LazioWiki.org - Presidente Onorario Erika Balestrieri - Dal 2007 il primo sito enciclopedico online sulla Storia della S.S. Lazio
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Abbiamo scritto la storia della Lazio insieme. Ma tu, di più. Fabio per sempre... Proseguiremo la strada da te tracciata per l'amore dei nostri colori che tu amavi con il cuore. Ti immaginiamo già nel firmamento biancoceleste dove starai cercando nuove storie, nuovi elementi da poter raccontare ai lettori con il tuo stile inconfondibile. Buon viaggio nostro grande Maestro! Guida ancora LazioWiki ovunque tu sia, adesso più di prima! Con affetto sincero, i tuoi amici di LazioWiki.org
Piovono titoli nazionali, europei e mondiali. Sono ben [[Medaglie olimpiche della SS Lazio|12 le medaglie d'oro]] che la Lazio può vantare ai Giochi olimpici, molte delle quali ottenute proprio nelle discipline natatorie. Tanti i nomi celebri: da [[Pedersoli Carlo|Carlo Pedersoli]] a [[Ghira Aldo|Aldo Ghira]], da [[Gionta Salvatore|Salvatore Gionta]] a [[Guerrini Giancarlo|Giancarlo Guerrini]], [[Pucci Paolo|Paolo Pucci]], mentre nel femminile la campionessa più grande è [[Beneck Daniela|Daniela Beneck]]. La tradizione della Lazio Nuoto è pari a quella della Lazio Calcio e tale sarebbe ancora oggi, se non fosse per la difficoltà a reperire finanziamenti in uno sport sempre più professionistico. Nel frattempo i biancocelesti ottengono ottimi risultati anche nel rugby ([[Mazzucchelli Ivo|Ivo Mazzucchelli]] è il suo atleta italiano più grande) e negli anni Settanta il XV laziale è uno dei più temibili del massimo campionato. Proprio in quel periodo, la Lazio di [[Chinaglia Giorgio|Long John Giorgio Chinaglia]] vince il [[Domenica 12 maggio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-0|primo storico Scudetto]]. Pure nel basket i biancocelesti si fanno valere e qualche stella assoluta brilla sul nostro parquet; la più luminosa è senza dubbio quella dello statunitense [[Jeelani Abdul Qadir|Abdul-Qadir Jeelani]]. [[Micheli Tonino|Tonino Micheli]] fa invece grande la Lazio del softball, vincendo scudetti in serie sino al trono di campione d'Europa.
Piovono titoli nazionali, europei e mondiali. Sono ben [[Medaglie olimpiche della SS Lazio|12 le medaglie d'oro]] che la Lazio può vantare ai Giochi olimpici, molte delle quali ottenute proprio nelle discipline natatorie. Tanti i nomi celebri: da [[Pedersoli Carlo|Carlo Pedersoli]] a [[Ghira Aldo|Aldo Ghira]], da [[Gionta Salvatore|Salvatore Gionta]] a [[Guerrini Giancarlo|Giancarlo Guerrini]], [[Pucci Paolo|Paolo Pucci]], mentre nel femminile la campionessa più grande è [[Beneck Daniela|Daniela Beneck]]. La tradizione della Lazio Nuoto è pari a quella della Lazio Calcio e tale sarebbe ancora oggi, se non fosse per la difficoltà a reperire finanziamenti in uno sport sempre più professionistico. Nel frattempo i biancocelesti ottengono ottimi risultati anche nel rugby ([[Mazzucchelli Ivo|Ivo Mazzucchelli]] è il suo atleta italiano più grande) e negli anni Settanta il XV laziale è uno dei più temibili del massimo campionato. Proprio in quel periodo, la Lazio di [[Chinaglia Giorgio|Long John Giorgio Chinaglia]] vince il [[Domenica 12 maggio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-0|primo storico Scudetto]]. Pure nel basket i biancocelesti si fanno valere e qualche stella assoluta brilla sul nostro parquet; la più luminosa è senza dubbio quella dello statunitense [[Jeelani Abdul Qadir|Abdul-Qadir Jeelani]]. [[Micheli Tonino|Tonino Micheli]] fa invece grande la Lazio del softball, vincendo scudetti in serie sino al trono di campione d'Europa.
In anni più recenti, la Lazio cresce atleti di assoluto valore come i [[Marconi Nicola|fratelli Marconi]] nei tuffi, [[Berrè Enrico|Enrico Berrè]] nella scherma, [[Micheli Elena|Elena Micheli]] nel pentathlon, [[Bascelli Gabriella|Gabriella Bascelli]] nel canottaggio e il nuotatore paralimpico [[Fantin Antonio|Antonio Fantin]]. [[Butini Cesare|Cesare Butini]], l'attuale direttore tecnico della Federnuoto, e il presidente di quest'ultima, [[Barelli Paolo|Paolo Barelli]], hanno militato entrambi nella Lazio. Nel frattempo, [[Nostini Renzo|Renzo Nostini]] guida la Lazio Generale nel nuovo millennio e stabilisce un record ininterrotto alla presidenza (1992-2005), battuto poi da [[Buccioni Antonio|Antonio Buccioni]], suo fidato consigliere e oggi presidente della polisportiva. Intanto [[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]] fa della Lazio Calcio una potenza assoluta e [[Nesta Alessandro|Sandro Nesta]] e compagni fanno incetta di titoli [[Domenica 14 maggio 2000 – Roma, stadio Olimpico – Lazio-Reggina 3-0|nazionali]] ed [[Venerdì 27 agosto 1999 - Montecarlo, stadio Louis II - Manchester United-Lazio 0-1|europei]]. Nonostante gli umori alterni della piazza, anche la gestione del successore di Cragnotti, [[Lotito Claudio|Claudio Lotito]], si contraddistingue per la vittoria di sei trofei nazionali: tre Coppa Italia e tre Supercoppe Italiane.
