Domenica 29 novembre 2015 - Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 1-0


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29 novembre 2015 - Campionato di Serie A - XIV giornata - inizio ore 18.00

EMPOLI: Skorupski, Laurini, Tonelli, Costa, Mario Rui, Zielinski, Paredes, Buchel, Saponara (53' Krunic, 69' Pucciarelli), Maccarone, Livaja (64' Zambelli). A disposizione: Pugliesi, Pelagotti, Bittante, Barba, Camporese, Ronaldo, Maiello, Diousse, Piu. Allenatore: Giampaolo.

LAZIO: Marchetti, Basta, Mauricio, Hoedt, Radu (56' Klose), Candreva, Biglia, Parolo, Lulic, Milinkovic Savic (56' Felipe Anderson), Djordjevic (74' Matri). A disposizione: Berisha, Guerrieri, Braafheid, Konko, Prce, Cataldi, Keita, Kishna. Allenatore: Pioli.

Arbitro: Sig. Fabbri (Ravenna) - Assistenti Sigg. Ranghetti e Vivenzi - Quarto uomo Sig. Vuoto - Assistenti d'area Sigg. Russo e Maresca.

Marcatori: 5' Tonelli.

Note: ammoniti 16' Paredes, 28' Livaja, 33' Tonelli per gioco falloso, 95' Pucciarelli per proteste. Angoli: 3-8. Recuperi: 4' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 9.362 per un incasso di euro 69.171 (paganti 2.663 per un incasso di euro 31.547, abbonati 6.699 per una quota di euro 37.624).


Antonio Candreva
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Stefan Radu
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Sergej Milinkovic-Savic
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Marco Parolo
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Un momento della gara
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Dusan Basta
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La rete empolese
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Una fase di gioco
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Filip Djordjevic
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Un momento della partita
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Il biglietto della gara

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "L'Empoli sa usare la zucca. E la Lazio non si rialza più. Un gol di testa di Tonelli condanna i biancocelesti. Quinto k.o. in sette gare per la squadra di Lotito, a cui sono annullate due reti".

Continua la "rosea": La pioggia sul bagnato della Lazio sono due gol annullati a Klose e uno negato a Djordjevic che vedeva già porta e 1-1 (il fuorigioco non c'era), ma l'errore sarebbe far finta di non vedere che questa squadra, ormai da un mese e mezzo, ha addosso abiti già fradici, soprattutto quando esce di casa. Quattro giorni di ritiro non sono serviti ad asciugarli: cinque sconfitte nelle ultime sette partite di campionato, in trasferta è arrivata la sesta sconfitta su sette, le ultime quattro di fila. La Lazio oggi è così: appare e scompare, e lontana dall'Olimpico scompare quasi sempre, anche se ha a disposizione 85' e l'ultima mezz'ora di assedio totale per provare almeno a pareggiare. Ieri si era smaterializzata per tutto il primo tempo, che anche Pioli ha perso per poi correggersi nella ripresa, ed è stato soprattutto in quei 45' che si è visto il diverso essere squadra dell'Empoli e della Lazio. Scherzando ma non troppo, si potrebbe dire che l'Empoli usa poco la zucca ma bene: in tutto il campionato ha tirato di testa cinque volte, e tre volte ha fatto gol. Ieri dopo 5', e Tonelli sembrava voler mangiare quel pallone che dalla bandierina Paredes gli aveva confezionato su misura per una sassata imparabile. In realtà la squadra di Giampaolo ha usato la testa benissimo (e anche snaturandosi perché altro non poteva fare): prima per mettere in affanno la Lazio con i mezzi consueti, poi per difendersi molto più basso del solito.

Si può vincere anche con un solo tiro in porta, se si sa soffrire. Se l'Empoli segna da otto partite consecutive non può essere solo un caso. Al di là del gol su calcio piazzato, per un tempo ha saputo leggere tutte le fatiche della Lazio, il suo essere una squadra slegata, quasi spaccata a metà. Ha giocato sui suoi errori singoli e sui troppi varchi lasciati incustoditi, l'ha annebbiata con un pressing globale, con i movimenti di Maccarone, Livaja e anche Saponara, studiati per creare spazi a Buchel e Zielinski e dare un senso alle ispirazioni di Paredes: un trio champagne, anche se solo per 45'. Altra intensità, altra velocità nelle ripartenze, soprattutto altra collettività nei movimenti. Offensivi e anche difensivi. Tutto quello che Pioli aveva chiesto a questa partita - difesa più puntuale, miglior recupero palla, maggiore compattezza - si è visto solo nella ripresa, quando il tecnico ha scelto un 4-4-2 tendente al 4-2-4, con Candreva e Felipe Anderson sulle fasce, e Giampaolo ha risposto coprendo il campo in orizzontale con un 5-3-1-1. Più ritmo, più cambi gioco, più aggressività: un po' più di tutto, ma non la concretezza che serve a chi gioca in una sola metà campo e così magari avrebbe anche meritato il pareggio. Ma cosa sarebbe cambiato, in fondo?


