Domenica 21 luglio 2019 - Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Lazio-Triestina 5-2


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21 luglio 2019 - Auronzo di Cadore (BL), Stadio Rodolfo Zandegiacomo - Amichevole - inizio ore 17.00


LAZIO: Guerrieri (57' Adamonis), Vavro, Acerbi, Radu (46' Patric), Lazzari (67' Jorge Silva), Milinkovic (46' Parolo), Cataldi (46' Badelj), Luis Alberto (46' A. Anderson), Lulic (46' Jony), Correa (46' Adekanye), Immobile (46' Caicedo). Allenatore: S. Inzaghi.

TRIESTINA: Offredi, Formiconi (46' Scrugli), Malomo (46' Codromaz), Lambrughi, Frascatore (83' Ermacora), Mensah (88' Vicaroni), Coletti (46' Giorico), Maracchi (67' Salata), Beccaro (46' Steffè), Costantino (46' Procaccio), Granoche (83' Marzola). A disposizione: Rossi, De Luca, Gubellini, Loschiavo. Allenatore: Pavanel.

Arbitro: sig. Duzel (Castelfranco Veneto - TV) - Assistenti sigg. Cioffredi e Codemo.

Marcatori: 8' Immobile, 29' Milinkovic, 13' Correa (rig), 46' Codromaz, 50' Caicedo, 67' Caicedo, 86' Marzola.

Note: ammonito al 60' Steffé, al 63 Scrugli, al 79' Andrè Anderson tutti per gioco falloso. Al 75' a causa di un infortunio, Vavro esce dal campo lasciando la Lazio in dieci uomini.

Spettatori: 1.500 circa.


La formazione iniziale biancoceleste
Joaquin Correa e Ciro Immobile
Foto Getty Images
Luis Alberto in azione
Il calcio di rigore trasformato da Joaquin Correa
Manuel Lazzari
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Una fase di gioco
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Senad Lulic
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André Anderson
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Patric
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Un momento della gara
Foto sslazio.it

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, segnano tutte le punte. Caicedo duetta con Adekanye. Reparto in forma, da Immobile a Correa. L’ecuadoriano ne fa 2. Superata 5-2 la Triestina".

Continua la "rosea": Cresce il livello degli avversari e si abbassa l'entità delle goleade. Così, dopo i 30 gol messi a segno in due partite tra Auronzo e Cadore, alla terza uscita stagionale la Lazio deve "accontentarsi" di cinque reti (con due al passivo) contro la Triestina, che si candida al ruolo di protagonista nella prossima Serie C. Meno gol, ma maggiori indicazioni per Simone Inzaghi. Interessanti soprattutto quelle che arrivano nel primo tempo, quando il tecnico schiera la formazione migliore al netto degli infortuni (Leiva, Marusic e Wallace) e degli acciacchi (Strakosha e Proto). La prima frazione si chiude 3-0 per i biancocelesti grazie alle reti di Immobile (di testa), Correa su rigore e Milinkovic (anche lui di testa). Manovra fluida, tante occasioni (e un gol annullato per fuorigioco a Immobile), trame di gioco interessanti, grazie soprattutto al quadrilatero magico composto da Milinkovic, Luis Alberto, Correa e Immobile. Molto bene anche i due esterni Lazzari e Lulic. Poi nella ripresa le sostituzioni (ma anche la stanchezza, visto che Inzaghi tiene in campo mezza squadra) abbassano la cifra di gioco dei romani. Ne approfitta la Triestina che accorcia subito le distanze col nuovo entrato Codromaz e poi, nel finale, rende meno amaro il punteggio grazie alla rete di Marzola. Tra le due marcature realizzate dai giuliani c’è la doppietta di Caicedo, che in attacco duetta molto bene col nuovo acquisto Adekanye (la seconda rete dell’ecuadoriano nasce proprio da un’azione molto bella del giovane attaccante olandese che serve l’assist all’ecuadoriano). Un po’ di apprensione nel finale per l’altro nuovo acquisto Vavro, che abbandona il campo prima della fine della partita, lasciando la squadra in dieci negli ultimi minuti. Dovrebbe però trattarsi di un semplice affaticamento.