In anni più recenti, la Lazio cresce atleti di assoluto valore come i [[Marconi Nicola|fratelli Marconi]] nei tuffi, [[Berrè Enrico|Enrico Berrè]] nella [[S.S. Lazio Scherma Ariccia|scherma]], [[Micheli Elena|Elena Micheli]] nel [[S.S. Lazio Atletica leggeraì|pentathlon]], [[Bascelli Gabriella|Gabriella Bascelli]] nel canottaggio e il nuotatore paralimpico [[Fantin Antonio|Antonio Fantin]]. [[Butini Cesare|Cesare Butini]], l'attuale direttore tecnico della Federnuoto, e il presidente di quest'ultima, [[Barelli Paolo|Paolo Barelli]], hanno militato entrambi nella Lazio. Nel frattempo, [[Nostini Renzo|Renzo Nostini]] guida la Lazio Generale nel nuovo millennio e stabilisce un record ininterrotto alla [[Cronologia dei Presidenti Generali della Lazio dalle origini ai nostri giorni|presidenza]] (1992-2005), battuto poi da [[Buccioni Antonio|Antonio Buccioni]], suo fidato consigliere e oggi presidente della polisportiva. Intanto [[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]] fa della Lazio Calcio una potenza assoluta e [[Nesta Alessandro|Sandro Nesta]] e compagni fanno incetta di titoli [[Domenica 14 maggio 2000 – Roma, stadio Olimpico – Lazio-Reggina 3-0|nazionali]] ed [[Venerdì 27 agosto 1999 - Montecarlo, stadio Louis II - Manchester United-Lazio 0-1|europei]]. Nonostante gli umori alterni della piazza, anche la gestione del successore di Cragnotti, [[Lotito Claudio|Claudio Lotito]], si contraddistingue per la vittoria di sei trofei nazionali: tre Coppa Italia e tre Supercoppe Italiane.
Per la sua storia centenaria, nel 2002 la S.S. Lazio riceve il [[Il Collare d'Oro al Merito Sportivo|Collare d'oro]] al merito sportivo, massimo riconoscimento da parte del Coni, dopo aver già ottenuto la [[La Stella d'Oro al Merito Sportivo|Stella d'oro]] nel 1967. La presidente onoraria di LazioWiki è [[Balestrieri Erika|Erika Balestrieri]], discendente diretta del nostro fondatore [[Balestrieri Arturo|Arturo]]. Dal 9 luglio 2025, [[LazioWiki socio onorario della S.S. Lazio|LazioWiki è socio onorario della S.S. Lazio]] ed entra così a far parte ufficialmente di questa nobile storia.
Per la sua storia centenaria, nel 2002 la S.S. Lazio riceve il [[Il Collare d'Oro al Merito Sportivo|Collare d'oro]] al merito sportivo, massimo riconoscimento da parte del Coni, dopo aver già ottenuto la [[La Stella d'Oro al Merito Sportivo|Stella d'oro]] nel 1967. La presidente onoraria di LazioWiki è [[Balestrieri Erika|Erika Balestrieri]], discendente diretta del nostro fondatore [[Balestrieri Arturo|Arturo]]. Dal 9 luglio 2025, [[LazioWiki socio onorario della S.S. Lazio|LazioWiki è socio onorario della S.S. Lazio]] ed entra così a far parte ufficialmente di questa nobile storia.
|<br> '''Polisportiva''' <br> <br> La sezione calcistica è compresa in una società polisportiva, una delle più antiche d'Europa e più grandi del mondo.
|<br> '''Lazio Generale''' <br> <br> La sezione calcistica è compresa in una società polisportiva, una delle più antiche d'Europa e più grandi del mondo.
La Lazio è una Polisportiva e pertanto si enumerano i trofeivinti dai suoi atleti senza suddividerli per specialità:
La Lazio è una polisportiva e pertanto si enumerano i successi ottenuti dai suoi atleti senza suddividerli per specialità:
* Giochi Olimpici: 12 medaglie d'oro
* Giochi Olimpici: 12 medaglie d'oro
* Campionati del mondo: 62
* Campionati del mondo: 62 "
* Campionati d'Europa: 89
* Campionati d'Europa: 89 "
* Record europei: 2
* Record europei: 2 "
La Lazio ha vinto più di 70 titoli italiani assoluti. I titoli individuali sono oltre 600. Impressionante il numero dei titoli individuali vinti a livello giovanile: circa 1.000. A fronte di tali numeri è indiscutibile considerare la Lazio la società più titolata d'Italia.
La Lazio ha vinto più di 70 titoli italiani assoluti. I titoli individuali sono oltre 600. Impressionante il numero dei titoli individuali vinti a livello giovanile: circa 1.000. A fronte di tali numeri è indiscutibile considerare la Lazio la società più titolata d'Italia.
• E' ONLINE la nuova pubblicaziome di Marco Impiglia per i nostri lettori:
"LE AQUILE DELLA LAZIO"
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L’aquila è uno tra i più diffusi simboli negli stemmi antichi. Questo perché quando l’usanza da parte delle famiglie feudatarie di abbellire la propria linea ereditaria mediante scudi figurati entrò in auge nell’Alto Medio Evo, di aquile ne volavano parecchie nei cieli dell’Europa. Il suo significato è evidente: essa esprime maestà, derivata dal fatto di essere stata innalzata nelle insegne dalle legioni di Giulio Cesare. ► Clicca qui per continuare la lettura...
