sarà squalificato, fidando più sulla resurrezione di Chiesa che su quella di Inzaghino, afflitto dal mal di schiena. Per qualche ora e magari in compagnia dell'Inter di Batistuta (che ospita l'Empoli) la Lazio potrà così agganciare il Milan. Godendosi poi una notturna molto particolare: Udinese-Milan. In uno stadio dove finora quest'anno non ha ancora vinto nessuno.