Domenica 22 dicembre 2002 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 1-1


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22 dicembre 2002 - 3023 - Campionato di Serie A 2002/03 - XV giornata

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Negro, Stam, Favalli, Fiore (90' Chiesa), Giannichedda (84' S.Inzaghi), Simeone, Stankovic, Corradi, C.Lopez. A disposizione: Concetti, Pancaro, Colonnese, D.Baggio, Sorin. Allenatore: Mancini.

BOLOGNA: Pagliuca, Zaccardo, Paramatti, Castellini, Vanoli (59' Smit), Olive, L.Colucci, Bellucci (86' Amoroso), Locatelli, Nervo, Cruz. A disposizione: Coppola, Terzi, Frara, Meghni, Della Rocca. Allenatore: Guidolin.

Arbitro: Sig. Rosetti (Torino).

Marcatori: 45' Lopez, 66' Zaccardo.

Note: espulso Nervo al 92' per doppia ammonizione (gioco scorretto e comportamento non regolamentare). Ammoniti Corradi, Simeone e Zaccardo per gioco scorretto, Favalli e Oddo per comportamento non regolamentare. Recuperi: 2' p.t., 2' s.t.

Spettatori: paganti 15.244 per un incasso di euro 332.148,00, abbonati 27.441.

Il biglietto della gara
Dejan Stankovic in azione
Un momento di gioco

La Gazzetta dello Sport titola: "Il Bologna frena anche la Lazio. Lopez illude i biancocelesti, ma la prodezza di Zaccardo impedisce alla squadra di Mancini di agganciare il primato. I padroni di casa sprecano il raddoppio e vengono puniti nella ripresa. Zaccardo fece già gol alla Lazio l'anno scorso. Guidolin vince sulle fasce".

Continua la "rosea": Non sappiamo con certezza se questa sia stata davvero, come sembra, l'ultima partita di Sergio Cragnotti da presidente della Lazio. O se invece, come lui lascia intendere tra mille comprensibili reticenze, la telenovela potrebbe ancora andare avanti per un po'. Di certo però sappiamo che il primo presidente della Lazio che avrà carica e soprattutto mezzi per procedere ad un acquisto di mercato dovrà puntare diritto su Cristian Zaccardo. Questo giovanotto, che appena l'altro ieri ha compiuto 21 anni, ha infatti la Lazio nel sangue. Esattamente un anno fa, sabato 22 dicembre, fece l'esordio a tempo pieno col Bologna: stadio Olimpico, Lazio sul 2-0, fu lui a siglare sotto la curva nord il 2-2 a un quarto d'ora dalla fine, dopo la doppietta di Lopez e il gol di Cruz. Ieri, domenica 22 dicembre, le cose sono andate più o meno allo stesso modo: gol di Lopez, replica di Zaccardo sempre sotto la curva laziale, stavolta pescando il jolly di un tiro di destro come se ne vedono pochi. Tra l'una e l'altra prodezza, naturalmente, Zaccardo, professione terzino, non ha mai centrato, nemmeno per sbaglio, la porta avversaria. Finisce così 1-1, anche per via di questi ricorsi storici di fresca data, un match che concludendosi altrimenti avrebbe potuto catapultare la Lazio sola in testa alla classifica, per la gioia del suo presidente più o meno uscente che avrebbe certo gradito (e in qualche misura meritato) simile destino.

Ma va detto subito che il Bologna non ha rubato nulla, centrando il sesto pareggio esterno su otto match disputati fuori casa nella stagione. E che la Lazio, sempre vittoriosa lontano da Roma, ha mostrato una volta di più che prevalere a domicilio, fin qui lo ha fatto solo con Perugia e Modena, è meno facile di quanto non si creda. Partita non bella ma di buon livello tattico e temperamentale, che potrebbe costare una squalifica da prova tv a Stankovic (l'anno scorso fu espulso sul 2-1!) reo di una manata in faccia a Cruz, assai meno dolorosa di quanto non abbia palesato l'attaccante rossoblù, nel bel mezzo di una ammucchiata a metà campo, nata da un diverbio Simeone-Locatelli. Per il resto, sia pure molto maschia (51 falli in totale!), la partita non è mai degenerata, facilitando il compito di Rosetti (bella una sua stretta di mano a Giannichedda dopo un piccolo saggio di fairplay del giocatore), reo solo di non avere recuperato il giusto alla fine, quando dopo avere espulso Nervo che già ammonito stava perdendo tempo, non ha ritenuto di concedere alla Lazio l'ultima chance. Match nel quale le felici intuizioni tattiche di Guidolin sono andate a braccetto con gli oggettivi problemi di organico di Mancini e con un certo generale appannamento dei biancocelesti, che diventano "normali" quando perdono velocità. Mancini, privo di Mihajlovic, Cesar e Liverani (oltre Couto squalificato) e con Sorin in panchina ma ancora non al meglio, ha dovuto giocoforza varare una metà campo con Simeone e Giannichedda centrali e Stankovic riconsegnato al ruolo di esterno sinistro (a destra Fiore) abbandonato da tempo. La formula dei due centrali "muscolari", Mancini l'aveva adottata solo col Chievo (2-3) all'esordio all'Olimpico e poi a Bergamo (dove la Lazio prevalse 1-0). I disagi creativi si sono nella circostanza riproposti per intero, e non a caso Stankovic, comunque il più bravo di tutti, è stato efficace solo quando si è accentrato. Dal suo piede sono partiti i due assist più belli che hanno penetrato la difesa del Bologna nel suo punto più molle, al centro dove il povero Paramatti si è arrangiato come ha potuto nel ruolo inusuale di libero.

Lì, Fiore ha colpevolmente perso l'attimo dopo avere scartato Pagliuca, trovando Vanoli sulla linea di porta. Lì, allo scadere del primo tempo, Lopez non ha sbagliato trovando con una contorsione la maniera di calciare con l'amatissimo sinistro per il momentaneo 1-0. Guidolin ha disinnescato mezza Lazio, quella temibilissima nell'aggiramento laterale, tenendo due esterni duttili ed offensivi come Bellucci e Nervo molto alti, sulla linea del trequartista Locatelli, così da tagliare il rifornimento dei terzini laterali Oddo e Favalli al centrocampo laziale. Il tecnico del Bologna, da un tempo all'altro, si è limitato a scambiare le fasce di competenza dei due aggiungendoci poi la sostituzione di Vanoli, che era rimasto a far reparto a quattro in difesa, con il più disinvolto Smit. La pressione degli ospiti, fin lì comunque assai pericolosi con le soluzioni aeree di Cruz e Colucci (bravo nella circostanza Peruzzi), si è fatta più costante e dopo un pallonetto alto di un niente ancora di Cruz, col quale Stam ha ingaggiato un bellissimo duello, è arrivato il corner decisivo. Sul rinvio sporco di Favalli, ecco la saetta di Zaccardo. Mancava ancora mezzo tempo alla fine, ma la Lazio non ha trovato più le energie necessarie per rendersi di nuovo pericolosa al di là del tiro di Stankovic deviato da Pagliuca. La sosta natalizia giunge in questo senso a proposito per i biancocelesti. Che potranno così fare il pieno di benzina. E forse anche di stipendi.