• E' ONLINE il nuovissimo racconto di Olimpicus per i nostri lettori: "AURORA".
Siamo in un futuro imprecisato distante centinaia di anni da oggi. Una specie aliena, gli Agles, ha preso possesso del pianeta Terra. Gli esseri umani, gli Homes, sono stati sottoposti a un regime di tutela speciale... ► Clicca qui per proseguire la lettura...
Se desideri conoscere gli altri racconti di Olimpicus per LazioWiki, li potrai trovare qui: I racconti di Olimpicus.
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• Aquile sul Tevere di Marco Impiglia
Aquile sul Tevere, in virtù di una gestazione lunga ventidue anni, riassume in modo mirabile non solo le vicende più che centenarie del Circolo Canottieri Lazio, ma aggiunge un altro tassello utile alla comprensione a trecentosessanta gradi della storia della polisportiva. È il prodotto di cinquanta interviste registrate dal 2002 al 2023 e si avvale di una ricerca iconografica alla quale hanno dato un contributo sia la S.S. Lazio sia LazioWiki; con in più la partecipazione di Fabio Bellisario, che ha firmato il medaglione di Giorgio Vaccaro e donato un suo quadro avente per oggetto una vista del Circolo dalla riva destra da cui è scaturita la quarta di copertina. Il volume, di 528 pagine e 300 illustrazioni, in formato chiuso 21x22 confezionato in brossura cucita filorefe, ha una tiratura d’esordio limitata a 100 copie. Coloro che desiderano venirne in possesso, debbono prendere contatto con l’autore, telefonando al 347.4954747 oppure mandando la richiesta all’indirizzo: marco.impiglia@gmail.com
• Lì dove la Lazio nacque di Fabio Bellisario - Edizioni Eraclea
"Un viaggio con burrasche, burraschette, riggiri, mulinelli, crescenti, crescentini, murelle, pennelli, mollacce e mollaccioni: roba, Dio ne scampi e liberi tutti, da non ritornare più a casa".
Queste le parole usate dal barcaiolo Toto er Bigio per descrivere i pericoli che doveva affrontare per navigare il Fiume. Quel Toto che, inconsapevolmente, permise di far giungere ai Fondatori della Società Podistica Lazio un barcone dove, all’alba del XX secolo, tutto ebbe inizio. Partendo proprio da questo mitico personaggio e dalla sua barca, questo libro va a colmare il vuoto presente nella vasta produzione di libri sulla Società Sportiva Lazio: il contesto immediatamente precedente alla nascita della Società che avrà i colori del cielo. Una ricerca storica che parte addirittura dal 1500 e lega vicende che appaiono lontane e incongrue tra loro. Esiste, invece, un sottile filo che le unisce tutte e trova il punto di cesura il 9 gennaio dell’anno giubilare 1900, quando alcuni giovani fiumaroli e podisti diedero vita alla Lazio.
Un’analisi storica, artistica, urbanistica che, imperniata su neanche mezzo chilometro lineare di città antica, fa emergere vecchie lance pontificie, bellissimi porti fluviali scomparsi, siti incantati, piazze e manufatti che furono i luoghi della genesi di questa antica e ancor vivissima società sportiva. In questo tessuto urbano di una Roma che non c’è più, vivevano personaggi avvolti finora nella leggenda di cui l’autore ha scoperto l’identità. Maschere quiriti che, senza sospettarlo, avevano gettato le basi di un’intensa storia umana e sportiva che ancor oggi fa vibrare le corde di tanti appassionati. Vengono, nel testo, ricostruite le loro vicende esistenziali in parallelo ai luoghi "sacri" che, per una strana e inspiegabile alchimia, sono codificati nel patrimonio inalienabile dei sostenitori biancocelesti che, ogni 9 gennaio accorrono, spinti da una forza ancestrale, a celebrare un rituale pagano di fede e amore che non trova riscontro in alcun altro sodalizio sportivo. Porto di Ripetta, Toto Bigio, Ponte Regina Margherita, Gamba di Legno, Piazza della Libertà, i Bagni tiberini, mitiche panchine, traghetti traiettizi escono dalle pagine del libro con una nitidezza cristallina che unisce la rigorosa e inedita ricerca filologica e iconografica con la tradizione popolare più genuina.
• Gli atleti della Lazio nella lotta di Liberazione di Fabio Bellisario - Edizioni Eraclea
Per motivi apparentemente oscuri (ma invece spiegabili), la Società Sportiva Lazio viene comunemente associata alla destra fascista, generalizzando i comportamenti di un limitatissima ma rumorosa frangia di tifosi. Un fenomeno sempre meno tollerato dalla stragrande maggioranza dei sostenitori biancocelesti, stanchi di questa facile ed errata identificazione. Questo volume intende dimostrare che la connotazione fascista della Lazio è un artefatto, una costruzione a posteriori, uno stereotipo e, in definitiva, un falso storico. Un gran numero di dirigenti e atleti della società biancoceleste, molti dei quali sconosciuti ai più, si opposero al regime mussoliniano con coraggio, pagando le loro scelte con profonde sofferenze, il carcere, la morte. Di ognuno di essi vengono narrate le imprese sportive e l'impegno civile in difesa della libertà e della democrazia. Il libro si è aggiudicato il Premio Fiuggi Storia 2022 su un lotto di 46 partecipanti al Concorso. La cerimonia di consegna si è svolta nella sala capitolare del Comune di Fiuggi il 1° ottobre2022.
