Domenica 8 novembre 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-2


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8 novembre 2009 - 3.352 - Campionato di Serie A 2009/10 - XII giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Siviglia (72' Cribari), Radu, Kolarov, Brocchi, Baronio (62' Meghni), Mauri (46' Cruz), Matuzalem, Rocchi, Zarate. A disposizione: Berni, Diakite, Foggia, S.Inzaghi. Allenatore: Ballardini.

MILAN: Dida, Oddo, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta, Ambrosini, Pirlo, Seedorf (81' Flamini), Pato, Borriello (74' F.Inzaghi), Ronaldinho (87' Abate). A disposizione: Roma, Kaladze, Favalli, Huntelaar. Allenatore: Leonardo.

Arbitro: Sig. Damato (Barletta) - Guardalinee Sigg. Rossomando e Lanciano - Quarto Uomo Sig. Brighi.

Marcatori: 21' Thiago Silva, 35' Pato, 65' Thiago Silva (aut).

Note: cielo nuvoloso con pioggia mista a grandine a tratti. Terreno scivoloso. La Lazio ha giocato con il lutto al braccio per la morte degli ex giocatori Chiodi e Fuin avvenuta in settimana. Ammoniti: Nesta, Radu e F.Inzaghi per gioco scorretto, Zarate per proteste. Angoli: 11-4 per la Lazio. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 34.000 circa.


La rete del vantaggio rossonero (Foto Ap)
Lazio-Milan: di Thiago Silva il primo gol rossonero (Max Rossi/Reuters)
Davide Ballardini sotto la pioggia (Foto Ansa)

La Gazzetta dello Sport titola: "Il Milan non si ferma più. Lazio giù, Ballardini rischia. I rossoneri vincono 2-1 all'Olimpico e scavalcano la Sampdoria. Nel primo tempo la squadra di Leonardo cinica va in rete con Thiago Silva e Pato. Nella ripresa il difensore brasiliano segna un autogol. Per i biancocelesti la crisi è ufficiale e il tecnico è in bilico".

Continua la "rosea": Il Milan non si ferma più. All'insegna della sua anima brasiliana espugna anche l'Olimpico battendo la Lazio 2-1. I rossoneri passano con esperienza e cinismo. Nel primo tempo, infatti, sfruttano le uniche due occasioni: apre Thiago Silva, poi tocca a Pato raddoppiare. Nella ripresa la Lazio si impegna e va in gol con un'autorete di Thiago Silva, tra l'altro interprete di una grande prestazione. Per i biancocelesti la crisi è ormai conclamata e Ballardini potrebbe avere le ore contate. Un trequartista per salvare la panchina. L'ex allenatore di Cagliari e Palermo oppone al Milan il 4-3-1-2, il suo modulo preferito, con Matuzalem alle spalle di Rocchi e Zarate. Ritiene di poter contrastare così il Milan ormai modellato da Leonardo sul 4-3-3. Ogni pedina al suo posto; ancora una volta Borriello in mezzo al tridente con Pato e Ronaldinho e la solita mossa con Seedorf offensivo nel centrocampo. La partita della vita della Lazio e del suo tecnico, parte con il piede giusto. Pressing, velocità e grande occasione già al 2', ma Rocchi da posizione ideale non chiude bene l'angolo e mette a lato. Il Milan sonnecchia. Sornione attende e riparte, ma senza alzare troppo il ritmo. Tra i biancocelesti il più ispirato è Zarate, ma quando si gioca da soli è impensabile riuscire a fare male al Milan. La Lazio prova dalla distanza con Kolarov e soprattutto Matuzalem, sperando nella pioggia fitta e in un Dida distratto, ma il brasiliano è molto attento. E il Milan? I rossoneri prendono campo con il possesso palla. Movimenti ipnotici e tagli improvvisi che costringono la difesa dei laziali a chiudere gli spazi con i raddoppi, dovendo fare i conti con il fiuto del gol di Pato e Borriello. Ma il guizzo vincente lo trova al 21' Thiago Silva che corregge in rete una punizione a rientrare di Pirlo dal lato corto dell'area di rigore. Impeccabile il tocco del difensore, implacabile nella sua area come in quella di Muslera.

