Mercoledì 20 luglio 2016 - Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Lazio-Padova 2-1


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20 luglio 2016 - Auronzo di Cadore (BL), Stadio Rodolfo Zandegiacomo - Amichevole - inizio ore 17.00


LAZIO: Berisha (46' Vargic), Basta (33' Patric), de Vrij (46' Mauricio), Hoedt (62' Prce), Radu (62' Germoni), Onazi (87' Javorcic), Cataldi (52' Lombardi), Lulic (62' Murgia), Kishna (52' Morrison), Djordjevic (62' Palombi), Keita (70' Oikonomidis). A disposizione: Strakosha, Borrelli, Milinkovic-Savic. Allenatore: Inzaghi.

PADOVA: Bindi (62' Favaro), Sbraga (86' Cisco), Emerson (46' Tentardini), Russo (80' Scevola), Madonna (55' Ilari), De Risio (81' Marcandella), Filipe (55' Giandonato), Dettori (62' Mazzocco), Favalli (62' Dionisi), Neto Pereira (46' Petrilli), Altinier (70' Bottalico). Allenatore: Brevi.

Arbitro: sig. Amabile (Vicenza) - Assistenti sigg. Polo Grillo e Zanetti.

Marcatori: 3' Cataldi (rig), 28' Altinier, 30' Djordjevic.

Note: angoli 6-2.

Spettatori: 1.000 circa.


Stefan de Vrji
Il rigore di Cataldi
Ravel Morrison
Ricardo Kishna
Senad Lulic
Ricardo Kishna
Stefan Radu
Dusan basta
Keita Balde Diao
Etrit Berisha
Maurí­cio dos Santos
Kisnha, Onazi, Catadi e Djordjevic
Keita Balde Diao
Ravel Morrison
Ravel Morrison
Keita Balde Diao

La Gazzetta dello Sport titola: "Keita trascina la Lazio. Show tra i buu razzisti. L'esterno, arrivato tardi in ritiro, è decisivo contro il Padova: si procura il rigore, dà l'assist del 2-1 e poi zittisce gli ultrà veneti. Ufficiale: arriva Jordan Lukaku. C'è il sì di Immobile, ma serve l'accordo con il Siviglia".

Continua la "rosea": Keita Balde Diao, nel bene e nel male. E' lui il protagonista assoluto del terzo test stagionale della Lazio, per quello che combina in campo (sprint sulla fascia, tocchi di classe, assist), ma anche (in negativo) per quanto riceve dagli spalti. I tifosi del Padova lo prendono infatti di mira con i soliti odiosi buu razzisti. Keita fa finta di non sentirli, ma poi dopo la cosa più bella che combina nel corso del match (la serpentina con cui offre a Djordjevic la palla del 2-1) zittisce gli ultrà padovani portandosi il dito sulla bocca. Una pagina tanto più brutta se si considera che si trattava di un'amichevole precampionato. Ma, si sa, certe idiozie non vanno mai in vacanza. I buu, in ogni caso, non rovinano la festa all'attaccante laziale. Quella contro il Padova (squadra di Lega Pro che si rivela molto interessante) era la sua prima uscita stagionale dopo l'iniziale rinuncia unilaterale ad andare in ritiro ed il successivo cambio di idea. Nei primi giorni di allenamento sembrava un separato in casa, la partita invece svela un Keita di nuovo voglioso di giocare e (apparentemente) in armonia con i compagni. Probabile che chieda ancora di essere ceduto, ma intanto dimostra di non voler essere un corpo estraneo.

Keita a parte, il test (2-1 il punteggio finale) fornisce buone indicazioni per Inzaghi (ed anche per il tecnico padovano Brevi). La Lazio si disimpegna molto bene nella prima frazione, che chiude sul 2-1 solo perché i suoi giocatori non capitalizzano tutte le occasioni e perché la difesa si fa trovare impreparata nell'unica occasione in cui il Padova si affaccia nella metà campo avversaria (arriva così il pareggio di Altinier). Prima e dopo, però, la Lazio controlla le operazioni. Sblocca subito con Cataldi dagli 11 metri (rigore per il fallo di Madonna su Lulic), sfiora il raddoppio in ameno altre tre circostanze, ritorna subito in vantaggio con Djordjevic e sfiora la terza rete. Meno bene i biancocelesti nella ripresa. La società si muove per rinforzarsi. Ufficiale l'acquisto del terzino Jordan Lukaku dall'Ostenda. Operazione da 5 milioni per il cartellino, il giocatore firmerà un triennale da un milione a stagione. Immobile: dopo l'accordo con l'attaccante (quinquennale a 2 milioni a stagione più bonus) si tenta l'accordo col Siviglia sulla base del prestito oneroso a 2 milioni, con altri 8 milioni per il riscatto obbligatorio.