• Casacche Divise 1940-45 - Gli Atleti della Lazio nella Seconda Guerra Mondiale di Fabio Bellisario e Fabrizio Munno - Edizioni Eraclea
Dopo "Dal Tevere al Piave", che ha affrontato i temi relativi alla Grande Guerra, con "Casacche divise" gli storici di LazioWiki portano in luce con accuratezza il destino di tanti sportivi biancocelesti che, spesso loro malgrado ma sempre con valore, decisero di onorare la patria nella guerra coloniale e nel secondo conflitto mondiale, in molti casi passando nelle schiere partigiane dopo l'8 settembre1943. Al commovente e drammatico racconto delle vicende umane e sportive si accompagna la rigorosa ricostruzione dei fatti storici. Ai sette caduti accertati dalla storiografia ufficiale, gli autori hanno aggiunto altri 23 nomi finora completamente ignorati. Il libro usa un registro serrato, secco, privo di pause, proprio come gli avvenimenti che interessarono la vita dei tanti atleti-soldati in quella guerra distruttiva. Emergono storie tragiche, esaltanti, commoventi di ragazzi che avevano amato lo sport e che si ritrovarono, spesso su fronti opposti - da qui il titolo del libro - a combattere. Tutte le vicende raccontate e le testimonianze sono inedite, così come gran parte dell'apparato iconografico che accompagna il testo.
• Società Podistica "Lazio" - Ideali sportivi olimpici unitari romani e biancocelesti di Marco Impiglia
Con due riunioni tenute il 9 e il 13 gennaio1900, di martedì e di sabato, alla Pippa Nera e nell'appartamento dei Bigiarelli al vicolo degli Osti 15, nel rione Ponte, la Società Podistica Lazio si costituì. Fu l'atto alchemico conclusivo di una serie di conciliaboli avvenuti durante gite podistiche e su una panchina prospiciente piazza della Libertà, dove oggi una lapide ricorda l'evento. Il Zenone della situazione, l'artefice dell'opus nigrum, fu Luigi Bigiarelli, che letteralmente fece attraversare la fase della nigredo a quelli della Pippa Nera, e chiarificò il tutto in una pietra filosofale davvero magica, per che avrebbe saputo creare nel secolo a venire.
• Coppi 1945, una primavera a Roma - Fausto, Nulli e la Società Sportiva Lazio di Giampiero Petrucci e Fabio Bellisario - Edizioni Eraclea
9 gennaio1945. Fausto Coppi si trova a Caserta, in un campo di prigionia degli Inglesi dai quali è stato catturato in Africa dove lui, ultimo vincitore del Giro d'Italia (1940) ed ancora recordman in carica dell'Ora (1942), ha combattuto come un qualsiasi soldato. L'industriale capitolino Edmondo Nulli, accompagnato da Pietro Chiappini (ex compagno di Coppi nella "Legnano"), gli offre un ingaggio per correre nella sua piccola squadra. Coppi accetta all'istante. Indosserà la maglia arancione della "Nulli" dopo aver firmato il regolare cartellino FCI con la Società Sportiva Lazio.
Inizia così una storia poco nota e spesso trascurata, ma che si rivelerà invece fondamentale nella vita e nella carriera di Coppi. A Roma Fausto trascorre l'intera Primavera, gareggiando e vincendo, ponendo le basi di quella fenomenale "rinascita" che lo porterà poi a diventare l'indimenticabile Campionissimo. Coppi-Nulli-Lazio: il trinomio che nel 1945, in un'Italia ancora spezzata dalla Linea Gotica, sale agli onori della cronaca romana ma che spesso è stato dimenticato, sottovalutando l'importanza di chi concesse al campione piemontese non solo un cartellino, una bici ed una maglia ma anche e soprattutto la fiducia e la speranza.
Coppi, sotto la paterna guida di Nulli e l'organizzazione professionale della Società Sportiva Lazio, ritrovò se stesso, come uomo e come atleta. Il libro si avvale di documenti e di un apparato iconografico in gran parte inediti con i quali è stato possibile ricostruire quel periodo difficile ma denso di speranze. Quei giorni meritano di essere rivissuti nel dettaglio perché nella Primavera del 1945 l'Airone volò anche sulle rive del Tevere.
Il racconto della vita di Ezio Sclavi, portiere della Lazio e della Nazionale tra gli anni '20 e '30, che ha saputo raggiungere i livelli più alti sia in campo sportivo sia artistico. Se la sua pittura gli consente di essere annoverato tra i massimi esponenti della "Scuola Romana" e della pittura aniconica italiana degli anni '50 e '60, il calcio, che lo ha visto portiere di Lazio, Juventus e della Nazionale, lo annovera tra i più straordinari interpreti del difficile ruolo.
Il libro è il racconto, affascinante come un romanzo, della sua vita, contrassegnata da momenti dolorosi e altri esaltanti, ma sempre improntata al coraggio, la passione, la sincerità e la coerenza. Un uomo, dalla personalità estremamente complessa, che è stato allo stesso tempo protagonista e vittima del suo tempo e del tempestoso contesto storico e sociale presente in Italia in quegli anni. Il libro si avvale di una documentazione quasi del tutto inedita, di tantissime immagini di calcio scovate miracolosamente, di riproduzioni fotografiche di circa cinquanta sue opere pittoriche e di testimonianze dirette, raccolte nei luoghi dove Sclavi è vissuto, da parte di chi l'ha conosciuto e apprezzato.
• DAL TEVERE AL PIAVE - 1915-1918 - Gli atleti della Lazio nella Grande Guerra
LazioWiki ha ricostruito con tale opera, con assoluta precisione storica, le vicende esistenziali, sportive e belliche degli atleti della Società Podistica Lazio impegnati nella Prima Guerra Mondiale, le azioni a cui parteciparono, le decorazioni ottenute sul campo, le circostanze in cui ben trenta di essi, e non undici come si era creduto, si immolarono, i luoghi dove riposano. Il tutto nel contesto storico in cui si svolsero gli avvenimenti bellici e il riflesso che essi ebbero a Roma.