► Il Corriere dello Sport titola: "Sì, è ancora la Lazio di Sergej. Milinkovic segna, corre, inventa e sorride. La gente lo applaude. Con lui la squadra è da Champions. Cinquina alla Triestina con il serbo grande protagonista".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: E’ ancora la Lazio di Sergej. Un gol bellissimo di testa su cross di Immobile, colpi di classe, tanta corsa, gli applausi del popolo laziale sotto le Tre Cime di Lavaredo. Milinkovic si è divertito e ha fatto divertire. Fa la differenza con un filo di gas, è decisamente di livello superiore. Sorrideva in campo e anche all’intervallo, quando Inzaghi lo ha sostituito con Parolo. Tare, dalla postazione tv, lo ha salutato con il pollice tirato su. Il serbo, alla fine, scherzava con il suo direttore sportivo e con Lotito, arrivato con leggero ritardo rispetto all’inizio dell’amichevole. Il presidente della Lazio continua a ripetere che non sono arrivate offerte adeguate, chissà che non maturi la sorpresa. Inzaghi stapperebbe lo champagne. Trattenerlo sino al 2 settembre non sarà facile, confermarlo con motivazioni intatte significherebbe il probabile salto di qualità in chiave Champions. Già, perché questa Lazio corre, diverte, concede spettacolo. Buona la risposta al primo vero test dell’estate. Cinque gol alla Triestina, condannata dal Pisa alla finale dei play off per la promozione in Serie B. Stessa squadra, Granoche e i suoi compagni proveranno di nuovo a salire di categoria. Ieri hanno salvato la faccia grazie alle reti realizzate da Codromaz e Marzola nella ripresa. Le prodezze di Offredi, un gol annullato per fuorigioco a Lulic e il palo colpito da Immobile hanno evitato l’umiliazione e un passivo più pesante.

Inzaghi ha presentato la vera Lazio, la stessa o quasi che aveva vinto la finale di Coppa Italia con l’Atalanta. Partenza accelerata. Si è visto subito il valore aggiunto da Vavro e Lazzari, i due nuovi acquisti, inseriti nel blocco dei titolari. Lo slovacco imposta da dietro come se fosse un centrocampista, l’ex esterno della Spal assicura velocità e una spinta inesauribile sulla fascia destra. Luis Alberto e Milinkovic a centrocampo garantivano la regìa. Troppo timido Cataldi, eletto alternativa di Leiva, fermo per un infortunio muscolare. Il risultato? Qualità elevatissima nel palleggio e manovra verticale, la capacità di ribaltare l’azione con due o tre passaggi fulminanti in profondità. La Triestina era infilata di continuo per vie centrali o sulle corsie esterne. Ora la Lazio ha guadagnato ampiezza, piovono cross e rifornimenti, domina nel gioco aereo. Alla fine un dato illuminante: 3 reti su 5 confezionate di testa. Pavanel, per rinforzare la mediana, ha cambiato modulo (dal 4-4-2 iniziale al 4-3-3) quando era già sotto di tre gol. Aveva aperto le marcature Immobile di testa su cross di Lulic, Correa ha conquistato e trasformato il rigore del raddoppio prima del sigillo di Milinkovic, dominatore in mezzo al campo.