Il Corriere dello Sport titola: "Super Keita è più forte degli ululati. Si riprende la sua Lazio e zittisce i cori beceri degli ultrà del Padova".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Fa bene Simone Inzaghi a parlarci ogni giorno, cercando di portarlo sulla strada giusta, e fa bene la Lazio a non mollarlo, tirando giù il prezzo come succede sul mercato quando un talento e i suoi agenti si mettono di traverso per andare via. Ancora meglio sarebbe portarlo al rinnovo di contratto come il ds Tare sta provando in questi giorni senza cedere alle isterie di Lotito, che lo avrebbe spedito subito a tagliare le siepi di Formello. Sono bastati appena settanta minuti a Keita per riprendersi la Lazio, mettere la propria firma (come suggeritore) al primo vero successo nell'estate biancoceleste e anche per zittire gli ululati degli ultras del Padova, saliti in Cadore. Già, perché il sole picchia forte e fa male alla testa degli imbecilli veri, in azione e protagonisti a luglio. Pagine di calcio da abolire e bisognerebbe chiedersi perché se succede in Europa League si rischiano sospensioni di partite ufficiali e in questo caso, con un arbitro di provincia e per un'amichevole estiva, nessuno è intervenuto. Ce l'avevano con l'attaccante senegalese, perché Onazi (altro giocatore di colore) non è stato assolutamente sfiorato. Chissà. Magari diranno che non era razzismo ma solo antipatia. In ogni caso non è bello e neppure giusto. Sono gesti da condannare. Alla mezz'ora, dopo alcuni fastidiosi tentativi, gli ultras del Padova si sono fermati.

Keita aveva appena servito l'assist del raddoppio a Djordjevic dopo uno dei suoi slalom e quando la palla è rotolata in rete ha fatto segno a quei ragazzi di stare zitti. I tifosi della Lazio, è bene sottolinearlo, non c'entrano. Sono stati inizialmente spettatori e poi hanno applaudito Keita, apprezzandone l'impegno. Si è visto subito. Il senegalese aveva voglia e ha fatto la differenza dal primo minuto, portando qualità e imprevedibilità nella manovra di una Lazio ancora troppo piatta e monocorde, perché mancavano alcuni big e con le gambe pesanti a causa di una dura preparazione. Keita al quarto minuto ha seminato il panico e ha conquistato l'angolo da cui è nato il rigore (atterrato Lulic da Madonna, figlio dell'ex laziale) trasformato da Cataldi. Amichevole vera con il Padova costruito per un campionato da vertice in Lega Pro. La Lazio ha risposto benissimo nella prima mezz'ora, tenendo i ritmi alti e cercando subito di rovesciare il gioco in profondità. Keita era al centro di tutte le azioni più pericolose, Kishna sulla fascia destra invece non riusciva a ingranare. Cataldi s'è fatto apprezzare in regia, Lulic s'inseriva, discreto de Vrij alla seconda partita otto mesi dopo l'intervento al ginocchio. Una leggerezza di Radu e l'uscita in leggero ritardo di Berisha hanno consentito ad Altinier di sfruttare l'unica occasione per pareggiare. La linea arretrata biancoceleste è rimasta ferma pensando di far scattare il fuorigioco. Il centravanti del Padova, invece, è stato abilissimo sul taglio a farsi trovare pronto per il tocco decisivo davanti al portiere albanese.