Il libro si avvale di documentazioni e fonti iconiche-fotografiche in gran parte inedite, e di eccezionale rilevanza testimoniale. Sullo spartito di questo testo risuonano le note delle battaglie, delle sofferenze, degli eroismi di tanti giovani sportivi romani ammaliati dagli ideali biancocelesti e coscienti, ma senza alcuna retorica, di dover servire la Patria. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, riconoscendo a questo libro il suo alto valore storico, ha voluto concedergli il logo ufficiale della Commemorazione del Centenario.
Dal Tevere al Piave - 1915-1918 - Gli Atleti della Lazio nella Grande Guerra - Edizioni ERACLEA - pag. 226 - € 14,90
I libri sono disponibili nelle migliori librerie come Feltrinelli, Minerva, Pagine di Sport e ordinabili online su Amazon.it e Ibs.it
Società sportiva Lazio
La Società Podistica Lazio nasce a Roma il 9 gennaio 1900 per volere di quindici fondatori assolutamente quiriti (nove secondo la vulgata comune). Colui che ebbe l'idea è il bersagliere Luigi Bigiarelli, fervente massone di animo puro e democratico. Forse il nostro nome e anche i nostri colori sono un regalo del fiume Tevere, il simbolo di Roma a cui la nostra Società è più legata. Il galleggiante su cui i ragazzi si riunivano ancor prima della fondazione della Lazio, battezzato scherzosamente Pippa Nera, ha una storia antica. Vecchia lancia papale settecentesca, il secolo successivo è per tanti anni proprietà di Toto Bigio, uno dei barcaroli più celebri della città. Il servizio di trasporto in quel di Ripetta viene meno con la costruzione di Ponte Regina Margherita. Toto cade in disgrazia e cede lo scafo a tale Gamba di Legno, che lo attracca proprio nei pressi di piazza della Libertà. E lì comincia la nostra storia.
La Lazio nasce bianca. Il celeste verrà dopo: ufficiosamente, in occasione della gara di calcio Lazio-Virtus del 1904; ufficialmente per volere del presidente Fortunato Ballerini, altro massone credente e praticante, che ammanta la Società del mito olimpico e dei colori dell'antica Grecia. Di lì a poco, nel 1905, anche l'aquila planerà sul nostro scudo sociale: un'aquila appenninica che nulla a che fare col mito delle legioni romane. Prima che calciatori, i nostri pionieri sono ottimi podisti (Pericle Pagliani il più forte) e ottimi nuotatori (Romeo Tofini primeggia). Fondamentale è anche la sezione Escursionismo: fortemente voluta da Ballerini nel 1906, profondo conoscitore e amante della montagna, questa sezione è degna del nuoto e del calcio per continuità d'adesione alla S.S. Lazio. Col tempo ci appropriamo così dei nostri spazi di elezione: il campo della Rondinella in zona Flaminio (1914); la splendida sede di via Veneto (1915); la casina fluviale all'Albero Bello (1921), dove oggi sta il Circolo Canottieri Lazio. Se abbiamo effettivamente portato per primi o meno il calcio a Roma poco importa: nel primo Novecento la S.P. Lazio è senza dubbio la squadra di football più prestigiosa della città e la più forte del centro-sud.
Durante la Prima Guerra Mondiale la Lazio si distingue per l'eroismo dei suoi soldati e la vicinanza della Società alle sorti del Regno. Ballerini predispone un Asilo nella sede di via Veneto e fa della Rondinella un orto di guerra. Per questo e per l'impegno della Lazio nel sociale, nella diffusione della cultura e della pratica sportiva, nel 1921 la Lazio viene nominata Ente Morale dal governo Giolitti. È il punto più alto della presidenza Ballerini. Fortunato passa la mano nel 1922. Nel 1926 la S.P. Lazio cambia allora denominazione e diviene la Società Sportiva Lazio che oggi conosciamo. Le discipline praticate aumentano (il podismo è solo una tra le tante) e il professionismo si appropria del calcio: un processo di lunga durata che avrà ripercussioni anche in futuro. E infatti il 15 luglio 1963 la Società Sportiva Lazio diventerà l'Associazione delle Società Sportive Lazio. Le singole sezioni ottengono maggiore autonomia, ma pur sempre sotto l'egida confederale della S.S. Lazio. Questa mossa sarà fondamentale per permettere alla Lazio Calcio di istituirsi come societa per azioni, secondo le normative della Figc.
Torniamo al periodo fra le due guerre. Olindo Bitetti, Tito Masini e altri pionieri custodiscono i valori fondanti della lazialità durante gli anni bui del fascismo. Bitetti e il gerarca Giorgio Vaccaro sventano l'improvvida fusione con la AS Roma. Negli anni Trenta la Lazio di Silvio Piola recupera intanto il terreno perduto nel calcio, dopo l'epopea romantica ma sfortunata di Ezio Sclavi. È però nelle altre discipline che la Società compie un grande balzo in avanti. Giunto alla Lazio grazie a Bitetti, brilla la stella di Renzo Nostini: formidabile spadaccino, buon nuotatore e discreto rugbista, Nostini sarà poi dirigente, segnando la storia biancoceleste del secondo Novecento. In una Roma ancora occupata dai nazifascisti, il 15 agosto 1943 la S.S. Lazio emette un coraggioso comunicato. La Società si richiama ai valori originari della sua fondazione e ricusa ogni legame residuo col regime fascista. Sono ventinove le vittime che la Lazio piange a causa della Seconda guerra mondiale. Nel 2010, la Lazio sarà decorata dal generale dei bersaglieri col prestigioso Puntale del Labaro del IX Reparto d'Assalto, in memoria dei suoi caduti e dei suoi eroi di guerra nei conflitti mondiali.