Il Corriere dello Sport titola: "Lazio, ko e furia sull'arbitro. Due gol annullati a Klose, l'Empoli vince con un colpo di testa di Tonelli: è crisi vera!"

Prosegue il quotidiano sportivo romano: E' una crisi senza fine per la Lazio, è un altro passo verso la salvezza per l'Empoli: ora sono separate da un solo punto in classifica. Giampaolo sorride, ha preso un vantaggio largo sul Bologna, la sua squadra gioca un bel calcio e si sa difendere come poche in serie A. Pioli, invece, ha solo rimpianti, proccupazioni e una buona dose di rabbia. Questa volta può prendersela con l'arbitro Fabbri. La Lazio meritava almeno il pareggio e sul risultato pesano episodi determinanti: due gol annullati a Klose, il rigore negato per un tocco di mano di Tonelli e in precedenza il rosso evitato al difensore dell'Empoli per una gomitata a Djordjevic che meritava l'espulsione e non il cartellino giallo. Proprio Tonelli è stato l'uomo partita, perché l'ha decisa con un colpo di testa dopo cinque minuti. Negli altri 95 (conpresi i dieci di recupero) l'Empoli gli si è stretto intorno a difesa di quel gol di vantaggio su cui Giampaolo ha costruito una vittoria pesantissima. La Lazio, contestata dai suoi tifosi, almeno dal punto di vista del carattere c'è stata. Poco convincente nel primo tempo, ma nella ripresa ha dominato la partita e si è gettata in avanti, attaccando senza respiro: si giocava a una sola porta, una traversa, almeno altre tre occasioni divorate e tanti palloni a danzare nell'area dell'Empoli senza trovare il guizzo vincente. La Curva laziale ha abbandonato lo stadio Castellani arrabbiata e al grido di "mercenari", ma la reazione si è vista e con questo spirito la squadra risalirà, nonostante oggi la classifica sia orrenda.

Decimo posto, settima sconfitta in campionato (sesta in trasferta), ora converrà cominciare a guardarsi alle spalle piuttosto che pensare all'Europa, ormai lontana. Non c'è stato il tempo di prendere le misure, la Lazio ha pagato ancora una volta le distrazioni di una difesa inguardabile. Al primo assalto dell'Empoli, Mauricio ha messo in angolo. Paredes ha calciato forte. Hoedt era su Costa, Mauricio su Tonelli. Un accenno di blocco. Lo stopper dell'Empoli si è girato, il brasiliano guardava per aria, si è addormentato e lo ha lasciato andare. Tonelli ha potuto prendere la mira. Troppo forte e preciso il suo colpo di testa in tuffo, impossibile da parare. Pioli aveva pensato un'altra partita, impostando una formazione prudente. Lulic più avanzato con la copertura di Radu. Doppio lavoro per il bosniaco, ala sinistra con il compito di controllare Zielinski nella fase difensiva. Biglia era il vertice basso del centrocampo e incrociava Saponara. Due squadre cortissime, è venuto fuori un primo tempo equilibrato, pieno di duelli. La Lazio cercava gli spazi, l'Empoli giocava meglio al calcio, scambi stretti e fraseggio prima di cercare la profondità, ma una sola occasione per il raddoppio con Maccarone, a un sospiro dall'intervallo. La Lazio rischiava quando Hoedt e Mauricio, spesso insicuri, rinviavano male il pallone. Pochi spazi per Djordjevic. L'unica vera occasione è nata da una percussione di Lulic conclusa con un sinistro volante (poco sopra la traversa) di Candreva. L'Empoli alla lunga è calato come intensità e palleggio, la Lazio si è rovesciata in avanti, ha pressato, fatto girare la palla, ha cercato i lanci lunghi, attaccando senza respiro per cinquanta lunghissimi minuti.