Un solo difetto da evidenziare per la Lazio, troppo ferma e statica sulle palle inattive a sfavore. Spesso ha difeso con affanno sugli angoli. Questione di forma, di minore attenzione dovuta agli allenamenti pesanti: il tempo per lavorarci arriverà più avanti. Da una punizione laterale è nato il gol di testa firmato da Codromaz all’inizio della ripresa. Inzaghi, dopo l’intervallo, ne aveva cambiati sette. Bravo Andrè Anderson, utilizzato da mezzala sinistra, pronto a fiondarsi a rete con velocità e tempi giusti di inserimento. Guizzante Bobby Adekanye. Sugli scudi, un armadio difficile da spostare, Felipe Caicedo. Il centravanti ecuadoriano ha firmato una doppietta. Il primo gol lo ha segnato incornando un cross lungo di Lazzari e il secondo sfruttando a porta vuota l’assist dell’ex Liverpool, scappato a gran velocità. Il Panterone ha risposto a muso duro a due-tre laziali sistemati nella tribuna riservata agli amici (gemellati) della Triestina. Il battibecco è stato chiarito, attraverso un confronto, subito dopo la partita.


Inzaghi ha chiuso in dieci l’amichevole con la Triestina e ci ha scherzato sopra, alludendo alle numerose espulsioni prese nello scorso campionato. "Vorrei finire in undici" ha spesso ricordato nella passata stagione, quando contestava le decisioni arbitrali. Questa volta niente da dire a Duzel, il fischietto di Castelfranco. Simone aveva esaurito i cambi e Vavro ha chiesto di uscire, a un quarto d’ora dalla fine, perché stanco. Semplice affaticamento. Così è stato spiegato dalla Lazio il finale di partita in inferiorità numerica. Nessun infortunio, soltanto la necessità di evitare inutili rischi in una fase delicatissima della preparazione. Durmisi si è stirato al primo giorno di lavoro e anche Leiva si è fermato per un problema muscolare che potrebbe tenerlo ai box una decina di giorni. Se l’esterno di passaporto danese ha lasciato il ritiro, il brasiliano è rimasto ad Auronzo e le sue condizioni verranno valutate a breve scadenza attraverso ulteriori accertamenti clinici. Dopo dieci giorni di preparazione durissima e tre amichevoli, giusto staccare la spina e rendere meno monotono il ritiro. Così ieri sera la Lazio si è rilassata e si è concessa una pizza, al posto della consueta cena, in un ristorante a pochi metri dall’albergo. Squadra, staff tecnico, dirigenti. Tutti insieme per allentare la tensione. Oggi niente allenamenti se non per chi è arrivato in ritardo ad Auronzo. Inzaghi ha concesso un giorno di riposo assoluto e di vacanza. I giocatori avranno la possibilità di abbandonare il ritiro per qualche ora. L’appuntamento, per tutti, è fissato all’ora di cena.

Dopo l’amichevole con la Triestina, l’ex centrocampista azzurro Marco Parolo è intervenuto a Lazio Style Radio. "Abbiamo fatto bene in fase offensiva sia nel primo che nel secondo tempo. Gli attaccanti hanno segnato e questo è importante. Stiamo lavorando bene, la prima settimana di ritiro ci lascia contenti". Mercato aperto e tutti si chiedono che tipo di Lazio vedremo. "Il livello di competività si è alzato in questa squadra, chi gioca si dovrà sudare il posto da titolare perché chi non gioca spingerà di più per meritarsi una maglia". Marco ha toccato concetti già espressi in passato. "Fa parte di un percorso di crescita, la vittoria della Coppa Italia ci ha dato consapevolezza. Siamo una squadra che quando vuole centrare l’obiettivo non sbaglia. Dobbiamo conservare questa mentalità in tutte le partite e in tutti gli allenamenti". Anche Parolo si è speso per la conferma di Milinkovic. "Siamo un gruppo forte, speriamo che tutti possano rimanere e insieme si possa crescere. Ci stiamo divertendo insieme. I tifosi, come tutti gli anni, sono fantastici. Spero si divertano, le corse al lago sono belle anche perché ci sono loro con noi. Da qui si parte per portare la gente allo stadio e riempirlo". Domani sera la presentazione ufficiale della squadra biancoceleste in Piazza Santa Giustina. La Lazio svelerà anche la seconda maglia, sinora sono state presentate la prima e la terza. In uscita da segnalare l’interessamento del Besiktas per il difensore brasiliano Wallace.