L'Italia diventa una repubblica: si volta finalmente pagina. Le fortune calcistiche sono alterne. Nell'immediato dopoguerra sono sempre le altre discipline a dare lustro alla Lazio. Ottimi risultati sono raggiunti nel basket, nel rugby e nell'hockey sul prato. I biancocelesti vedono tra le fila del ciclismo il campionissimo Fausto Coppi. Il baseball è due volte campione d'Italia anche grazie all'asso Giulio Glorioso (1949, 1955). Nel 1958, la Lazio dell'arci-amico-nemico Fulvio Bernardini alza al cielo la sua prima Coppa Italia. Due sono invece i titoli assoluti nella pallanuoto (1945, 1956). Ed è proprio in vasca che la Lazio agguanta i suoi successi più grandi. Fra gli anni Sessanta e Ottanta, molti dei quali sotto la guida dei direttore tecnici Zabberoni e Baccini, la Lazio Nuoto è tra le società più forti d'Italia.
Piovono titoli nazionali, europei e mondiali. Sono ben 12 le medaglie d'oro che la Lazio può vantare ai Giochi olimpici, molte delle quali ottenute proprio nelle discipline natatorie. Tanti i nomi celebri: da Carlo Pedersoli a Aldo Ghira, da Salvatore Gionta a Giancarlo Guerrini, Paolo Pucci, mentre nel femminile la campionessa più grande è Daniela Beneck. La tradizione della Lazio Nuoto è pari a quella della Lazio Calcio e tale sarebbe ancora oggi, se non fosse per la difficoltà a reperire finanziamenti in uno sport sempre più professionistico. Nel frattempo i biancocelesti ottengono ottimi risultati anche nel rugby (Ivo Mazzucchelli è il suo atleta italiano più grande) e negli anni Settanta il XV laziale è uno dei più temibili del massimo campionato. Proprio in quel periodo, la Lazio di Long John Giorgio Chinaglia vince il primo storico Scudetto. Pure nel basket i biancocelesti si fanno valere e qualche stella assoluta brilla sul nostro parquet; la più luminosa è senza dubbio quella dello statunitense Abdul-Qadir Jeelani. Tonino Micheli fa invece grande la Lazio del softball, vincendo scudetti in serie sino al trono di campione d'Europa.
In anni più recenti, la Lazio cresce atleti di assoluto valore come i fratelli Marconi nei tuffi, Enrico Berrè nella scherma, Elena Micheli nel pentathlon, Gabriella Bascelli nel canottaggio e il nuotatore paralimpico Antonio Fantin. Cesare Butini, l'attuale direttore tecnico della Federnuoto, e il presidente di quest'ultima, Paolo Barelli, hanno militato entrambi nella Lazio. Nel frattempo, Renzo Nostini guida la Lazio Generale nel nuovo millennio e stabilisce un record ininterrotto alla presidenza (1992-2005), battuto poi da Antonio Buccioni, suo fidato consigliere e oggi presidente della polisportiva. Intanto Sergio Cragnotti fa della Lazio Calcio una potenza assoluta e Sandro Nesta e compagni fanno incetta di titoli nazionali ed europei. Nonostante gli umori alterni della piazza, anche la gestione del successore di Cragnotti, Claudio Lotito, si contraddistingue per la vittoria di sei trofei nazionali: tre Coppa Italia e tre Supercoppe Italiane.
Per la sua storia centenaria, nel 2002 la S.S. Lazio riceve il Collare d'oro al merito sportivo, massimo riconoscimento da parte del Coni, dopo aver già ottenuto la Stella d'oro nel 1967. La presidente onoraria di LazioWiki è Erika Balestrieri, discendente diretta del nostro fondatore Arturo. Dal 9 luglio 2025, LazioWiki è socio onorario della S.S. Lazio ed entra così a far parte ufficialmente di questa nobile storia.
Lazio Generale
La sezione calcistica è compresa in una società polisportiva, una delle più antiche d'Europa e più grandi del mondo.
La Lazio è una polisportiva e pertanto si enumerano i successi ottenuti dai suoi atleti senza suddividerli per specialità:
Giochi Olimpici: 12 medaglie d'oro
Campionati del mondo: 62 "
Campionati d'Europa: 89 "
Record europei: 2 "
La Lazio ha vinto più di 70 titoli italiani assoluti. I titoli individuali sono oltre 600. Impressionante il numero dei titoli individuali vinti a livello giovanile: circa 1.000. A fronte di tali numeri è indiscutibile considerare la Lazio la società più titolata d'Italia.
Lazio Calcio
Grazie alla volontà di personaggi come Fortunato Ballerini e Sante Ancherani, il sodalizio biancoceleste iniziò a praticare il gioco del football che giunse nella capitale agli albori del XX secolo. La sezione calcistica fu istituita nel 1901 e ufficializzata nel 1910. I primi anni furono giocati a livello pionieristico ma numerose furono le vittorie in molti tornei, fino ad arrivare a disputare le finali nazionali nel 1913 e nel 1914 perse rispettivamente con la Pro Vercelli e il Casale.
