Sabato 22 luglio 2017 - Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Lazio-Spal 2-0


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22 luglio 2017 - Auronzo di Cadore (BL), Stadio Rodolfo Zandegiacomo - Amichevole - Trofeo Tre Cime di Lavaredo - inizio ore 17.00


LAZIO: Vargic, Wallace (46' Bastos), Hoedt (71' Luiz Felipe), Radu (46' de Vrij), Marusic (60' Basta), Murgia (46' Leiva), Luis Alberto (71' Crecco), Milinkovic (60' Di Gennaro), Lulic (60' Patric), Felipe Anderson (46' Keita), Immobile (60' Palombi). A disposizione: Strakosha, Guerrieri, Lukaku, Mohamed, Parolo, Oikonomidis, Kishna, Lombardi, Djordjevic, Rossi. Allenatore: S. Inzaghi.

SPAL: Gomis, Oikonomou (55' Gasparetto), Cremonesi, Vicari (63' Polvani), Lazzari, Schiattarella (77' Bellemo), Viviani (46' Rizzo), Mora (66' Schiavon), Costa (dal 70′ Mattiello), Antenucci (dal 74′ Finotto), Floccari (46' Paloschi), A disposizione: Marchegiani, Boccafoglia, Arini, Poluzzi, Artioli. Allenatore: Semplici.

Arbitro: sig. Marinelli (Tivoli - RM) - Assistenti sigg. Baccini e Scarpa.

Marcatori: 44' Immobile, 86' Keita (rig).

Note: esordio nella Lazio di Davide Di Gennaro.

Spettatori: 3.000 circa, con buona rappresentanza della tifoseria ferrarese.


L'ingresso in campo delle due squadre
Il biglietto della partita
I giocatori al centro del campo prima del fischio d'inizio
Felipe Anderson
Ciro Immobile
Alessandro Murgia e Luis Alberto
Un poderoso contrasto di Milinkovic
Il gol dell'1 a 0
Adam Marusic

La Gazzetta dello Sport titola: "Immobile c’è, ma Inzaghi sbotta. Lazio ancora lontana dalle big. Spal battuta, in gol pure Keita. Il tecnico: Ci serve capire se possiamo puntare su di lui".

Continua la "rosea": Lampi e mugugni. Clima di festa e qualche muso lungo. Grandi attese e punti interrogativi. Il ritiro della Lazio ad Auronzo di Cadore si conclude con un confortante 2-0 nel primo test di una certa attendibilità, quello contro una promettente Spal, ma anche con parecchi nodi da sciogliere. E Simone Inzaghi, fedele al suo stile schietto, non fa nulla per nasconderli: "Siamo indietro rispetto alle nostre concorrenti. Si stanno tutte rinforzando tantissimo. Dobbiamo recuperare terreno. Al momento questa Lazio non è da primi posti". Parole pesanti. Ma il tecnico aggiunge: "C’è ancora tempo per rimediare. Sono sicuro che la società farà la sua parte, il resto lo faremo noi, cercando di colmare il gap con le grandi attraverso il lavoro". La Lazio, in effetti, è un cantiere aperto. "Sono arrivati tre buoni elementi, ma abbiamo perso un giocatore fondamentale come Biglia. Se mi sento tradito da lui? Mi ha comunicato la sua scelta a fine campionato, ci sono rimasto male perché ero convinto che volesse restare a lungo il capitano di questa squadra". C’è poi il caso Keita. "Va risolto al più presto, per il bene suo e nostro. E’ fondamentale capire se possiamo puntare su lui oppure no".

