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| ⚫ | <br>[[Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio|La Società Podistica Lazio nasce a Roma il 9 gennaio 1900 per volere di quindici fondatori]] assolutamente quiriti (nove secondo la vulgata comune). Colui che ebbe l'idea è il bersagliere [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], fervente massone di animo puro e democratico. Forse il nostro nome e anche i nostri colori sono un regalo del [[I Rari Nantes e i Pionieri Laziali|fiume Tevere]], il simbolo di Roma a cui la nostra Società è più legata. Il galleggiante su cui i ragazzi si riunivano ancor prima della fondazione della Lazio, battezzato scherzosamente [[Capanno di Pippanera|Pippa Nera]], ha una storia antica. Vecchia lancia papale settecentesca, il secolo successivo è per tanti anni proprietà di Toto Bigio, uno dei barcaroli più celebri della città. Il servizio di trasporto in quel di Ripetta viene meno con la costruzione di [[Ponte Regina Margherita|Ponte Regina Margherita]]. Toto cade in disgrazia e cede lo scafo a tale Gamba di Legno, che lo attracca proprio nei pressi di [[Piazza della Libertà|piazza della Libertà]]. E lì comincia la nostra storia. |
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<br> Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio |
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| ⚫ | [[Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio|La Società Podistica Lazio nasce a Roma il 9 gennaio 1900 per volere di quindici fondatori]] assolutamente quiriti (nove secondo la vulgata comune). Colui che ebbe l'idea è il bersagliere [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], fervente massone di animo puro e democratico. Forse il nostro nome e anche i nostri colori sono un regalo del [[I Rari Nantes e i Pionieri Laziali|fiume Tevere]], il simbolo di Roma a cui la nostra Società è più legata. Il galleggiante su cui i ragazzi si riunivano ancor prima della fondazione della Lazio, battezzato scherzosamente [[Capanno di Pippanera|Pippa Nera]], ha una storia antica. Vecchia lancia papale settecentesca, il secolo successivo è per tanti anni proprietà di Toto Bigio, uno dei barcaroli più celebri della città. Il servizio di trasporto in quel di Ripetta viene meno con la costruzione di [[Ponte Regina Margherita|Ponte Regina Margherita]]. Toto cade in disgrazia e cede lo scafo a tale Gamba di Legno, che lo attracca proprio nei pressi di [[Piazza della Libertà|piazza della Libertà]]. E lì comincia la nostra storia. |
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| ⚫ | [[Timeline colori e simboli SS Lazio|La Lazio nasce bianca]]. Il celeste verrà dopo: ufficiosamente, in occasione della gara di calcio [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d'Armi - Lazio-Virtus 3-0|Lazio-Virtus del 1904]]; [[L'inaugurazione della bandiera|ufficialmente]] per volere del presidente [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], altro massone credente e praticante, che ammanta la Società del mito olimpico e dei colori dell'antica Grecia. Di lì a poco, nel 1905, anche [[L'aquila e la Lazio|l'aquila planerà]] sul nostro scudo sociale: un'aquila appenninica che nulla a che fare col mito delle legioni romane. Prima che calciatori, i nostri pionieri sono ottimi podisti ([[|Pagliani Pericle|Pericle Pagliani]] il più forte) e ottimi nuotatori ([[Tofini Romeo|Romeo Tofini]] primeggia). Fondamentale è anche la sezione [[S.S. Lazio Escursionismo|Escursionismo]]: fortemente voluta da Ballerini nel 1906, profondo conoscitore e amante della montagna, questa sezione è degna del nuoto e del calcio per continuità d'adesione alla S.S. Lazio. Col tempo ci appropriamo così dei nostri spazi di elezione: il campo della [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]] in zona Flaminio (1914); la splendida sede di [[Via Vittorio Veneto ex 7|via Veneto]] (1915); la casina fluviale all'[[Albero Bello]] (1921), dove oggi sta il [[Circolo Canottieri Lazio]]. Se abbiamo effettivamente portato per primi o meno il calcio a Roma poco importa: nel primo Novecento la S.P. Lazio è senza dubbio la squadra di football più prestigiosa della città e la più forte del centro-sud. |