Il Messaggero titola: "Tutti pazzi per il Tucu di Correa. L’argentino ad Auronzo sta conquistando i tifosi ogni sua giocata accompagnata da applausi e cori. Anche Cataldi scala posizioni nelle gerarchie di Inzaghi: superato Badelj, è lui il vice-Leiva".

Prosegue il quotidiano romano: Un anno fa, proprio in questo periodo, il ds Tare chiudeva il doppio colpo Badelj e Correa. In quei giorni si diceva che il vero affare era di sicuro il croato ex Fiorentina, reduce dall’ottimo Mondiale in Russia. Un punto interrogativo, invece, l’argentino che aveva ben fatto con la Sampdoria ma che poi aveva finito per perdersi. Un anno dopo la prospettiva è completamente ribaltata. El Tucu dopo una stagione luci ed ombre si è preso tutto con un finale da incorniciare: gol in finale di Coppa Italia. Ha ricominciato proprio come ha finito. Ad Auronzo è il riferimento in attacco per Inzaghi e soprattutto è diventato il nuovo idolo della tifoseria biancoceleste. I cori sono solo per l’argentino tutto dribbling e gol. Titolare in tutte e tre le amichevoli disputate dalla Lazio. In avanti cambia il riferimento ma lui c’è sempre. Nella prima ha fatto coppia con Caicedo, nella seconda con il nuovo acquisto Adekanye e ieri, contro la Triestina (terminata con il successo della Lazio per 5 a 2), con Immobile per quello che verosimilmente sarà l’attacco titolare del prossimo anno. Inzaghi lo piazza tra le linee a metà tra il trequartista e la seconda punta.

I compagni lo cercano in continuazione a conferma che è cresciuto anche il suo peso specifico nello spogliatoio. Ieri ha mostrato tutto il suo repertorio: si è procurato e ha realizzato un rigore. Otto reti totali in queste tre partite. Spazio anche per un piccolo spavento per una entrataccia sulla caviglia da parte di un avversario. Per fortuna nulla di grave. Non riesce a trovare proprio spazio, invece, Badelj. Il croato dopo l’annata da dimenticare è retrocesso nelle gerarchie di Inzaghi. Nemmeno l’infortunio di Leiva (lesione al retto femorale della coscia, ieri ha guardato la partita a bordo campo) gli ha regalato un po’ di spazio. Anzi il centrocampista è sulla lista dei partenti. In regia il tecnico biancoceleste ha scelto Cataldi. È lui il vice Leiva. Nessun dubbio. Non è un caso che a giorni arriverà l’ufficialità della firma sul rinnovo. Ieri si è mosso con personalità nella mediana laziale guidando il reparto. È cresciuto molto negli ultimi due anni tanto che lo stesso Inzaghi ha deciso di trattenerlo anche a discapito dell’ex pupillo Murgia.

La sua crescita è stata notata da tutti i senatori (siede spesso al tavolo con loro). Lo scorso anno è stato premiato in Europa League con la fascia da capitano. Lulic e Radu lo considerano un figlioccio. Non a caso Stefan ha annunciato il suo arrivo ad Auronzo alla squadra con una videochiamata a Senad e Danilo. Contro la Triestina, ha girato bene così come tutta la Lazio. Qualche dubbio su Vavro responsabile dei due gol. Lo slovacco è uscito anzitempo per un guaio fisico. La settimana di allenamenti nelle gambe dei biancocelesti si vede. Contro gli alabardati che militano in Lega Pro ottima prova di Immobile e di Caicedo. Brutto siparietto per Felipe che reagisce male ad una battuta di alcuni tifosi. Dopo la partita chiarimento faccia a faccia con Tare e Lulic a mediare. In serata cena di squadra in una pizzeria del paese. Un rituale per cementare ancor di più il gruppo. Oggi primo giorno di riposo, mercoledì altra amichevole contro la Virtus Entella.