Inzaghi manda pure una frecciatina a chi sarebbe potuto arrivare: "Avevo parlato con Borini, mi sembrava entusiasta della Lazio, qui avrebbe trovato l’ambiente ideale per lui, poi ha scelto il Milan". Dalla società rossonera potrebbe però arrivare un altro attaccante. L’ipotesi Bacca, infatti, sta decollando. C’è un’intesa di massima tra i club, resta da convincere il giocatore. Nell’attesa che arrivi il colombiano, la Lazio viaggia con le marcature dei goleador della scorsa stagione: il solito Immobile e l’inquieto Keita. Contro la Spal sono loro a risolvere la gara. L’attaccante della Nazionale è il mattatore della prima frazione di gioco. Sfiora il gol in tre occasioni, poi lo realizza a un minuto dall’intervallo. Imbeccato da una magia di Anderson, Immobile punta il portiere Gomis, lo supera e deposita in rete. Il senegalese, schierato nella ripresa (con Immobile gioca solo il primo quarto d’ora, poi il napoletano esce per Palombi) chiude la gara a tre minuti dal 90’ su rigore (fallo di Polvani su Luiz Felipe). Molto bene la Lazio nel primo tempo, con trame di gioco efficaci e una discreta condizione, meno nella ripresa anche per la girandola di cambi che Inzaghi effettua a singhiozzo (quattro dopo l’intervallo, altri quattro al quarto d’ora, gli ultimi due alla mezzora).

Dei nuovi acquisti piace Marusic, mentre gli ultimi due arrivati, Leiva e Di Gennaro (quest’ultimo al debutto), sono in evidente ritardo. Promossa anche la Spal, nonostante il risultato negativo. La formazione di Semplici non sfigura affatto al cospetto di una squadra dalla cifra tecnica decisamente superiore. Della neopromossa piace in particolare la fase difensiva. E questa è un’ottima notizia in chiave campionato, visto che dopo due tornei vinti il prossimo sarà sicuramente di sofferenza. Applausi infine ai tanti tifosi delle due squadre. Nel piccolo stadio di Auronzo hanno assistito alla gara gli uni a fianco agli altri. Senza la minima tensione.


Il Corriere dello Sport titola: "Lazio, è già poker. Quarta vittoria su altrettante gare nel precampionato dei biancocelesti. La Spal neopromossa mette in campo organizzazione e grinta, ma Immobile e Keita spengono le velleità della squadra emiliana. Vargic nel finale salva su Paloschi. Inzaghi continua a lavorare sul modulo 3-5-2: Luis Alberto in regia entusiasma l’allenatore".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Immobile e Keita, tanto per non cambiare. L’Immobile di sempre, non sbaglia un colpo, è il totem delle tribù del gol (4 reti in tre amichevoli). Il Keita che scompare e ricompare, tra punizioni e perdoni, è stato reintegrato ieri dopo due assenze (una l’ha voluta, una se l’è cercata). L’hanno decisa loro, naturalmente, l’amichevole con la Spal (2-0). Immobile ha colpito nel primo tempo, imbeccato da Felipe. Keita ha colpito nella ripresa su rigore (fallo di Polvani su Luiz Felipe). Se la son dovuta vedere con una Spal più indietro nella preparazione, ma molto organizzata, ringhiante, con Floccari e Paloschi sempre pericolosi (un tempo per uno). Al primo anno di A conta anche la personalità. Ancor più di Lazio e Spal hanno colpito i tifosi: in 3.000, divisi per fede, hanno invaso lo stadio "Zandegiacomo", non se n’erano mai visti così tanti. Immobile e Keita. Dipendesse da Inzaghi giocherebbero sempre loro. E invece ognuno dovrà andare per la sua strada. Immobile con la Lazio, Keita non si sa, la destinazione è una sua esclusiva, sempre che Lotito accetti. Si può essere con lui o contro di lui, in campo mette tutti d’accordo.

Inzaghi ha chiuso il ritiro di Auronzo con la quarta vittoria su quattro, Semplici ha iniziato il ritiro di Auronzo tenendo testa con la sua matricola. Entrambi si sono sfidati con il 3-5-2, è piaciuto il fervore operativo di tutti quanti, meno la qualità della manovra. Si attendono miglioramenti da una parte e dall’altra. Inzaghi aspetta un attaccante da affiancare a Immobile e da alternare a Felipe, deve integrare Lucas Leiva. Semplici era orfano di varie pedine tra cui il Felipe ex Udinese. Simone ha deciso di puntare sul 3-5-2 stabilmente, Semplici ci ha già costruito due promozioni, punta alla salvezza. Inzaghi è partito con Wallace, Hoedt e Radu in difesa mentre De Vrij è entrato nel secondo tempo, con lui Bastos (non sempre sicurissimo) e Luiz Felipe. Il primo terzetto ha dato più garanzie. Marusic finalmente è partito sulla fascia destra e più che al primo Lulic per fisionomia assomiglia al primo Kolarov: in poco tempo ha conquistato tutti in squadra, lo ritengono molto forte e hanno ragione, può essere la sorpresa. Murgia, Luis Alberto, Milinkovic (illuminante) e Lulic hanno formato il resto della linea a cinque. Immobile e Felipe erano le punte.