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| ⚫ | <br>[[Timeline colori e simboli SS Lazio|La Lazio nasce bianca]]. Il celeste verrà dopo: ufficiosamente, in occasione della gara di calcio [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d'Armi - Lazio-Virtus 3-0|Lazio-Virtus del 1904]]; [[L'inaugurazione della bandiera|ufficialmente]] per volere del presidente [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], altro massone credente e praticante, che ammanta la Società del mito olimpico e dei colori dell'antica Grecia. Di lì a poco, nel 1905, anche [[L'aquila e la Lazio|l'aquila planerà]] sul nostro scudo sociale: un'aquila appenninica che nulla a che fare col mito delle legioni romane. Prima che calciatori, i nostri pionieri sono ottimi podisti ([[|Pagliani Pericle|Pericle Pagliani]] il più forte) e ottimi nuotatori ([[Tofini Romeo|Romeo Tofini]] primeggia). Fondamentale è anche la sezione [[S.S. Lazio Escursionismo|Escursionismo]]: fortemente voluta da Ballerini nel 1906, profondo conoscitore e amante della montagna, questa sezione è degna del nuoto e del calcio per continuità d'adesione alla S.S. Lazio. Col tempo ci appropriamo così dei nostri spazi di elezione: il campo della [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]] in zona Flaminio (1914); la splendida sede di [[Via Vittorio Veneto ex 7|via Veneto]] (1915); la casina fluviale all'[[Albero Bello]] (1921), dove oggi sta il [[Circolo Canottieri Lazio]]. Se abbiamo effettivamente portato per primi o meno il calcio a Roma poco importa: nel primo Novecento la S.P. Lazio è senza dubbio la squadra di football più prestigiosa della città e la più forte del centro-sud. |
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| ⚫ | Durante la [[Prima guerra mondiale]] la Lazio si distingue per l'[[Albo d'Oro degli atleti biancocelesti decorati o Caduti nella Prima Guerra mondiale|eroismo dei suoi soldati]] e la vicinanza della Società alle sorti del Regno. Ballerini predispone un [[Asilo Lazio|Asilo]] nella sede di via Veneto e fa della Rondinella un orto di guerra. Per questo e per l'impegno della Lazio nel sociale, nella diffusione della cultura e della pratica sportiva, nel 1921 la Lazio viene nominata [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|Ente Morale]] dal governo Giolitti. È il punto più alto della presidenza Ballerini. Fortunato [[Il discorso di commiato di Fortunato Ballerini all'Assemblea dei Soci pubblicato il 20 febbraio 1922|passa la mano nel 1922]]. Nel 1926 la S.P. Lazio cambia allora denominazione e diviene la [[La Società Podistica Lazio diventa Società Sportiva Lazio|Società Sportiva Lazio]] che oggi conosciamo. Le discipline praticate aumentano (il podismo è solo una tra le tante) e il professionismo si appropria del calcio: un processo di lunga durata che avrà ripercussioni anche in futuro. E infatti il 15 luglio 1963 la Società Sportiva Lazio diventerà l'[[Una fenice di 60 anni fa: la associazione delle Società Sportive "Lazio"|Associazione delle Società Sportive Lazio]]. Le singole sezioni ottengono maggiore autonomia, ma pur sempre sotto l'egida confederale della S.S. Lazio. Questa mossa sarà fondamentale per permettere alla Lazio Calcio di istituirsi come societa per azioni, secondo le normative della Figc. |