Dopo una forzata inattività dovuta alla prima guerra mondiale, i biancazzurri ripresero l'attività arrivando a sfiorare lo Scudetto nel 1923 battuti solo dal fortissimo Genoa4-1 all'andata e 0-2 al ritorno nelle finali nazionali. Nel 1921, intanto, la società biancazzurra venne eretta ad Ente Morale per Regio decreto. Nel 1927 è grazie al Generale Giorgio Vaccaro che venne evitata la fusione con altre squadre minori della Capitale che diedero vita ad un unico sodalizio che prenderà il nome di AS Roma. I primi campionati a girone unico non portarono grandi soddisfazioni ma, a metà degli anni trenta, con l'acquisto del fortissimo centravanti Silvio Piola, la Lazio tornò a risiedere nei piani alti della classifica sfiorando di nuovo lo Scudetto al termine della stagione 1936/37. Sono gli anni del grande Presidente mecenate Remo Zenobi. Nel 1944 la Lazio vinse il Campionato Romano superando la Roma. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale i biancocelesti si collocarono a metà classifica ma, tra il 1949 ed il 1952, centrarono per tre campionati consecutivi il quarto posto e nelle stagioni 1955/56 e 1956/57 ottennero il terzo posto.
Nel 1958 la Lazio vinse la sua prima Coppa Italia contro la Fiorentina, ma tre anni dopo conobbe l'onta della sua prima retrocessione in Serie B. Gli anni sessanta videro i biancocelesti, con gravi problemi economici, salire e retrocedere dalla massima serie. Neanche l'avvento alla presidenza dell'italoamericano Umberto Lenzini sembrò cambiare le cose. Nell'estate 1971, dopo un'altra retrocessione tra i cadetti, venne chiamato ad allenare la squadra Tommaso Maestrelli. Era la svolta che si attendeva da tanti lustri. Con Maestrelli in panchina e grazie alle reti del giovane centravanti Giorgio Chinaglia, la promozione venne subito centrata e l'anno successivo i biancazzurri sfiorarono un clamoroso Scudetto, perso a 2 minuti dalla fine dell'ultima giornata in un clima di pesanti sospetti.
Titolo rimandato di un anno, però, perché la stagione 1973/74 vide le Aquile dominare e laurearsi Campioni d'Italia il 12 maggio1974 dopo aver battuto in casa il Foggia per 1-0. La Lazio mise in luce un gioco totale che fece invidia a tutti i più grandi club mondiali. Arrivata all'apice, però, iniziò la parabola discendente, causata dapprima dalla malattia di Maestrelli che lo porterà alla prematura scomparsa, e poi dall'improvvisa morte del calciatore Luciano Re Cecconi rimasto ucciso per un tragico equivoco. La fine degli anni settanta vide i biancocelesti navigare a metà classifica, ma la vicenda del calcioscommesse, scoppiato nel marzo 1980 e culminato con l'arresto di alcuni giocatori, la vide precipitare in Serie B d'ufficio. Furono anni bui, ravvivati soltanto dalla promozione al termine della stagione 1982/83. Le attese della presidenza di Chinaglia vennero poi disilluse ed alla fine del 1985 i biancazzurri retrocessero nuovamente.
Un altro scandalo scommesse rischiò di farla precipitare in Serie C, ma la Lazio riuscì a salvarsi con una penalizzazione di 9 punti da scontare sulla classifica del campionato successivo. La squadra di Eugenio Fascetti ottenne la salvezza dopo un drammatico spareggio a tre con Taranto e Campobasso giocato sul campo neutro di Napoli. Persa la prima partita per 1-0 contro il Taranto, riusci a vincere con il medesimo punteggio contro il Campobasso salvandosi dalla retrocessione. L'anno successivo la Lazio tornò nella massima serie e la squadra, guidata dal presidente Gian Marco Calleri, riuscì a navigare in acque tranquille fino all'inizio degli anni '90. Con l'acquisto del pacchetto azionario da parte del finanziere Sergio Cragnotti, la società biancoceleste fece registrare una svolta epocale. Grazie ad acquisti di grandi campioni, i biancocelesti s'imposero all'attenzione del panorama calcistico mondiale.
Nel settembre dello stesso anno la Lazio si aggiudicò la sua secondaSupercoppa Italiana di nuovo contro l'Inter. Finita l'era di Sergio Cragnotti, nel 2004 i biancocelesti conquistano la quartaCoppa Italia contro la Juventus. Una grave crisi societaria sembrò poi sfociare nel fallimento ma alla fine, con l'acquisizione del pacchetto di maggioranza da parte di Claudio Lotito, la situazione si sbloccò in maniera positiva. Dopo una difficile salvezza nel campionato2004/05, la Lazio raggiunse un prestigioso terzo posto al termine della stagione 2006/07. La stagione (2007/08) ha visto i biancocelesti, allenati per il terzo anno consecutivo dal riminese Delio Rossi, giungere al 12° posto nel campionato di massima serie. Il 13 maggio2009 la Lazio conquista la quintaCoppa Italia, il primo trofeo dell'era Lotito, battendo ai calci di rigore per 7-6 (1-1 il risultato finale della partita), la Sampdoria. L'8 agosto2009, la formazione biancoceleste si aggiudica la terza Supercoppa Italiana della propria storia nella gara, disputata a Pechino, contro l'Inter, battuta per 2 a 1.
La stagione 2009/10 vede la Lazio disputare un torneo mediocre e salvarsi con due giornate di anticipo, chiudendo il torneo a 46 punti e dopo aver sostituito il tecnico Davide Ballardini con Edoardo Reja dopo una sconfitta interna. Forti contestazioni al presidente biancoceleste Claudio Lotito sono state manifestate nel corso del campionato, per un torneo disputato sotto le attese. La partecipazione all'Europa League, ottenuta di diritto a seguito della conquista della Coppa Italia contro la Sampdoria, termina nella fase a gironi. La stagione 2010/11 vede la Lazio sempre agli ordini del tecnico goriziano Edy Reja e la Lazio si classifica al quarto posto con 66 punti, in coabitazione con l'Udinese la quale, per una migliore differenza reti, ottiene la qualificazione alla fase preliminare di Champions League relegando i biancocelesti alla partecipazione all'Europa League.