Molto meglio il primo del secondo tempo. Keita è entrato nella ripresa assieme a Lucas Leiva. Simone è sempre partito con lo spagnolo in regia, è entusiasta di lui. Il brasiliano, nuovo Biglia, deve lavorare atleticamente. D’accordo, è un regista con caratteristiche di interdizione, ma si sporge troppo poco, non è un palleggiatore, dovrà cercare di esserlo. Il 3-5-2 prevede l’impostazione del regista difensivo (nel primo tempo Hoedt), lo scarico sul quinto di centrocampo o sulla mezzala, che dev’essere più di costruzione. Serviranno cross dai lati, se ne sono contati pochi. Le punte, più la seconda della prima, vanno incontro sulla trequarti. Da un’imbucata di Felipe è nato l’1-0 di Immobile. Nel secondo tempo è stato ficcante Paloschi, l’ha fermato Vargic, erano a tu per tu.


Il Messaggero titola: "Immobile-Keita boom boom. La Lazio ad Auronzo supera la Spal (2-0) grazie ai gol della collaudata coppia d’attaccanti della passata stagione. Marusic e Milinkovic danno spettacolo, bene anche Luis Alberto. Leiva e Di Gennaro in campo nella ripresa".

Prosegue il quotidiano romano: Immobile e Keita. Sono loro la coppia gol della Lazio. Apre Ciro dopo un’azione da applausi con Anderson e chiude su rigore Balde, entrato solo nella ripresa. I biancocelesti battono (2-0) la Spal in un antipasto della serie A che sta per iniziare. Cori (e uno striscione contro Kolarov neoromanista) e bandiere al vento dei 3000 tifosi presenti. La squadra di Inzaghi ha più giorni di allenamento e soprattutto più fisicità rispetto agli undici di Semplici, che non hanno certo demeritato. La Spal si è difesa in modo ordinato, concedendo molto possesso palla ai biancocelesti che però, in più di una occasione, è sembrato sterile. C’è ancora da lavorare per oliare i meccanismi. Inzaghi punta molto sugli esterni, quelli che in gergo vengono chiamati i quinti. Gli intermedi di centrocampo, con questo modulo, hanno maggiori compiti d’impostazione. Spesso infatti Milinkovic o Murgia, in fase di possesso, si alzano per andare a scambiare palla. Anderson, attaccante atipico e molto mobile, va a coprire il buco lasciato dal mediano, che cerca lo scambio con la punta per inserirsi per vie centrali. Altre volte, invece, gioca subito palla dentro per i tagli di Immobile. Azione vista proprio nei primi minuti di gara con Sergej, che serve un pallone d’oro a Ciro, anticipato ottimamente da Gomis.

Gli esterni sono i più impegnati: devono attaccare continuamente la profondità e poi rinculare in fase difensiva, quando la palla passa agli avversari. Inoltre, proprio perché hanno gamba, sono loro gli incaricati a restare dietro quando la Lazio batte i calci d’angolo. Questo perché i tre centrali di Simone sono tutti abili di testa e danno più peso in area dirigore. Mentre a Roma tiene banco il "tradimento" di Kolarov, passato alla Roma, sotto le Tre Cime di Lavaredo, la Lazio si coccola quello nuovo. Impressionante la somiglianza di Marusic con Alexandar, sia fisicamente che nelle movenze. Non avrà la stessa potenza di calcio, ma Adam è più duttile visto che può giocare sia a destra sia a sinistra. Arrivato come un Carneade qualsiasi, in poco tempo ha già conquistato tutto. Soprattutto Inzaghi, che lo applaude spesso quando scappa via sulla sua fascia di competenza o quando ingaggia duelli corpo a corpo con gli avversari. Impressionante poi Milinkovic per facilità di gioco e sopratutto per la visione. Danza leggiadro tra le linee, nonostante un fisico da corazziere.