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| ⚫ | <br>Durante la [[Prima guerra mondiale]] la Lazio si distingue per l'[[Albo d'Oro degli atleti biancocelesti decorati o Caduti nella Prima Guerra mondiale|eroismo dei suoi soldati]] e la vicinanza della Società alle sorti del Regno. Ballerini predispone un [[Asilo Lazio|Asilo]] nella sede di via Veneto e fa della Rondinella un orto di guerra. Per questo e per l'impegno della Lazio nel sociale, nella diffusione della cultura e della pratica sportiva, nel 1921 la Lazio viene nominata [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|Ente Morale]] dal governo Giolitti. È il punto più alto della presidenza Ballerini. Fortunato [[Il discorso di commiato di Fortunato Ballerini all'Assemblea dei Soci pubblicato il 20 febbraio 1922|passa la mano nel 1922]]. Nel 1926 la S.P. Lazio cambia allora denominazione e diviene la [[La Società Podistica Lazio diventa Società Sportiva Lazio|Società Sportiva Lazio]] che oggi conosciamo. Le discipline praticate aumentano (il podismo è solo una tra le tante) e il professionismo si appropria del calcio: un processo di lunga durata che avrà ripercussioni anche in futuro. E infatti il 15 luglio 1963 la Società Sportiva Lazio diventerà l'[[Una fenice di 60 anni fa: la associazione delle Società Sportive "Lazio"|Associazione delle Società Sportive Lazio]]. Le singole sezioni ottengono maggiore autonomia, ma pur sempre sotto l'egida confederale della S.S. Lazio. Questa mossa sarà fondamentale per permettere alla Lazio Calcio di istituirsi come societa per azioni, secondo le normative della Figc. |
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| ⚫ | Torniamo al periodo fra le due guerre. [[|Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], [[Masini Tito|Tito Masini]] e altri pionieri custodiscono i valori fondanti della lazialità durante gli anni bui del fascismo. Bitetti e il gerarca [[Vaccaro Giorgio|Giorgio Vaccaro]] sventano l'improvvida fusione con la AS Roma. Negli anni Trenta la Lazio di [[Piola Silvio|Silvio Piola]] recupera intanto il terreno perduto nel calcio, dopo l'epopea romantica ma sfortunata di [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]]. È però nelle altre discipline che la Società compie un grande balzo in avanti. Giunto alla Lazio grazie a Bitetti, brilla la stella di [[Nostini Renzo|Renzo Nostini]]: formidabile spadaccino, buon nuotatore e discreto rugbista, Nostini sarà poi dirigente, segnando la storia biancoceleste del secondo Novecento. In una Roma ancora occupata dai nazifascisti, il [[Comunicato 15 agosto 1943|15 agosto 1943]] la S.S. Lazio emette un coraggioso comunicato. La Società si richiama ai valori originari della sua fondazione e ricusa ogni legame residuo col regime fascista. Sono ventinove le vittime che la Lazio piange a causa della [[Tabella dei caduti e feriti biancocelesti durante la Seconda Guerra Mondiale|Seconda guerra mondiale]]. Nel 2010, la Lazio sarà decorata dal generale dei bersaglieri col prestigioso [[Albo d'Oro della Società Sportiva Lazio Generale|Puntale del Labaro del IX Reparto d'Assalto]], in memoria dei suoi caduti e dei suoi eroi di guerra nei conflitti mondiali. |
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| ⚫ | <br>Torniamo al periodo fra le due guerre. [[|Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], [[Masini Tito|Tito Masini]] e altri pionieri custodiscono i valori fondanti della lazialità durante gli anni bui del fascismo. Bitetti e il gerarca [[Vaccaro Giorgio|Giorgio Vaccaro]] sventano l'improvvida fusione con la AS Roma. Negli anni Trenta la Lazio di [[Piola Silvio|Silvio Piola]] recupera intanto il terreno perduto nel calcio, dopo l'epopea romantica ma sfortunata di [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]]. È però