Sabato 4 novembre 2000 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 2-0


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4 novembre 2000 - 2916 - Campionato di Serie A 2000/01 - V giornata

LAZIO: Peruzzi, Negro, Nesta, Mihajlovic, Favalli, D.Baggio (74' Baronio), Veron, Simeone, Nedved (50' Lombardo), Crespo (66' S.Inzaghi), Salas. A disposizione: Marchegiani, Pancaro, Colonnese, Ravanelli. Allenatore: Eriksson.

BOLOGNA: Pagliuca, Falcone, Bia, Castellini, Wome (82' Brioschi), Nervo, Olive, Lima (83' Piacentini), Binotto (46' Maresca), Oliveira, Julio Cruz. A disposizione: Coppola, Tarantino, Galli, Cipriani. Allenatore: Guidolin.

Arbitro: Sig. Pellegrino (Barcellona Pozzo di Gotto).

Marcatori: 10' Nedved, 64' Crespo.

Note: ammoniti Castellini, D.Baggio, Mihajlovic, Maresca, Nervo, Oliveira. Recuperi: 3' p.t. 3' s.t.

Spettatori: 45.000 circa.


La rete di Pavel Nedved
Il raddoppio di Hernan Crespo
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Vittoria della più bella Lazio della nuova stagione (2-0 a un Bologna irriconoscibile e privo dell'infortunato Beppe Signori, reti splendide di Nedved e Crespo). Concentrata e padrona del campo, determinata in ogni movimento e capace di annichilire un avversario che pure aveva tanto brillato fino a tre giorni prima e che ieri sera, al contrario, non è riuscito a tirare in porta una sola volta.

Ancora Nedved e ancora Veron, esattamente come contro il Brescia mercoledì scorso, i trascinatori di una squadra che ha dato spettacolo per lunghi tratti dell'incontro. Accanto a loro Salas, semplicemente straordinario in occasione della prima rete (10' del primo tempo) e degno sostituto dello sfortunato Claudio Lopez (operato ieri pomeriggio dal professor Campi al "San Giacomo", tornerà a disposizione a marzo del 2001, ieri i compagni di squadra hanno vestito una T-shirt per lui che diceva "Non mollare Piojo"), Simeone e l'intero blocco difensivo, impeccabili dall'inizio alla fine. Il Bologna non può nascondersi, naturalmente, dietro l'alibi dell'assenza, pur grave, di Signori. Impostata da Guidolin per contenere la pressione biancoceleste e ripartire in velocità con gli esterni di centrocampo, Binotto e Nervo, e con Oliveira, uno dei due attaccanti assieme allo statico e inutile Cruz, la squadra emiliana è stata invece risucchiata nella sua metà campo e non è mai stata in grado di accennare a mezzo contropiede.

Lo score finale delle conclusioni in porta, del resto, parla chiarissimo: 11 tiri a 0 per la Lazio. Eriksson ha provato con discreti risultati Dino Baggio, all'esordio con la maglia della Lazio, sulla fascia destra. Che però si è scambiato sovente la posizione con Veron. Nella ripresa, quando lo svedese ha tolto lo zoppicante Nedved (fallo di Maresca ignorato dall'arbitro) e ha inserito Lombardo, Veron è passato addirittura a sinistra, mentre l'ex parmense s'è accentrato al fianco di Simeone. Il prodotto è sempre rimasto lo stesso. La Lazio ha sempre avuto in mano la situazione, costruendo diverse occasioni da gol per il raddoppio e mai rischiando in fase difensiva. La sicurezza è arrivata in un momento piuttosto curioso.

Vale a dire quando Eriksson stava per sostituire Crespo con Inzaghi, già pronto a bordo campo accanto al quarto uomo. Si è trattato di un attimo: mentre lo svedese aspettava l'interruzione del gioco, Veron serviva una gran palla in verticale proprio a Crespo, che "chiamava" all'uscita Pagliuca, per superarlo poi con un dolce pallonetto di sinistro.

Fonte: Corriere della Sera