Un Milan cinico e spietato, perché alla seconda occasione infila il 2-0. Questa volta l'assist è di Ronaldinho: palla perfetta che spiove sulla testa di Pato, straordinario nel deviare in reta alla sinistra del portiere uruguaiano. Ballardini all'inizio della ripresa propone Cruz al posto di Mauri. Il tecnico prova a scuotere la squadra con una mossa offensiva e a dire il vero sembra funzionare. Cruz è la scossa; le palle buone arrivano, ma l'argentino viene tradito da una lentezza sconosciuta. C'è da sottolineare la grande prova difensiva del Milan, pronto a chiudere tutte le iniziative dei padroni di casa e ripartire sfruttando vaste praterie. Ma la Lazio, con Meghni al posto di Baronio, non molla e con un pressing costante mette in affanno i rossoneri che si inguaiano da soli. Al 19', su tiro di Zarate, Thiago Silva realizza nella sua porta il più classico degli autogol. Come può non crederci a questo punto la Lazio? La lezione di Napoli insegna e il Milan subisce. Dida deve fare i salti mortali per evitare il 2-2, ma la stanchezza fa la differenza. Con Flamini al posto di Seedorf, Leonardo regala copertura e spinta al Milan e proprio il francese, al 38', si vede negare da Muslera il gol al volo dalla distanza: splendida la deviazione del portiere laziale che alza oltre la traversa. Il finale è un dèja-vu: la Lazio prova l'ultimo assedio; il Milan con Abate inserito per fare muro, risponde con la testa e manca ancora il 3-1 con una magia di Pato, deviato con bravura da Muslera. I rossoneri balzano al terzo posto.


Il Messaggero riporta:

Un'ora di buon Milan basta per battere 2-1 la Lazio e inguaiare sempre di più il tecnico biancoceleste Davide Ballardini. I rossoneri passano allo stadio Olimpico e si prendono il terzo posto solitario in classifica con 22 punti. Sempre più critica, invece, la situazione dei capitolini: la serie nera prosegue e con 11 punti la zona retrocessione è sempre più vicina. I verdetti maturano al termine di un match che la Lazio comincia meglio: al 2' ci prova Rocchi, ma la mira è imprecisa. I biancocelesti tengono il ritmo alto nei primi 10 minuti. Il Milan pensa a controllare la situazione e limita i rischi: Dida, in effetti, deve intervenire solo su un'innocua punizione di Kolarov. I rossoneri aspettano che la fiammata della Lazio si esaurisca e, senza incantare, colpiscono. Al 21' Pirlo calcia una punizione dalla fascia sinistra, nessuno si preoccupa dell'inserimento di Thiago Silva: colpo di testa e 1-0. La reazione dei padroni di casa non produce granché: la vivacità di Zarate non basta per impensierire la retroguardia del Milan. L'argentino cerca di rendersi pericoloso al 30' su punizione, ma Dida non ha problemi a deviare in corner. Dall'altra parte ha problemi enormi, invece, Muslera: al 35' non riesce ad arrivare sul perfetto colpo di testa di Pato, 2-0. I rossoneri giocano sul velluto e al 40' avrebbero la chance di chiudere definitivamente i conti. Seedorf non sfrutta nel modo migliore una punizione a due nell'area laziale, palla sul fondo.

La Lazio prova a riaprire il match in avvio di ripresa, quando Ballardini spedisce in campo anche Cruz. La porta di Dida vacilla al 49', quando un intervento in scivolata di Thiago Silvia rischia di trasformarsi in un autogol. Il difensore brasiliano, protagonista assoluto nel tabellino dei marcatori, fa centro nella porta sbagliata al 65'. La fortuna non lo assiste nella carambola innescata dal tiro di Zarate: Dida beffato, 2-1 e Zarate zittisce a gesti i contestatori della Lazio. Improvvisamente, comincia un'altra partita. Il Milan, padrone del campo per un'ora, si ritrova alle corde. Dida deve rimediare su un siluro di [Zarate Mauro Matias|Zarate]] e deve anticipare in extremis Cruz. Al 76' Rocchi svetta sul cross di Meghni, la mira è sbagliata e il pallone si perde sul fondo. Gli ospiti mettono la testa fuori dal guscio all'83', quando Muslera deve confezionare un intervento miracoloso per negare il gol a Flamini. La Lazio si arrende, il Milan arriva al traguardo col fiatone.


Bocche cucite in casa Lazio al termine della partita persa per 2-1 con il Milan all'Olimpico. Il presidente Lotito ha lasciato lo stadio senza rilasciare dichiarazioni, così come il tecnico e i giocatori, ma la società ha già annunciato che al termine dell'allenamento di mercoledì prossimo andrà in ritiro, praticamente per dieci giorni, per preparare al meglio la prossima sfida contro il Napoli. Questa decisione dovrebbe confermare l'intenzione di Lotito di trattenere ancora Ballardini sulla panchina della Lazio.

"Non posso decidere io di allenare la Lazio. Non dipende da me e posso solo dire che non ho mai parlato con nessuno della dirigenza e non penso che succederà in futuro". Zdenek Zeman ha assistito all'Olimpico alla sfida tra Lazio e Milan, una presenza da spettatore non interessato, a sentire le sue dichiarazioni, nonostante alcune voci lo mettano nella ristretta lista delle possibili alternative a Ballardini. "La Lazio ha fatto una buona partita - ha aggiunto Zeman - meglio di altre volte. Penso che abbia una rosa abbastanza competitiva per far bene. Rischio retrocessione? No, non credo".


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