nelle altre discipline che la Società compie un grande balzo in avanti. Giunto alla Lazio grazie a Bitetti, brilla la stella di [[Nostini Renzo|Renzo Nostini]]: formidabile spadaccino, buon nuotatore e discreto rugbista, Nostini sarà poi dirigente, segnando la storia biancoceleste del secondo Novecento. In una Roma ancora occupata dai nazifascisti, il [[Comunicato 15 agosto 1943|15 agosto 1943]] la S.S. Lazio emette un coraggioso comunicato. La Società si richiama ai valori originari della sua fondazione e ricusa ogni legame residuo col regime fascista. Sono ventinove le vittime che la Lazio piange a causa della [[Tabella dei caduti e feriti biancocelesti durante la Seconda Guerra Mondiale|Seconda guerra mondiale]]. Nel 2010, la Lazio sarà decorata dal generale dei bersaglieri col prestigioso [[Albo d'Oro della Società Sportiva Lazio Generale|Puntale del Labaro del IX Reparto d'Assalto]], in memoria dei suoi caduti e dei suoi eroi di guerra nei conflitti mondiali. |
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| ⚫ | L'Italia diventa una repubblica: si volta finalmente pagina. Le fortune calcistiche sono alterne. Nell'immediato dopoguerra sono sempre le altre discipline a dare lustro alla Lazio. Ottimi risultati sono raggiunti nel [[S.S. Lazio Basket|basket]], nel [[S.S. Lazio Rugby 1927|rugby]] e nell'[[S.S. Lazio Hockey|hockey sul prato]]. I biancocelesti vedono tra le fila del ciclismo il campionissimo [[Coppi Fausto|Fausto Coppi]]. Il [[S.S. Lazio Baseball Softball e Cricket|baseball]] è due volte campione d'Italia anche grazie all'asso [[|Glorioso Giulio|Giulio Glorioso]] (1949, 1955). Nel [[1958]], la Lazio dell'arci-amico-nemico [[Bernardini Fulvio|Fulvio Bernardini]] alza al cielo la sua [[Mercoledì 24 settembre 1958 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0|prima Coppa Italia]]. Due sono invece i titoli assoluti nella [[Pallanuoto|pallanuoto]] (1945, 1956). Ed è proprio in vasca che la Lazio agguanta i suoi successi più grandi. Fra gli anni Sessanta e Ottanta, molti dei quali sotto la guida dei direttore tecnici [[Zabberoni Enzo|Zabberoni]] e [[Baccini Franco|Baccini]], la [[S.S. Lazio Nuoto|Lazio Nuoto]] è tra le società più forti d'Italia. Piovono titoli nazionali, europei e mondiali. Sono ben [[Medaglie olimpiche della SS Lazio|12 le medaglie d'oro]] che la Lazio può vantare ai Giochi olimpici, molte delle quali ottenute proprio nelle discipline natatorie. Tanti i nomi celebri: da [[Pedersoli Carlo|Carlo Pedersoli]] a |Ghira Aldo|Aldo Ghira]], da [[Gionta Salvatore|Salvatore Gionta]] a [[Guerrini Giancarlo|Giancarlo Guerrini]], [[Pucci Paolo|Paolo Pucci]], mentre nel femminile la campionessa più grande è [[Beneck Daniela|Daniela Beneck]]. La tradizione della Lazio Nuoto è pari a quella della Lazio Calcio e tale sarebbe ancora oggi, se non fosse per la difficoltà a reperire finanziamenti in uno sport sempre più professionistico. Nel frattempo i biancocelesti ottengono ottimi risultati anche nel rugby ([[Mazzucchelli Ivo|Ivo Mazzucchelli]] è il suo atleta italiano più grande) e negli anni Settanta il XV laziale è uno dei più temibili del massimo campionato. Proprio in quel periodo, la Lazio di [[Chinaglia Giorgio|Long John Giorgio Chinaglia]] vince il [[Domenica 12 maggio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-0|primo storico Scudetto]]. Pure nel basket i biancocelesti si fanno valere e qualche stella assoluta brilla sul nostro parquet; la più luminosa è senza dubbio quella dello statunitense [[Jeelani Abdul Qadir|Abdul-Qadir Jeelani]]. [[Micheli Tonino|Tonino Micheli]] fa invece grande la Lazio del softball, vincendo scudetti in serie sino al trono di campione d'Europa. |