Nella stagione 2011/12 i biancocelesti si classificano al quarto posto in classifica e si qualificano ai play-off dell'Europa League, mentre nella stagione successiva, agli ordini del nuovo tecnico Vladimir Petkovic, conquistano la Coppa Italia, con una rete di Senad Lulic, nella storica finale disputata il 26 maggio2013 contro la Roma. Nonostante il grande entusiasmo iniziale, l'annata seguente è povera di soddisfazioni. La Lazio viene battuta pesantemente dalla Juventus nella finale di Supercoppa italiana. In campionato e in Europa League le cose non vanno meglio e così a dicembre, dopo una netta sconfitta contro il Verona, Vladimir Petkovic viene esonerato. Al suo posto torna Edy Reja, che porta la squadra in salvo ma non riesce a centrare la qualificazione alle coppe europee.
Nella stagione 2014/15 è Stefano Pioli il nuovo allenatore. Dopo un inizio complicato, la Lazio si assesta nelle zone alte della classifica in inverno e sboccia in primavera grazie soprattutto all'esplosione di Felipe Anderson. La corsa dei biancocelesti arriva sino al secondo posto in classifica, perso però dopo una flessione nelle ultime partite di campionato. La terza piazza garantisce comunque la partecipazione ai preliminari di Champions League. Grande è il rimpianto per il k.o. nella finale di Coppa Italia contro la Juventus persa solo ai tempi supplementari. Sempre contro i bianconeri è la sconfitta in Supercoppa Italiana dell'agosto seguente. Ancora più dolorosa è l'eliminazione dalla Champions League ad opera del Bayer Leverkusen, che batte i biancocelesti ai play-off. Come due stagioni fa con Petkovic, anche la la seconda annata di Pioli sulla panchina della Lazio si conclude con un esonero. Al suo posto subentra in primavera il tecnico delle giovanili Simone Inzaghi, per tanti anni calciatore biancoceleste e campione d'Italia nel 2000. La Lazio manca la qualificazione alle coppe europee, ma si appresta a vivere un matrimonio ricco di soddisfazioni con l'allenatore piacentino.
Tra il 2016 e il 2021 i biancocelesti vincono infatti tre finali nazionali su quattro, si qualificano sempre in Europa e disputano una edizione della Champions League. Nella stagione 2016/17 la Lazio chiude quarta in classifica, elimina la Roma dalla Coppa Italia ma perde la finale sempre contro la Juventus. Il tabù delle sconfitte contro i bianconeri viene infranto l'agosto seguente: la Lazio batte i campioni d'Italia e alza al cielo la quarta Supercoppa Italiana della sua storia. I ragazzi d'Inzaghi giocano un calcio entusiasmante, sono a lungo a ridosso delle primissime posizioni e anche in Europa sembrano poter arrivare sino in fondo. La sconfitta contro il Salisburgo ai quarti di finale, l'eliminazione in Coppa Italia contro il Milan e il k.o. all'ultima giornata contro l'Inter che compromette la qualificazione alla Champions League rendono amara una stagione comunque positiva.
L'annata 2018/19 non parte bene e la Lazio fatica a tenere il passo delle prime posizioni. Attardati dalle zone europee ed eliminata in Europa League subito dopo la fase a gironi, i biancocelesti si riscattano però in Coppa Italia. Il 15 maggio la Lazio vince il settimo titolo della manifestazione nella finale dello Stadio Olimpico contro l'Atalanta. Pochi mesi dopo, a Riyad, ecco un altro trofeo: la quinta Supercoppa italiana. Vola la Lazio nel campionato 2019/20: a febbraio è prima in classifica e sogna lo Scudetto. La pausa delle competizioni sportive a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19 interrompe però il momento magico dei biancocelesti, che alla ripresa del torneo, in estate, perdono lo smalto dei tempi migliori e cedono il passo alla Juventus. Il terzo posto in classifica finale vale comunque il ritorno in Champions League. L'annata successiva si chiude tra alti e bassi: sesto posto in campionato ed eliminazione agli ottavi di Champions contro il Bayern Monaco. Il ciclo di Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio giunge così al termine.
La società decide di ripartire da Maurizio Sarri. L'allenatore toscano porta la Lazio al quinto posto nella sua prima stagione a Roma. Il campionato successivo è invece il migliore dell'era Lotito: grazie a un ottimo girone di ritorno, i biancocelesti chiudono al secondi e si qualificano nuovamente alla Champions League. Sembra l'inizio di un ciclo vincente. La realtà però è diversa: la Lazio stenta nella nuova stagione e conquista un deludente settimo posto. E' Igor Tudor a guidare la Lazio nella seconda parte del torneo, dopo le dimissioni presentate da Sarri a marzo. L'allenatore croato lascia però l'incarico per divergenze con la società, nonostante la qualificazione all'Europa League. Il testimone passa così a Marco Baroni. Partito fra lo scettismo generale, il tecnico fiorentino ribalta i pronostici e lancia la Lazio nelle zone nobili della classifica. Anche in Europa League il percorso è eccellente e i biancocelesti vincono la classifica generale nella prima fase del torneo. Sempre a ridosso della zona coppe, la Lazio stenta però nel girone di ritorno, manca l'accesso alle semifinali di Europa League e alla fine chiude settima, fuori dalle competizioni continentali.