Traversa di Lulic. Pioli ha tolto Radu e Milinkovic per Felipe e Klose, passando al 4-2-4. Voleva l'aggiramento sulle fasce. Sono arrivati miliardi di cross nell'area dell'Empoli. Skorupski ha respinto la girata di Djordjevic. Al 21' Fabbri ha annullato il gol di Klose per un presunto intervento pericoloso sul portiere dell'Empoli, che si è superato al 28' sul colpo di testa ravvicinato del tedesco. Giampaolo ha perso prima Saponara e poi Krunic, ma è passato alla difesa a cinque con l'ingresso di Zambelli. Gli ultimi venti minuti si sono trasformati in un assedio. Proteste furiose della Lazio al 42' per il gol annullato a Klose, segnalato in posizione di fuorigioco, eppure rimesso in gioco da un tocco di Tonelli saltato insieme a Matri. L'ultimo brivido, a tempo quasi scaduto, sul missile di Parolo. Era destino.


Il Messaggero titola: "Lazio, errori e rabbia. Altro stop ad Empoli: decisivi il gol di Tonelli e le due reti annullate dall'arbitro Fabbri a Klose. I biancocelesti regalano il primo tempo poi si svegliano ma non evitano la settima sconfitta".

Continua il quotidiano romano: La Lazio continua ad affondare senza appigli. La classifica si fa sempre più brutta e le zone alte sono ormai un miraggio. L'l-0 rimediato al Castellani dall'Empoli è la quarta sconfitta in cinque gare. Un solo punticino domenica scorsa in casa contro un modestissimo Palermo. Pioli scuote la testa in panchina, i suoi non ci sono proprio più. Non c'è nemmeno più la forza per recriminare per il gol annullato nel finale a Klose, che qualche dubbio lo lascia, o per un presunto rigore non assegnato in precedenza. A fine partita i giocatori si radunano in mezzo al campo si guardano sconsolati, non sembra esserci soluzione a questo momento buio. Vince la paura, la stessa che non lì fa andare sotto il settore occupato dai propri tifosi. Il ritiro non ha prodotto una vera reazione. La vittoria in coppa è poco più di un'illusione a cui in pochi avevano creduto. Pioli l'aveva immaginata sicuramente diversa la gara, non a caso aveva schierato un centrocampo coperto con Milinkovic più avanzato. Ed è proprio questo l'equivoco tattico della stagione biancoceleste. Il serbo infatti viene messo tra le linee dell'Empoli con il compito di calamitare i palloni lunghi per poi smistarli per Djordjevic. Difficile muoversi però nell'ottimo dispositivo ideato da Giampaolo che non ha lasciato respiro agli avanti biancocelesti.

Candreva lotta come può ma nel deserto dove lo lasciano i compagni fa una fatica tremenda. E così Parolo deve sobbarcarsi lavoro doppio per coprire gli svarioni. Biglia continua ad avere la testa altrove e si vede benissimo. L'argentíno è lontano parente di quello apprezzato in passato. Trova difficoltà nell'organizzare la manovra: lento e compassato non dà mai quel cambio di passo che servirebbe. Il gioco della Lazio si limita così a lanci lunghi che però non esaltano le caratteristiche degli interpreti in campo. Lulic ha tanta corsa ma non ha piedi buoni e così quando gli arriva palla sbaglia spesso ii passaggio decisivo, molto meglio quando viene schierato terzino. Pioli dopo un'ora di non gioco dei suoi, capisce che deve cambiare qualcosa e passa ad uno strambo 3-3-4 che però, oltre a generare altra confusione tattica non sposta nessun equilibrio. Il resto lo ha fatto la difesa laziale. Da mani nei capelli la linea vista al Castellani. Mauricio ha dimostrato ancora una volta evidenti limiti tattici e tecnici. Si lascia sfuggire da pollo Tonelli sul gol dei Toscani dopo appena 5 minuti di gioco. Male anche il compagno di reparto Hoedt che forse a questo punto non si farà nemmeno lui. I limiti sono evidenti e la difficoltà che ha trovato nel contenere Maccarone e Livaja fanno sorgere più di un dubbio. Ventuno i gol subiti che pongono la difesa laziale tra le peggiori della serie A. Ottavo primo tempo chiuso in svantaggio su 14, e non va certo meglio nella ripresa. La trasferta poi ormai è una psicosi impossibile da guarire: un solo sucoesso su sette gare giocate lontano dall'Olimpico.

Diciannove punti in classifica frutto di sette sconfitte, un pareggio e sei vittorie. Un bottino decisamente magro. Serve una scossa il prima possibile, seppure a rimetterci dovesse essere il meno colpevole di tutti: Pioli. Venerdì arriva la Juventus all'Olimpico e la Lazio quest'anno non ha mai vinto con una grande e diventa difficile essere positivi se si pensa che il tecnico ha perso i precedenti undici big match.