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| ⚫ | <br>L'Italia diventa una repubblica: si volta finalmente pagina. Le fortune calcistiche sono alterne. Nell'immediato dopoguerra sono sempre le altre discipline a dare lustro alla Lazio. Ottimi risultati sono raggiunti nel [[S.S. Lazio Basket|basket]], nel [[S.S. Lazio Rugby 1927|rugby]] e nell'[[S.S. Lazio Hockey|hockey sul prato]]. I biancocelesti vedono tra le fila del ciclismo il campionissimo [[Coppi Fausto|Fausto Coppi]]. Il [[S.S. Lazio Baseball Softball e Cricket|baseball]] è due volte campione d'Italia anche grazie all'asso [[|Glorioso Giulio|Giulio Glorioso]] (1949, 1955). Nel [[1958]], la Lazio dell'arci-amico-nemico [[Bernardini Fulvio|Fulvio Bernardini]] alza al cielo la sua [[Mercoledì 24 settembre 1958 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0|prima Coppa Italia]]. Due sono invece i titoli assoluti nella [[Pallanuoto|pallanuoto]] (1945, 1956). Ed è proprio in vasca che la Lazio agguanta i suoi successi più grandi. Fra gli anni Sessanta e Ottanta, molti dei quali sotto la guida dei direttore tecnici [[Zabberoni Enzo|Zabberoni]] e [[Baccini Franco|Baccini]], la [[S.S. Lazio Nuoto|Lazio Nuoto]] è tra le società più forti d'Italia. Piovono titoli nazionali, europei e mondiali. Sono ben [[Medaglie olimpiche della SS Lazio|12 le medaglie d'oro]] che la Lazio può vantare ai Giochi olimpici, molte delle quali ottenute proprio nelle discipline natatorie. Tanti i nomi celebri: da [[Pedersoli Carlo|Carlo Pedersoli]] a |Ghira Aldo|Aldo Ghira]], da [[Gionta Salvatore|Salvatore Gionta]] a [[Guerrini Giancarlo|Giancarlo Guerrini]], [[Pucci Paolo|Paolo Pucci]], mentre nel femminile la campionessa più grande è [[Beneck Daniela|Daniela Beneck]]. La tradizione della Lazio Nuoto è pari a quella della Lazio Calcio e tale sarebbe ancora oggi, se non fosse per la difficoltà a reperire finanziamenti in uno sport sempre più professionistico. Nel frattempo i biancocelesti ottengono ottimi risultati anche nel rugby ([[Mazzucchelli Ivo|Ivo Mazzucchelli]] è il suo atleta italiano più grande) e negli anni Settanta il XV laziale è uno dei più temibili del massimo campionato. Proprio in quel periodo, la Lazio di [[Chinaglia Giorgio|Long John Giorgio Chinaglia]] vince il [[Domenica 12 maggio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-0|primo storico Scudetto]]. Pure nel basket i biancocelesti si fanno valere e qualche stella assoluta brilla sul nostro parquet; la più luminosa è senza dubbio quella dello statunitense [[Jeelani Abdul Qadir|Abdul-Qadir Jeelani]]. [[Micheli Tonino|Tonino Micheli]] fa invece grande la Lazio del softball, vincendo scudetti in serie sino al trono di campione d'Europa. |
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| ⚫ | In anni più recenti, la Lazio cresce atleti di assoluto valore come i [[Marconi Nicola|fratelli Marconi]] nei tuffi, [[Berrè Enrico|Enrico Berrè]] nella scherma, [[Micheli Elena|Elena Micheli]] nel pentathlon, [[Bascelli Gabriella|Gabriella Bascelli]] nel canottaggio e il nuotatore paralimpico [[Fantin Antonio|Antonio Fantin]]. [[Butini Cesare|Cesare Butini]], l'attuale direttore tecnico della Federnuoto, e il presidente di quest'ultima, [[Barelli Paolo|Paolo Barelli]], hanno militato entrambi nella Lazio. Nel frattempo, [[Nostini Renzo|Renzo Nostini]] guida la Lazio Generale nel nuovo millennio e stabilisce un record ininterrotto alla presidenza (1992- 2005), battuto poi da [[Buccioni Antonio|Antonio Buccioni]], suo fidato consigliere e oggi presidente della polisportiva. Intanto [[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]] fa della Lazio Calcio una potenza assoluta e [[Nesta Alessandro|Sandro Nesta]] e compagni fanno incetta di titoli [[Domenica 14 maggio 2000 – Roma, stadio Olimpico – Lazio-Reggina 3-0|nazionali]] ed [[Venerdì 27 agosto 1999 - Montecarlo, stadio Louis II - Manchester United-Lazio 0-1|europei]]. Nonostante gli umori alterni della piazza, anche la gestione del successore di Cragnotti, [[Lotito Claudio|Claudio Lotito]], si contraddistingue per la vittoria di sei trofei nazionali: tre Coppa Italia e tre Supercoppe Italiane. |