Alla squadra di Inzaghi (con il papà Giancarlo in tribuna) sono bastati appena due minuti per tornare in vantaggio. Tap-in vincente di Djordjevic su assist di Keita, a cui Bindi ha negato il gol del possibile 3-1 dopo altri tre minuti. Il meglio la Lazio lo ha prodotto nella prima frazione. Dopo l'intervallo Inzaghi ha sostituito de Vrij con Mauricio, poi ha cambiato Cataldi con Morrison, arretrando Onazi come playmaker. L'inglese, però, non rispettava le posizioni, attratto com'è dalla palla. La va sempre a cercare, ma si muove fuori dal contesto tattico. Difficile collocarlo. Sono entrati anche tutti gli altri ragazzi, Simone ha tenuto in campo Keita sino al settantesimo e nonostante la girandola di cambi la Lazio non ha perso la propria fisionomia, concedendo quasi niente al Padova, che pure si è dimostrata squadra solida e con un buon centrocampo.


Tratte dal sito web ufficiale della S.S. Lazio, alcune dichiarazioni post-gara:

Massimiliano Farris: "Dobbiamo migliorare ancora molto, la condizione atletica, la fluidità di manovra. Questa amichevole è stata importante per iniziare a far capire ai ragazzi che ora non ci sono più test leggeri, hanno avuto un buon impatto, anche dal punto di vista tattico, certo i ritmi non sono soddisfacenti ma è normale visti i carichi di lavoro. Bisogna lavorare su tutto, noi siamo partiti da zero per il concetto della fase difensiva. Abbiamo subito un gol, dobbiamo analizzarlo con i ragazzi. Era un inserimento abbastanza leggibile. Dobbiamo capire, se è arrivato perché i ragazzi sono stanchi ci può stare ma dobbiamo limare queste cose e cercare di subire meno gol possibili. Basta ha avuto un piccolo affaticamento, è uscito per precauzione. In allenamento stanno spingendo molto e abbiamo preferito farlo giocare qualche minuto in meno piuttosto che rischiare di non averlo a disposizione nei prossimi allenamenti".

Alessandro Murgia: "Il ritiro sta andando bene, facciamo sedute molto intense sia con il prof. Ripert che con mister Inzaghi e lo sentiamo sulle gambe. Il morale è alto, siamo contenti del lavoro che stiamo facendo. Rispetto alla preparazione con mister Pioli dove svolgevamo lavori specifici per reparti, con mister Inzaghi facciamo molto lavoro fisico a secco, conosco il suo tipo di lavoro e mi trovo molto bene con lui, sono esperienze che sto vivendo al meglio. Il clima è positivo, siamo consapevoli che dobbiamo fare del nostro meglio in campo, dobbiamo riscattarci dalla scorsa stagione, siamo un gruppo unito, c'è entusiasmo. Ognuno sceglie un percorso diverso, sicuramente la soluzione migliore per un giovane è giocare ma si cresce anche a lavorare con i grandi, anche in allenamento puoi migliorare. Per ora penso solo all'opportunità che ho di migliorarmi e poi vedremo con la società per il futuro. Il ruolo? Con mister Inzaghi giocavo sia come mezz'ala sia davanti alla difesa, dove mi schierano cerco di dare il massimo poi sarà il mister a decidere".

"Sta alla società decidere la rosa, io sfrutto le chance che mi dà il mister, penso sempre positivo poi non so cosa accadrà. Lucas è il capitano di questa Lazio è un piacere averlo come compagno e guardarlo. Ora come ora sono sereno e non penso al futuro, sto con il gruppo che mi hanno integrato bene, al ritorno a Roma si vedrà. Keita è un grande giocatore dentro e fuori dal campo, con lui ho un bellissimo rapporto, quello che è accaduto sono cose che riguardano solo lui e la società. Io posso dire che si allena bene, a noi questo interessa. Personalmente il lavoro del prof. Ripert è positivo e si vede sul campo, è intenso e fa bene. Fisicamente mi sento bene ed è merito suo e di tutto lo staff. Il gruppo ci ha integrato bene, i senatori, Radu e Lulic ci aiutano molto, Danilo è il mio compagno di stanza e mi dà molti consigli. Il tifo è l'uomo in più, noi dobbiamo pensare a far bene per riportare la gente allo stadio. Il popolo laziale è caldo, vogliamo dimostrare che giochiamo anche per loro, ne abbiamo bisogno"



La formazione del primo tempo: Djordjevic, Berisha, Kishna, Hoedt, de Vrji, Lulic; Basta, Cataldi, Onazi, Keita, Radu
Un'altra foto della formazione







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