Tratto dalla Gazzetta dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

Lazio in crisi e furiosa per l'arbitraggio di Fabbri. Il d.s. Tare va giù duro: "Quel che è successo è grave, non è la prima volta che subiamo torti: se continuiamo così tanto vale non presentarsi neppure in campo... I due gol annullati a Klose erano entrambi regolari, il secondo in particolare è clamoroso che sia stato annullato. Non meritiamo un trattamento simile". Il tecnico Pioli, che fino alla gara con la Juve di venerdì non è in discussione, è d'accordo: "Siamo stati penalizzati, le decisioni dubbie sono state tutte prese in favore dell'Empoli. Gli errori dell'arbitro sono evidenti. Non abbiamo perso solo per quello, ma sicuramente anche per quello". Alla sua squadra, invece, Pioli rimprovera la scarsa concentrazione: "Il gol dell'Empoli è nato da una nostra grave distrazione e anche nelle occasioni avute dovevamo essere più concreti, però nella ripresa la reazione c'è stata e meritavamo almeno il pareggio". Tanto il tecnico quanto Tare sembrano escludere un nuovo ritiro: "Vedremo con la società", glissa Pioli. "Dopo una prestazione del genere non credo sia il caso", dice il d.s. Esulta il tecnico dell'Empoli Giampaolo. "Successo di inestimabile valore, perché ottenuto contro una grande squadra. I ragazzi sono stati bravi a saper soffrire, specie nella ripresa. L'arbitro? Per me non ha sbagliato nulla".


Un crollo senza fine. Una crisi dalla quale non si riesce più ad uscire. La Lazio incassa la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite (un solo punto all'attivo in queste cinque giornate, mentre sono 5 i k.o. nelle ultime sette gare di campionato) e ritorna nuovamente con le ossa rotte da una trasferta di campionato. Con quella di Empoli sono sei le sconfitte in sette gare esterne. Il risultato è una classifica che diventa sempre più deficitaria: i biancocelesti sono decimi, appena cinque punti sopra la zona retrocessione e altrettanti sotto la zona Coppe. Una situazione estremamente delicata, cui però stavolta la società sembra non voler rispondere con il ritiro punitivo, come accaduto dopo il pari interno di domenica scorsa col Palermo. "Sicuramente non andremo in ritiro questa sera (ieri, ndr) - precisa Pioli -. Domani (oggi, ndr) valuteremo con la società". Ma la società, per bocca del d.s. Tare, sembra escludere questa ipotesi. "Vedremo - dice il d.s. -, ma dopo una prova del genere non mi pare giusto punire i giocatori. La prestazione c'è stata e senza i torti arbitrali subiti avremmo sicuramente pareggiato". Niente ritiro, anche se la crisi continua. Una situazione che mette a rischio lo stesso Pioli. La sua posizione verrà valutata dopo la partita di venerdì con la Juve. Per il momento non rischia nulla, ma è chiaro che una nuova sconfitta potrebbe avere conseguenze negative per il tecnico (per l'eventuale successione torna a circolare con insistenza il nome di Lippi che arriverebbe come direttore tecnico con Brocchi allenatore).

Pioli comunque è fiducioso: "La classifica è molto deludente, inutile negarlo. Però nelle ultime due partite (quella col Dnipro e questa di Empoli, ndr ) la squadra ha dimostrato di essere in crescita. Nei miei giocatori ho visto la voglia di venirne fuori, sono convinto che ce la faremo". Altra nota dolente l'ennesimo arbitraggio negativo. A Empoli alla Lazio sono stati annullati due gol (entrambi di Klose) sui quali restano parecchi dubbi (specie il secondo), è stato fermato Djordjevic lanciato a rete per un fuorigioco inesistente e non sono stati sanzionati due falli di mano nell'area empolese (l'arbitro li ha giudicati entrambi involontari). Episodi che si aggiungono al rigore fischiato contro nel derby (il fallo di Gentiletti su Dzeko era fuori area), il rigore concesso al Sassuolo (Cannavaro cade prima del contatto con Lulic) e il gol annullato inspiegabilmente a Gentiletti a Verona. "Se continua così possiamo pure non scendere in campo", ha commentato amaro il d.s. Tare. Che ha protestato duramente per l'arbitraggio di Fabbri. La società sta valutando se presentare un dossier sui torti subiti in questa stagione.



La rete-vittoria empolese



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Stefano Pioli ha convocato i seguenti calciatori:




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