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| ⚫ | <br>In anni più recenti, la Lazio cresce atleti di assoluto valore come i [[Marconi Nicola|fratelli Marconi]] nei tuffi, [[Berrè Enrico|Enrico Berrè]] nella scherma, [[Micheli Elena|Elena Micheli]] nel pentathlon, [[Bascelli Gabriella|Gabriella Bascelli]] nel canottaggio e il nuotatore paralimpico [[Fantin Antonio|Antonio Fantin]]. [[Butini Cesare|Cesare Butini]], l'attuale direttore tecnico della Federnuoto, e il presidente di quest'ultima, [[Barelli Paolo|Paolo Barelli]], hanno militato entrambi nella Lazio. Nel frattempo, [[Nostini Renzo|Renzo Nostini]] guida la Lazio Generale nel nuovo millennio e stabilisce un record ininterrotto alla presidenza (1992- 2005), battuto poi da [[Buccioni Antonio|Antonio Buccioni]], suo fidato consigliere e oggi presidente della polisportiva. Intanto [[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]] fa della Lazio Calcio una potenza assoluta e [[Nesta Alessandro|Sandro Nesta]] e compagni fanno incetta di titoli [[Domenica 14 maggio 2000 – Roma, stadio Olimpico – Lazio-Reggina 3-0|nazionali]] ed [[Venerdì 27 agosto 1999 - Montecarlo, stadio Louis II - Manchester United-Lazio 0-1|europei]]. Nonostante gli umori alterni della piazza, anche la gestione del successore di Cragnotti, [[Lotito Claudio|Claudio Lotito]], si contraddistingue per la vittoria di sei trofei nazionali: tre Coppa Italia e tre Supercoppe Italiane. |
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| ⚫ | Per la sua storia centenaria, nel 2002 la S.S. Lazio riceve il [[Il Collare d'Oro al Merito Sportivo|Collare d'oro]] al merito sportivo, massimo riconoscimento da parte del Coni, dopo aver già ottenuto la [[La Stella d'Oro al Merito Sportivo|Stella d'oro]] nel 1967. La presidente onoraria di LazioWiki è [[Balestrieri Erika|Erika Balestrieri]], discendente diretta del nostro fondatore [[|Balstrieri Arturo|Arturo]]. Dal 9 luglio 2025, [[LazioWiki socio onorario della S.S. Lazio|LazioWiki è socio onorario della S.S. Lazio ed entra così a far parte ufficialmente di questa nobile storia. |
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| ⚫ | <br>Per la sua storia centenaria, nel 2002 la S.S. Lazio riceve il [[Il Collare d'Oro al Merito Sportivo|Collare d'oro]] al merito sportivo, massimo riconoscimento da parte del Coni, dopo aver già ottenuto la [[La Stella d'Oro al Merito Sportivo|Stella d'oro]] nel 1967. La presidente onoraria di LazioWiki è [[Balestrieri Erika|Erika Balestrieri]], discendente diretta del nostro fondatore [[|Balstrieri Arturo|Arturo]]. Dal 9 luglio 2025, [[LazioWiki socio onorario della S.S. Lazio|LazioWiki è socio onorario della S.S. Lazio ed entra così a far parte ufficialmente di questa nobile storia. |
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Versione delle 17:25, 8 mag 2026
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Polisportiva La Società Podistica Lazio nasce a Roma il 9 gennaio 1900 per volere di quindici fondatori assolutamente quiriti (nove secondo la vulgata comune). Colui che ebbe l'idea è il bersagliere Luigi Bigiarelli, fervente massone di animo puro e democratico. Forse il nostro nome e anche i nostri colori sono un regalo del fiume Tevere, il simbolo di Roma a cui la nostra Società è più legata. Il galleggiante su cui i ragazzi si riunivano ancor prima della fondazione della Lazio, battezzato scherzosamente Pippa Nera, ha una storia antica. Vecchia lancia papale settecentesca, il