Venerdì 23 agosto 2002 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Deportivo Alaves 2-1


Stagione

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23 agosto 2002 - Amichevole pre-campionato 2002/03

LAZIO: Peruzzi (74' Concetti), Pancaro (63' Colonnese), Stam (46' Nesta), Couto (46' Mihajlovic), Favalli (46' Negro), Fiore (46' Castroman), Liverani, Simeone (46' Giannichedda), Stankovic (46' S.Inzaghi), Crespo (85' Chiesa), C.Lopez (67' Gottardi). A disposizione: Marchegiani, Evacuo. Allenatore: Mancini.

DEPORTIVO ALAVES: Dutruel, Geli, Abelardo (74' Karmona), Tellez, Ivan Alonso, Ibon Begona (63' Alonso), Magno (63' Llorens), Pablo, Astudillo, J.Cruyff (70' Mara), Desio (74' Turiel). A disposizione: Juan Pablo. Allenatore: Manè.

Arbitro: Sig. De Santis (Tivoli).

Marcatori: 9' Fiore, 27' C.Lopez, 88' Tellez.

Note:

Spettatori: 30.000 circa.

Il biglietto della gara
I tre argentini Lopez, Crespo e Castroman prima dell'inizio della gara

Il gusto di sognare. Alla fine è questo che riesce a radunare più di 30.000 persone all'Olimpico, in una sonnacchiosa sera d'estate, per assistere al promettente debutto romano della nuova Lazio di Mancini, contro gli spagnoli dell'Alavès (strepitoso il gol di Fiore all'8': destro al volo su cross di Stankovic; bello anche il raddoppio di Lopez, liberato dallo stesso Fiore). Ma la festa, più che della Lazio, diventa sua, del Mancio, celebrato dagli striscioni della Nord e osannato dall'intero stadio quando parla dal centro del campo, ore 20.15: "Sono emozionato. Qui ho vinto uno scudetto: insieme a questo grande pubblico abbiamo l'obbligo di riprovarci. Il derby? Prima ci sono altre partite importanti". E il maxischermo mostra i gol dell'Artista alla Roma. Sì, il gusto di sognare lo ha restituito lui, alla gente laziale. Che poi sognare si può, quando la stagione deve ancora cominciare e la squadra fa dimenticare i problemi della società. Basta leggere i nomi: Peruzzi, Nesta ("Sono contento - dice il capitano tra gli applausi - di essere ancora qui, spero di restare il più possibile, voglio tornare a vincere qualcosa"), Stam, Stankovic (schierato a sinistra), Simeone (Mancini lo preferisce a Giannichedda; i tifosi lo amano e gli dedicano cori), Crespo, Lopez, Chiesa (numero 25, "lokomotiv" per la Curva). Campioni. I primi sette sono ancora della Lazio, nonostante le mille voci e le cento trattative di un mercato infinito; l'ultimo è il regalo di Cragnotti a Mancini.

Che ieri ha avuto anche l'esterno sinistro preferito, Manfredini: raggiunto l'accordo con Campedelli (5 milioni di euro pagabili in 4 anni per la comproprietà, più Pesaresi); lunedì l'ok per Oddo, che resterà (pagamento in 5 anni); nullo il contratto di Eriberto. Viva invece la polemica con la Fifa; prima, l'ufficio stampa della Federazione internazionale comunica che la Lazio, finché non saranno versati al Manchester i famosi 18 milioni di euro per Stam, non potrà vendere o comprare all'estero; poi la smentita. Cragnotti, infuriato, aveva fatto chiamare la Fifa, nella persona dell'avvocato Monteneri, per protestare: "Siamo increduli, dalla Federazione internazionale - dice il vicepresidente Uva - non è arrivato nessun ultimatum, tanto più che abbiamo preparato un piano per risolvere le varie situazioni, e la Fifa si è mostrata disponibile ad esaminarlo. I tifosi possono stare tranquilli". Ma questi problemi ieri sera erano lontani dall'Olimpico. Accantonati i cattivi pensieri, i tifosi avevano solo voglia di applaudire Mancini e la squadra, anche se qualche fischio per i più contestati della scorsa stagione, da Mihajlovic a Liverani a Pancaro, è arrivato comunque. Poi, cominciata l'amichevole con l'Alavès, il pubblico ha ammirato i nuovi schemi di Mancini: squadra corta (i giocatori, rapidi nel liberarsi del pallone, si aiutano molto), velocità, pressing e gran possesso di palla. Soprattutto, si è vista la Lazio offensiva studiata dal tecnico: in fase d'attacco, il 4-4-2 di partenza diventa quel 4-2-4 sul modello dell'Arsenal. Gli esterni - Fiore e Stankovic - supportano con continuità le punte; e si può sbilanciare, questa Lazio, perché la difesa offre ampie garanzie. Lo spettacolo già c'è, chissà che non arrivino anche risultati a sorpresa.

Fonte: La Repubblica