Domenica 28 aprile 2002 - Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Bologna-Lazio 2-0


Stagione

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28 aprile 2002 - 2999 - Campionato di Serie A 2001/02 - XXXIII giornata

BOLOGNA: Pagliuca, Falcone, Fresi, Castellini, Brighi, Pecchia, Olive, Tarantino, Zauli (71' Gamberini), Signori (79' Brioschi), Cruz. A disposizione: Coppola, Zaccardo, Goretti, Firmani, Bellucci. Allenatore: Guidolin.

LAZIO: Peruzzi, Pancaro, Nesta, Fernando Couto, Favalli, Castroman (27' Poborsky), Giannichedda, Liverani (46' Simeone), Stankovic, Fiore (69' C.Lopez), Crespo. A disposizione: Marchegiani, Negro, Mendieta, S.Inzaghi. Allenatore: Zaccheroni.

Arbitro: Sig. Treossi (Forlì).

Marcatori: 51' Signori, 88' Pecchia.

Note: Espulso Falcone. Ammoniti Liverani, Simeone, Olive, Pancaro, Nesta, Pagliuca, Couto. Recuperi: 4' p.t. 4' s.t.

Spettatori: 28.869


Hernan Crespo in azione
Il gol di Beppe Signori
Moltissimi tifosi laziali in trasferta

Vittoria meritata quella degli emiliani, contro una squadra che stecca sul più bello la sua lunga rincorsa. Zaccheroni, alla parola Europa, abbassa la testa: "Meglio non prendere in giro la gente...". Guidolin sposta Brighi sulla destra e manda in campo Pecchia, Zauli, Signori e Cruz. Zaccheroni sacrifica Lopez, dando fiducia a Fiore e a Crespo, ma il centrocampo biancazzurro viene mortificato da quello rossoblù, più dinamico. I sussulti hanno pertanto come scenario la metà-campo della Lazio: su traversone di Cruz, Olive di testa coglie la traversa, poi è la volta di Signori, da due passi, a girare debolmente di sinistro. Dopo l'intervallo il Bologna passa: Zauli per Signori, che fa fuori Nesta e da posizione decentrata insacca un gol su azione dopo undici mesi.

Signori, colpito da Pancaro, esce prima del tempo: leggera distorsione alla caviglia. La Lazio è sulle gambe e neppure l'espulsione di Falcone per fallo su Lopez, lanciato a rete, sposta la partita. Solo Stankovic ci crede, ma il suo colpo di testa è alto di poco. Al 43' il Bologna chiude i conti in modo definitivo grazie a Pecchia, la cui discesa è incontenibile tanto quanto il destro a girare, che Peruzzi vede infilarsi nel sacco.

Fonte: Corriere della Sera