secolo successivo è per tanti anni proprietà di Toto Bigio, uno dei barcaroli più celebri della città. Il servizio di trasporto in quel di Ripetta viene meno con la costruzione di Ponte Regina Margherita. Toto cade in disgrazia e cede lo scafo a tale Gamba di Legno, che lo attracca proprio nei pressi di piazza della Libertà. E lì comincia la nostra storia. La Lazio nasce bianca. Il celeste verrà dopo: ufficiosamente, in occasione della gara di calcio Lazio-Virtus del 1904; ufficialmente per volere del presidente Fortunato Ballerini, altro massone credente e praticante, che ammanta la Società del mito olimpico e dei colori dell'antica Grecia. Di lì a poco, nel 1905, anche l'aquila planerà sul nostro scudo sociale: un'aquila appenninica che nulla a che fare col mito delle legioni romane. Prima che calciatori, i nostri pionieri sono ottimi podisti ([[|Pagliani Pericle|Pericle Pagliani]] il più forte) e ottimi nuotatori (Romeo Tofini primeggia). Fondamentale è anche la sezione Escursionismo: fortemente voluta da Ballerini nel 1906, profondo conoscitore e amante della montagna, questa sezione è degna del nuoto e del calcio per continuità d'adesione alla S.S. Lazio. Col tempo ci appropriamo così dei nostri spazi di elezione: il campo della Rondinella in zona Flaminio (1914); la splendida sede di via Veneto (1915); la casina fluviale all'Albero Bello (1921), dove oggi sta il Circolo Canottieri Lazio. Se abbiamo effettivamente portato per primi o meno il calcio a Roma poco importa: nel primo Novecento la S.P. Lazio è senza dubbio la squadra di football più prestigiosa della città e la più forte del centro-sud. Durante la Prima guerra mondiale la Lazio si distingue per l'eroismo dei suoi soldati e la vicinanza della Società alle sorti del Regno. Ballerini predispone un Asilo nella sede di via Veneto e fa della Rondinella un orto di guerra. Per questo e per l'impegno della Lazio nel sociale, nella diffusione della cultura e della pratica sportiva, nel 1921 la Lazio viene nominata Ente Morale dal governo Giolitti. È il punto più alto della presidenza Ballerini. Fortunato passa la mano nel 1922. Nel 1926 la S.P. Lazio cambia allora denominazione e diviene la Società Sportiva Lazio che oggi conosciamo. Le discipline praticate aumentano (il podismo è solo una tra le tante) e il professionismo si appropria del calcio: un processo di lunga durata che avrà ripercussioni anche in futuro. E infatti il 15 luglio 1963 la Società Sportiva Lazio diventerà l'Associazione delle Società Sportive Lazio. Le singole sezioni ottengono maggiore autonomia, ma pur sempre sotto l'egida confederale della S.S. Lazio. Questa mossa sarà fondamentale per permettere alla Lazio Calcio di istituirsi come societa per azioni, secondo le normative della Figc. Torniamo al periodo fra le due guerre. [[|Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], Tito Masini e altri pionieri custodiscono i valori fondanti della lazialità durante gli anni bui del fascismo. Bitetti e il gerarca Giorgio Vaccaro sventano l'improvvida fusione con la AS Roma. Negli anni Trenta la Lazio di Silvio Piola recupera intanto il terreno perduto nel calcio, dopo l'epopea romantica ma sfortunata di Ezio Sclavi. È però nelle altre discipline che la Società compie un grande balzo in avanti. Giunto alla Lazio grazie a Bitetti, brilla la stella di Renzo Nostini: formidabile spadaccino, buon nuotatore e discreto rugbista, Nostini sarà poi dirigente, segnando la storia biancoceleste del secondo Novecento. In una Roma ancora occupata dai nazifascisti, il 15 agosto 1943 la S.S. Lazio emette un coraggioso comunicato. La Società si richiama ai valori originari della sua fondazione e ricusa ogni legame residuo col regime fascista. Sono ventinove le vittime che la Lazio piange a