Il Corriere delle Alpi titola: "Il panterone Caicedo fa felice la Lazio. Triestina battuta davanti a 1500 tifosi. Doppietta del sudamericano e centri per Immobile, Correa e Milinkovic Savic. I giuliani a segno con Codromaz e Marzola".

Prosegue il quotidiano veneto: Lazio autoritaria. Neppure la Triestina, formazione d’alta classifica di serie C, crea chissà quali patemi ai biancocelesti. Per carità, i due gol subiti non andranno chissà quanto giù a Simone Inzaghi, ad ogni modo le notizie positive sono tante. La doppietta di Caicedo nella ripresa; le reti nel primo tempo firmate dai gioielli Immobile, Correa e Milinkovic e le ottime risposte da parte di quasi tutti i giocatori impiegati sono la base su cui impostare le prossime settimane di lavoro. Spettacolare il colpo d’occhio allo Zandegiacomo, con tribuna centrale e curva gremite e parecchie persone costrette ad accontentarsi degli spazi in piedi. Millecinquecento persone. E al di là dei tantissimi supporters di fede laziale, notevole la macchia rossa di triestini. C’è un gemellaggio storico tra le curve e così il dispiegamento di forze d’ordine serve solo a favorire un afflusso tranquillo all’impianto. Inzaghi e la sua Lazio sono al primo test estivo di un certo rilievo, dopo le amichevoli senza storia contro Auronzo e Top 11. Dal canto suo, l’idea della Triestina è proiettata verso un ruolo da protagonista nel prossimo girone B di serie C. Il tutto dopo aver mancato la promozione nella finale playoff contro il Pisa.

Classico 3-5-2 biancoceleste in avvio, con Milinkovic Savic regolarmente nell’undici titolare, nonostante le continue voci di interessamento di alcune big e Correa a supporto di Immobile. Ci si aspetta un confronto equilibrato, o comunque con punteggio più in bilico rispetto ai precedenti. Invece al minuto 28 sono già tre i centri laziali. Apre all’8’ bomber Ciro Immobile, che di testa da attaccante vero incorna il cross di Lulic e manda il pallone alle spalle di Offredi. In tilt il reparto arretrato giuliano, forse non a proprio agio dopo appena una settimana di allenamenti a Piancavallo. Ingenuo ad esempio Lambrughi all’11', che ferma fallosamente lo scatenato Correa. Impossibile non assegnare il rigore, trasformato freddamente proprio dal numero 11. La Triestina comunque vuole il gol e serve un grande intervento di Guerrieri a deviare in corner il diagonale di Granoche. Tre minuti dopo, da corner svetta altissimo Malomo, palla fuori di un nulla. Timbra invece l’uomo più chiacchierato del momento al 28’. Assist di Immobile e inzuccata di Milinkovic Savic. All’intervallo Inzaghi conferma solo Guerrieri, Vavro, Acerbi e Lazzari, lanciando in attacco Caicedo e Adekanye. Triestina comunque sempre coraggiosa, malgrado il passivo pesante. Punizione dopo appena un minuto di Frascatore, sul secondo pallo irrompe Codromaz e non può proprio farci nulla Guerrieri. Ad ogni modo, basta un giro di lancette a Caicedo per ristabilire le distanze. Andrà di doppietta l’attaccante ecuadoriano, siglando al 67’ su assist proprio di Adekanye. Chissà se il ragazzo resterà ancora a vestire la maglia laziale, considerato il forte interesse nei suoi confronti da parte del Boca Juniors. In chiusura il giovane Marzola batte Adamonis e si toglie una delle più belle soddisfazioni della sua giovane carriera.






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