Numeri e giocate da campione. L’aria di derby si sente subito: l’ex romanista Viviani gli molla un pestone, l’occhiataccia di Sergej dice tutto. Molto attivo anche Murgia che corre per due, recuperando palloni e cercando sempre l’inserimento e il taglio in verticale. È giovane ma ha carattere. Per questo è stato preferito a Cataldi. Nel primo tempo è Luis Alberto a orchestrare il gioco. Lo spagnolo è il più in palla dei suoi e dirige bene la manovra. Ha piedi ben educati e si vede. Fa meno la fase difensiva, gioca qualche metro avanti ed è spesso nel vivo delle azioni d’attacco. Nella ripresa Simone inserisce Leiva tenendo in campo anche Luis Alberto, dirottato nel ruolo d’intermedio di destra. La differenza si vede perché Lucas, per caratteristiche, gioca più basso. Quasi schiacciato sulla linea difensiva, un recupera palloni più che un costruttore. Ed è per questo che ad impostare ci pensano i difensori, in particolar modo Hoedt. Un regista arretrato. Deve ancora entrare bene nel modulo, tanto che Inzaghi gli chiama spesso i movimenti e i passaggi che deve fare. Si farà. Bisognerà rodarlo ancora molto questo dispositivo perché senza il continuo movimento degli esterni si fa un po’ fatica, soprattutto con le difese chiuse, come quella di ieri della Spal.


Il Corriere delle Alpi titola: "Ad Auronzo la Lazio impone la legge del più forte - Pur senza strafare, nell’anticipo di A i biancazzurri romani superano la matricola Spal e centrano il quarto successo di fila"

Partita vera doveva essere e partita vera è stata. Lazio e Spal onorano al meglio la seconda edizione del trofeo Tre Cime di Lavaredo passandosi simbolicamente il testimone nel ritiro di Auronzo. Alla fine festeggia la Lazio, che bissa il successo dello scorso anno; e questa volta non servono nemmeno i calci di rigore. Finisce infatti 2-0 contro la Spal, con i biancocelesti romani che chiudono il decimo anno in Cadore con un pieno di vittorie: quattro su quattro. Il colpo d’occhio dello Zandegiacomo è straordinario: spalti gremiti e tifo colorato ed appassionato sia da una parte e sia dall’altra. Per quanto riguarda invece il campo, schieramenti a specchio al fischio d’inizio. Sia Inzaghi e sia Semplici optano per il 3-5-2, anche se il primo colpo di scena lo regala l’arbitro che al 4’ lamenta un principio di infortunio rivelatosi fortunatamente solo un falso allarme.

Cronaca scarna: al 4’ Immobile tenta la rovesciata da posizione decentrata con Gomis che smanaccia in angolo. La replica della Spal, che gioca in maglia rossa, arriva al 9’; ma il tiro di Oikonomou è facile preda di Vargic. Gambe pesanti e ritmi blandi: il gioco ristagna a centrocampo anche se la Lazio sfiora il gol in due circostanze. Errore da matita rossa quello di Immobile che alla mezz’ora spara alto dal dischetto del rigore. Sul tramonto della prima frazione, il secondo colpo di scena: al minuto 43 ripartenza bruciante della Lazio con Felipe Anderson che innesca tra le linee Immobile. Finta del nazionale su Gomis in uscita e palla in rete: 1-0 per gli uomini di Simone Inzaghi. La ripresa si apre con i primi cambi: Inzaghi inserisce Keita e soprattutto Lucas Leiva, Semplici risponde con Paloschi e l’ex bolognese Rizzo. Proprio Keita apre le danze al 2’ con un tiro alto scagliato da posizione defilata. La Spal fatica a creare grattacapi a Vargic mentre la Lazio appare poco lucida in fase di ultimo passaggio. Col trascorrere dei minuti i ritmi calano ulteriormente nonostante la continua girandola di cambi che regala forze fresche su entrambi i fronti. Tra le fila della Lazio trova spazio anche l’ultimo arrivato Di Gennaro, che Inzaghi schiera nell’inedito ruolo di mezzala destra.