causa della Seconda guerra mondiale. Nel 2010, la Lazio sarà decorata dal generale dei bersaglieri col prestigioso Puntale del Labaro del IX Reparto d'Assalto, in memoria dei suoi caduti e dei suoi eroi di guerra nei conflitti mondiali. L'Italia diventa una repubblica: si volta finalmente pagina. Le fortune calcistiche sono alterne. Nell'immediato dopoguerra sono sempre le altre discipline a dare lustro alla Lazio. Ottimi risultati sono raggiunti nel basket, nel rugby e nell'hockey sul prato. I biancocelesti vedono tra le fila del ciclismo il campionissimo Fausto Coppi. Il baseball è due volte campione d'Italia anche grazie all'asso [[|Glorioso Giulio|Giulio Glorioso]] (1949, 1955). Nel 1958, la Lazio dell'arci-amico-nemico Fulvio Bernardini alza al cielo la sua prima Coppa Italia. Due sono invece i titoli assoluti nella pallanuoto (1945, 1956). Ed è proprio in vasca che la Lazio agguanta i suoi successi più grandi. Fra gli anni Sessanta e Ottanta, molti dei quali sotto la guida dei direttore tecnici Zabberoni e Baccini, la Lazio Nuoto è tra le società più forti d'Italia. Piovono titoli nazionali, europei e mondiali. Sono ben 12 le medaglie d'oro che la Lazio può vantare ai Giochi olimpici, molte delle quali ottenute proprio nelle discipline natatorie. Tanti i nomi celebri: da Carlo Pedersoli a |Ghira Aldo|Aldo Ghira]], da Salvatore Gionta a Giancarlo Guerrini, Paolo Pucci, mentre nel femminile la campionessa più grande è Daniela Beneck. La tradizione della Lazio Nuoto è pari a quella della Lazio Calcio e tale sarebbe ancora oggi, se non fosse per la difficoltà a reperire finanziamenti in uno sport sempre più professionistico. Nel frattempo i biancocelesti ottengono ottimi risultati anche nel rugby (Ivo Mazzucchelli è il suo atleta italiano più grande) e negli anni Settanta il XV laziale è uno dei più temibili del massimo campionato. Proprio in quel periodo, la Lazio di Long John Giorgio Chinaglia vince il primo storico Scudetto. Pure nel basket i biancocelesti si fanno valere e qualche stella assoluta brilla sul nostro parquet; la più luminosa è senza dubbio quella dello statunitense Abdul-Qadir Jeelani. Tonino Micheli fa invece grande la Lazio del softball, vincendo scudetti in serie sino al trono di campione d'Europa. In anni più recenti, la Lazio cresce atleti di assoluto valore come i fratelli Marconi nei tuffi, Enrico Berrè nella scherma, Elena Micheli nel pentathlon, Gabriella Bascelli nel canottaggio e il nuotatore paralimpico Antonio Fantin. Cesare Butini, l'attuale direttore tecnico della Federnuoto, e il presidente di quest'ultima, Paolo Barelli, hanno militato entrambi nella Lazio. Nel frattempo, Renzo Nostini guida la Lazio Generale nel nuovo millennio e stabilisce un record ininterrotto alla presidenza (1992- 2005), battuto poi da Antonio Buccioni, suo fidato consigliere e oggi presidente della polisportiva. Intanto Sergio Cragnotti fa della Lazio Calcio una potenza assoluta e Sandro Nesta e compagni fanno incetta di titoli nazionali ed europei. Nonostante gli umori alterni della piazza, anche la gestione del successore di Cragnotti, Claudio Lotito, si contraddistingue per la vittoria di sei trofei nazionali: tre Coppa Italia e tre Supercoppe Italiane. Per la sua storia centenaria, nel 2002 la S.S. Lazio riceve il Collare d'oro al merito sportivo, massimo riconoscimento da parte del Coni, dopo aver già ottenuto la Stella d'oro nel 1967. La presidente onoraria di LazioWiki è Erika Balestrieri, discendente diretta del nostro fondatore [[|Balstrieri Arturo|Arturo]]. Dal 9 luglio 2025, [[LazioWiki socio onorario della S.S. Lazio|LazioWiki è socio onorario della S.S. Lazio ed entra così a far parte ufficialmente di questa nobile storia.
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