A due giri di lancette dalla mezz’ora la grande occasione della Spal: palla filtrante per Paloschi che calcia a botta sicura ma trova la pronta risposta di Vargic proteso in uscita disperata. Occasione sprecata anche dalla Lazio al 38’ con Palombi, che di testa da ottima posizione non inquadra la porta. Al 42’ il terzo e decisivo colpo di scena. Fallo di Polvani su Luiz Felipe: calcio di rigore. Dagli undici metri Keita spiazza Gomis e fa 2-0 mettendo la vittoria in ghiaccio. Per il senegalese potrebbe essere stato questo l’ultimo gol in maglia biancoceleste, visto che le sirene di mercato provenienti da Milano sponda Inter e da Torino sponda Juve si fanno sempre più insistenti. Al triplice fischio cantano tutti, ricambiati dal saluto delle rispettive squadre del cuore ma è la Lazio a festeggiare la vittoria del trofeo Tre Cime: che sia di buon auspicio viste come sono andate le cose nello scorso campionato?


Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

"In questo momento non siamo da primi posti". E’ l’allarme di Inzaghi, l’ha lanciato nella prima conferenza. Tira dritto aspettando rinforzi: "Dobbiamo risolvere alcuni casi al più presto e fare ancora qualcosa sul mercato, le altre corrono e si stanno rinforzando tantissimo, spendendo molto. Abbiamo perso Biglia, vediamo cosa accadrà con Keita. Siamo in ritardo nella griglia di partenza, ma attraverso il lavoro in campo e qualche intervento della società possiamo risalire". Simone prova a restare ottimista, ha detto sì agli arrivi di Marusic, Lucas Leiva e Di Gennaro: "Sono molto contento, li ho condivisi. Cosa accadrà se rimarrà Keita? Penso lo abbia detto anche il presidente. Non ho nessuna preclusione, ho chiesto però che si faccia chiarezza in fretta su tutti i casi. Non abbiamo tempo, ci avviciniamo alla Supercoppa, servono certezze. Keita ha lavorato molto bene, si è fermato solo per un problemino prima della seconda amichevole e mi ha chiesto di non giocare. Poi si sono susseguite le voci di mercato, ho deciso di non farlo giocare con la Triestina. Il caso va risolto al più presto per il bene di tutti. Dovremo capire se potremo contare su di lui o no". L’ottimismo di Inzaghi nasce dalle risposte del gruppo: "E’ l’aspetto che mi fa sentire forte. A volte siamo andati anche oltre, le discussioni di solito non si verificano nei primi 20 giorni, ma è successo. Preferisco questo alle squadre piatte. Il gruppo è solido, sono soddisfatto".

Simone è rimasto spiazzato da Biglia: "Avevo dato per scontato il rinnovo. Fassone ha detto che cercava Biglia da ottobre? Non lo so. Alla penultima di campionato l’argentino mi ha detto che sarebbe partito e sono rimasto allibito. Ho cercato di porre rimedio. Biglia voleva sposare un altro progetto. Era importante nello spogliatoio, è il play più forte d’Italia. La società mi aveva dato carta bianca, se l’avessi convinto a restare si sarebbe sistemato tutto. Il 4 luglio sapevo che non sarebbe stato il capitano". Lucas Leiva è stato voluto: "E’ un grandissimo professionista, l’ho voluto, può giocare da play o nei due mediani avanzando Milinkovic. E’ un leader". E’ in arrivo la punta Caicedo dell’Espanyol: I profili è meglio non dirli, abbiamo visto cosa è successo con Borini, sembrava nostro, ci ho parlato, poteva essere un Immobile bis. Ha scelto altri".







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